I dipinti dell'assalto al Congresso: quali sono i simboli violati dai facinorosi pro-Trump


Alcune opere, tra dipinti e sculture, che raccontano la storia degli Stati Uniti, sono diventate loro malgrado protagoniste dell'assalto al Congresso da parte dei facinorosi pro-Trump. Ecco quali sono i simboli che hanno violato con la loro azione.

Sono diverse le opere d’arte che loro malgrado hanno fatto da sfondo, nella giornata di ieri, all’assalto al Congresso degli Stati Uniti d’America. I facinorosi manifestanti pro-Trump, che sono entrati nel simbolo della democrazia a stelle e strisce facendosi largo con la forza, si sono fatti in alcuni casi fotografare (e in altri casi ci sono semplicemente finiti, creando effetti stranianti) di fronte a evocative opere d’arte, che raccontano la storia degli USA e della nascita della loro democrazia, una delle più antiche al mondo. Una delle fotografie che hanno fatto il giro del mondo cattura un momento nella rotonda del Campidoglio, l’ambiente circolare sormontato dalla riconoscibile cupola dell’edificio neoclassico che ospita il Congresso. Vi si vede un manifestante che sorride alla fotocamera salutando e portandosi via, a spalla, e con una posa che ha suscitato l’ilarità di tanti, il leggio dell’attuale presidente della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America (uno dei due rami del Congresso, simile alla nostra Camera dei Deputati), Nancy Pelosi.

Alle sue spalle, un dipinto e tre sculture raccontano altrettanti importanti momenti della storia degli Stati Uniti: il dipinto, in particolare, è opera di uno dei maggiori pittori di storia statunitensi, John Trumbull (Lebanon, 1756 - New York, 1843), e risale al 1817: rappresenta un momento decisivo della guerra d’indipendenza americana, ovvero la Resa del generale John Burgoyne, il comandante dell’esercito inglese, avversario degli statunitensi. Un evento importante perché avrebbe sancito l’ingresso della Francia (a fianco degli Stati Uniti) nella guerra, terminata col riconoscimento dell’indipendenza delle tredici colonie, il nucleo fondante degli Stati Uniti, dall’ex madrepatria: la resa giunse alla fine della battaglia di Saratoga (1777), e nella raffigurazione di Trumbull si vede al centro il generale Horatio Gates, inglese che aderì alla causa dei rivoltosi statunitensi, mentre rifiuta la spada della resa offerta da Burgoyne, invitandolo al contrario nella sua tenda. Le statue che affiancano il monumento sono, da sinistra, quella di Alexander Hamilton, rivoluzionario, padre costituente e primo segretario del Tesoro, raffigurato da Horatio Stone (Jackson, 1808 - Carrara, 1875) mentre tiene in mano i Federalist Papers, gli scritti redatti per promuovere la ratificazione della Costituzione (la stessa calpestata dai facinorosi); quella di Ulysses Grant, eroe della guerra civile (fu uno dei principali generali unionisti, e contribuì in maniera decisiva alla vittoria nordista) nonché 18° presidente degli USA, dal 1869 al 1877, raffigurato da Franklin Simmons (Webster, 1839 - Roma, 1913); quella di Abramo Lincoln, 16° presidente (dal 1861 al 1865), figura di spicco della storia americana, simbolo di unità nazionale, raffigurato dalla scultrice Vinnie Ream (Madison, 1847 - Washington, 1914), e commissionato quando peraltro l’artista aveva solo diciotto anni.

Attacco al Congresso degli Stati Uniti. Ph. Wim McNamee / Getty
Attacco al Congresso degli Stati Uniti. Ph. Wim McNamee / Getty


John Trumbull, Resa del generale Burgoyne (1817; olio su tela, 370 x 550 cm; Washington, Campidoglio)
John Trumbull, Resa del generale Burgoyne (1817; olio su tela, 370 x 550 cm; Washington, Campidoglio)


Horatio Stone, Monumento ad Alexander Hamilton (1868; marmo; Washington, Campidoglio)
Horatio Stone, Monumento ad Alexander Hamilton (1868; marmo; Washington, Campidoglio)


Franklin Simmons, Monumento a Ulysses Grant (1899; marmo; Washington, Campidoglio)


Vinnie Ream, Monumento ad Abramo Lincoln (1871; marmo e granito; Washington, Campidoglio)
Horatio Stone, Monumento ad Alexander Hamilton (1868; marmo; Washington, Campidoglio)

Se l’asportatore di leggii è finito probabilmente in maniera del tutto inconsapevole tra alcuni importanti brani della storia statunitense, ridotti a semplice sfondo della sua macchiettistica fotografia, altri potrebbero invece essersi fatti scattare alcune immagini consci delle opere che avevano a fianco o alle spalle. Un’altra delle fotografie più condivise sui social, ad esempio, è quella che vede un uomo aggirarsi tra le sale del Campidoglio con la bandiera dei confederati, una delle due parti che combatterono la guerra civile del 1861-1865 (la fazione sconfitta proprio da Grant e Lincoln): molti media riportano che non era mai accaduto nella storia americana che la bandiera confederata entrasse nel Campidoglio, ed è ritenuto un atto grave perché quella bandiera oggi è considerata simbolo di supremazia bianca ed esclusione politica delle persone di colore. L’uomo la agita tra due dipinti che raffigurano due personaggi che furono anime contrapposte degli eventi che portarono alla guerra civile.

