Il British Museum apre a un ritorno temporaneo in Grecia dei marmi del Partenone


Segnali di apertura dal British Museum per un rientro, almeno temporaneo, in Grecia dei marmi del Partenone. Il vicedirettore del museo londinese propone una partnership con la Grecia: ancora non specificati i termini dell’accordo, ma forse è la volta buona. 

Il British Museum apre al ritorno temporaneo dei marmi del Partenone alla Grecia: l’apertura trapela dalle parole di Jonathan Williams, vicedirettore del museo di Londra, che ha rilasciato ieri alcune dichiarazioni al Times in cui ha proposto una partnership con Atene che potrebbe favorire il rientro dei marmi in Grecia dopo più di duecento anni.

“Quello che chiediamo”, ha detto Williams alla giornalista Sara Baxter, “è un’attiva partnership per il Partenone con i nostri amici e colleghi in Grecia. Credo fermamente che ci sia spazio per una conversazione davvero dinamica e positiva all’interno della quale si possano trovare nuovi modi di lavorare insieme”. Naturalmente Williams ha messo le mani avanti dicendo che non ci sarà alcuna restituzione: “le sculture”, ha specificato, “sono una parte assolutamente integrante del British Museum. Sono qui da oltre 200 anni”. Però, ha anche ammesso che “vogliamo cambiare la temperatura del dibattito”.

Secondo il Times, il cambio di passo da parte del British Museum, che è sempre stato poco incline anche a prestare i marmi del Partenone in via momentanea alla Grecia (se ne era discusso solo nel 2019, quando Atene aveva chiesto in prestito al British i marmi sottratti ai greci da Lord Elgin tra il 1801 e il 1803: il museo inglese aveva replicato affermando che i marmi sarebbero partiti solo se la Grecia ne avesse riconosciuto la piena proprietà inglese, una precondizione inaccettabile per Atene), rifletterebbe l’opinione dei britannici sulla materia: stando a un sondaggio YouGov dello scorso novembre, il 59% della popolazione ritiene che i marmi appartengono alla Grecia. E in più, sempre nell’autunno del 2021, per la prima volta l’Unesco ha adottato una decisione per chiedere al Regno Unito di rivedere le proprie posizioni. Tutti motivi che hanno evidentemente spinto il British a cercare l’accordo con Atene.

Per ora è stata scartata l’ipotesi di creare repliche 3D perfette da inserire nel percorso del British al posto degli originali. “Le persone vengono al British Museum per vedere le opere vere”, ha detto Williams. L’ipotesi più probabile è che i marmi tornino ad Atene (anche se non è dato sapere per quanto tempo) in cambio di prestiti a lunga scadenza di meraviglie della Grecia mai esposte prima nel Regno Unito (il Times fa circolare il nome della celeberrima Maschera di Agamennone). Un po’ come ha fatto l’Italia inizialmente per il frammento di Palermo, l’unico marmo del Partenone conservato nel nostro paese: dapprima l’accordo prevedeva il prestito di otto anni in cambio di due opere in arrivo per lo stesso periodo di tempo dalla Grecia, dopodiché l’Italia ha deciso di restituire in maniera permanente l’opera ad Atene.

Ovviamente rimangono diversi punti in sospeso. La Grecia vorrebbe che il Regno Unito riconoscesse la proprietà greca dei marmi, ma i britannici sarebbero disposti soltanto a concedere prestiti. “Dobbiamo trovare una via da seguire attorno allo scambio culturale di un livello, intensità e dinamismo che non sono stati concepiti finora”, si è limitato a spiegare Williams.

Anche in Grecia comunque domina un clima più entusiasta. Lina Mendoni, ministra greca della Cultura, ha dichiarato la scorsa settimana che “L’atmosfera è cambiata. Con buona volontà possiamo trovare una via da seguire per entrambe le parti”. Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis, ha promesso che la Grecia è aperta ai negoziati, ma allo stesso tempo ha avvertito che “i piccoli passi non sono sufficienti”.

Immagine: Marmi del Partenone, la parte meridionale del frontone est al British Museum. Foto di Brian Jeffery Beggerly

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Il British Museum apre a un ritorno temporaneo in Grecia dei marmi del Partenone


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