Firenze, per cenare a Palazzo Vecchio la Ferrari pagherà 173mila euro


La Ferrari pagherà al Comune di Firenze la cifra di 173mila euro per cenare nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Una cena di gala per 198 ospiti.

Oltre 173mila euro per cenare nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio: è questa la cifra che la Ferrari dovrà corrispondere al Comune di Firenze per poter organizzare la cena di gala del 12 settembre (per la quale è previsto un massimo di 198 ospiti), in occasione dei festeggiamenti per i mille gran premi in Formula Uno della scuderia di Maranello. Nessuna esenzione, dunque, come era avvenuto per la sfilata di Dolce & Gabbana dello scorso fine settimana, e che ha comportato una chiusura del museo di ben 13 giorni, di cui 8 al pubblico. Il museo, per la cena della Ferrari, rimarrà però chiuso al pubblico per due giorni, l’11 e il 12 settembre. Per la cena e per la produzione dell’evento di sabato sera (ci sarà uno spettacolo in piazza della Signoria) la Ferrari ha chiesto quattro sale (il Salone dei Cinquecento, la Sala Macconi, l’ex Sala Bar e la Sala d’Arme), concesse dal Comune in quanto sussistono le “ragioni di interesse pubblico che consentono [...] la chiusura museale” e poiché è stata verificata la compatibilità “con le caratteristiche degli ambienti”.

Il Comune di Firenze ha specificato i costi che la Ferrari dovrà sostenere, tra i canoni di concessione per le sale, i rimborsi forfettari per i consumi e i corrispettivi per i servizi accessori. Per il Salone dei Cinquecento, canone di 68.310 euro, rimborso per i consumi di 3.281,04 e corrispettivo per servizi accessori di 13.124,16 euro. Per la Sala Macconi, canone di 1.954,80, rimborso di 316,80 e corrispettivo di 1.261,44. Per l’Ex Sala Bar, canone di 1.897,20, rimborso di 316,80, corrispettivo di 1.261,44. Per la Sala d’Arme, nessun canone ma rimborso di 9.478,56 euro e corrispettivo di 37.914,24. Un totale di 139.116,48 euro, iva esclusa, a cui si aggiunge un ulteriore importo di 34.464 euro iva esenti a titolo di rimborso per i mancati introiti della bigliettazione del museo in ragione della chiusura al pubblico. In totale fanno dunque 173.580,48 euro, che con iva inclusa diventano 204.186,11.

La Ferrari non corrisponderà canoni per altre sale che non ha chiesto ma che potrà utilizzare (la Sala del Vuoto, la Sala del Teatrino, la biglietteria, il camminamento di Ronda e altri spazi necessari alla realizzazione dello spettacolo). Gli importi per i rimborsi spese e i servizi accessori sono peraltro maggiorati del 20% rispetto al corrispettivo che viene applicato in via ordinaria: questo in ragione del fatto che le disposizioni anti-Covid prevedono misure organizzative integrative rispetto a quanto previsto dalle procedure di sicurezza ed emergenza ordinarie.

Il rispetto delle misure di sicurezza anti-contagio sarà in capo alla Ferrari, che dovrà controllare l’accesso ai singoli ambienti in uso, verificando che gli ospiti siano e rimangano in numero compatibile con i piani di sicurezza e con le vigenti normative (nello specifico, gli ospiti potranno essere al massimo 198), predisporre la lista dei nominativi delle presenze con recapiti telefonici, invitare i partecipanti a mantenere la distanza interpersonale di un metro e ottanta dove possibile e ad evitare assembramenti, abbracci e strette di mano, rilevare la temperatura corporea dei partecipanti (non potranno entrare quanti presenteranno una temperatura corporea maggiore di 37,5°, sintomi da infezione respiratoria, tosse e respiro corto), controllare che i partecipanti indossino obbligatoriamente la mascherina protettiva che coprirà naso e bocca e che provvedano a sanificarsi le mani con l’uso di disinfettante liquido. Alla Ferrari spetteranno ovviamente anche gli assolvimenti degli obblighi in materia di autorizzazioni per lo svolgimento dello spettacolo.

Nella foto: il Salone dei Cinquecento. Ph. Credit Targetti Sankey

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