A sinistra si osserva un ritratto di John Caldwell Calhoun, dipinto del 1858 circa di Henry F. Darby (1829 - 1897): senatore del South Carolina e successivamente settimo vicepresidente degli Stati Uniti, Calhoun è noto in quanto fu paladino degli Stati Uniti meridionali (le sue convinzioni sono ritenute alla base della secessione del sud dagli stati dell’Unione nel 1860-1861: Calhoun tuttavia non la vide mai perché morì nel 1850), e anche in quanto sostenitore della schiavitù, che riteneva “un bene positivo” in grado di portare vantaggi sia agli schiavi che ai loro padroni. Sulla destra è invece un ritratto di Charles Sumner, opera di Walter Ingalls (Canterbury, 1805 - Oakland, 1874), senatore repubblicano del Massachusetts e, a differenza di Calhoun, convinto abolizionista e antischiavista, tanto da essere ferito, nel 1856, dal deputato sudista Preston Smith Brooks nell’aula del senato. Il rivale lo colpì infatti due giorni dopo che Sumner pronunciò un discorso passato alla storia come “il crimine contro il Kansas”, di forte impronta anti-schiavista.

Attacco al Congresso degli Stati Uniti
Attacco al Congresso degli Stati Uniti


Henry F. Darby, Ritratto di John C. Calhoun (1858 circa; olio su tela, 126,4 x 90,5 cm; Washington, Campidoglio)
Henry F. Darby, Ritratto di John C. Calhoun (1858 circa; olio su tela, 126,4 x 90,5 cm; Washington, Campidoglio)


Walter Ingalls, Ritratto di Charles Sumner (1873; olio su tela, 111,4 x 89,9 cm; Washington, Campidoglio)
Walter Ingalls, Ritratto di Charles Sumner (1873; olio su tela, 111,4 x 89,9 cm; Washington, Campidoglio)

Infine, nell’ultima fotografia che vede i facinorosi “esibirsi” di fronte alle opere d’arte si osserva un supporter di Trump, quello con la barba folta, vestito con felpa e cappello da baseball rosso, che in altre foto compare assieme al personaggio vestito da bovino con corna e pelliccia, mentre sventola una bandiera “Trump is my president” davanti a un dipinto estremamente significativo e simbolico per i fatti di ieri: si tratta della Battaglia del Lago Erie, dipinta nel 1873 da William Henry Powell (New York, 1823 - 1879). La battaglia si inserisce nella cosiddetta “Guerra del 1812”, un conflitto combattuto tra il 1812 e il 1815 tra le forze statunitensi e quelle inglesi a causa di alcune tensioni economiche e commerciali tra gli Stati Uniti, nati appena pochi anni prima, e il Regno Unito. La battaglia del Lago Erie fu combattuta nel 1813 sulle rive dell’omonimo lago, nei pressi di Put-in-Bay, nello stato dell’Ohio, e si trattò di una battaglia navale conclusasi con la vittoria degli americani.

L’opera è significativa perché raffigura una delle ultime importanti vittorie americane prima che gli inglesi organizzassero una duratura campagna lungo le coste degli Stati Uniti, terminata poi con la battaglia di New Orleans dell’8 gennaio del 1815, che sancì la fine della guerra (fu vinta dagli americani). Grazie alle vittorie dopo la battaglia del Lago Erie, gli inglesi, nell’agosto del 1814, riuscirono a prendere New York e a occupare Washington, dando luogo a un incendio di vasta scala noto come The Burning of Washington, durante il quale i britannici diedero alle fiamme la Casa Bianca (fu ricostruita nelle forme attuali tra il 1815 e il 1817) e riuscirono a entrare nel Campidoglio, che fu occupato, saccheggiato, e quindi anch’esso incendiato. Nella storia americana, dopo il sacco del 1814, il Campidoglio non aveva più subito attacchi importanti fino a quello del 6 gennaio 2021.

Attacco al Congresso degli Stati Uniti. Ph. Wim McNamee / Getty
Attacco al Congresso degli Stati Uniti. Ph. Wim McNamee / Getty


William Henry Powell, Battaglia del Lago Erie (1873; olio su tela, 510,9 x 811,5 cm; Washington, Campidoglio)
William Henry Powell, Battaglia del Lago Erie (1873; olio su tela, 510,9 x 811,5 cm; Washington, Campidoglio)


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