Musei nel weekend con prenotazione obbligatoria? Dannoso e controproducente secondo ICOM


ICOM Italia scrive al Ministero della Cultura per chiedere di riconsiderare l'obbligo di prenotazione per visitare i musei nel fine settimana: è infatti ritenuta una misura economicamente dannosa e che disincentiva il pubblico.

Il comitato italiano di ICOM - International Council of Museums, la principale organizzazione che rappresenta i musei nel mondo, ha scritto una lettera, firmata da Adele Maresca Compagna, ha inviato al Segretario generale del Ministero della Cultura, Salvatore Nastasi, al Capo di Gabinetto del ministro Franceschini, Lorenzo Casini, e al direttore Generale Musei, Massimo Osanna, per esprimere la sua posizione sulle modalità di riapertura dei musei nelle zone “gialle” definite dal Decreto Legge 57 del 22 aprile 2021.

ICOM Italia, pur esprimendo “grande soddisfazione per la riapertura di musei e luoghi della cultura autorizzata nelle zone gialle”, ha raccolto le osservazioni di molti direttori di musei statali e non statali, e “segnala il disagio creato dalle limitazioni previste dall’art.14 del DPCM 2 marzo 2021, tuttora in vigore, per il sabato e i giorni festivi, ove l’ingresso è consentito solo alle persone che abbiano effettuato prenotazione online o telefonica con almeno un giorno di anticipo”. Il sabato, la domenica e i festivi, infatti, si accede al museo solo su prenotazione obbligatoria, da effettuare almeno il giorno prima. Secondo ICOM, infatti, l’obbligo di prenotazione nel fine settimana è dannoso (dato che colpisce economicamente i musei) e controproducente, perché allontana tutti quei visitatori che non programmano in anticipo la visita (e si tratta soprattutto del pubblico giovane) o che non hanno confidenza con i mezzi tecnologici. Il rischio è dunque quello di disincentivare la visita ai musei nei giorni di festa.

“Siamo tutti consapevoli dell’importanza della partecipazione delle comunità locali, da incoraggiare con campagne di comunicazione chiare, con iniziative e progetti innovativi che aumentino l’attrattività del patrimonio e pongano l’esperienza della visita al museo in sintonia con le aspirazioni culturali e ricreative e con la vita quotidiana delle persone”, sottolinea ICOM Italia. “Ebbene, sappiamo che i comuni cittadini, soprattutto i giovani (che non programmano con largo anticipo l’impiego del tempo libero) e gli anziani (che non hanno dimestichezza con i mezzi tecnologici) – oltre ai turisti che riprendono a muoversi nei fine settimana – potrebbero decidere di visitare un museo o un parco archeologico nello stesso giorno, magari in relazione alle condizioni climatiche, alla disponibilità di parenti che li accompagnino, all’estemporaneo desiderio di concedersi una pausa piacevole e istruttiva. Perché respingerli all’ingresso del museo, qualora non si registrino rischi di assembramento e sovraffollamento, magari con sale vuote o scarsamente frequentate?”.

“Questi gesti di chiusura, oltre a creare danni di natura economica agli istituti, possono avere una forte valenza simbolica”, sostiene ICOM Italia: “potrebbero scoraggiare il ritorno dei visitatori nei luoghi della cultura e frustrare gli sforzi dei direttori e del personale dei musei impegnati per un’effettiva ripresa delle attività”.

Secondo il comitato Italiano di ICOM, i musei sono già sicuri anche senza l’obbligo di prenotazione: “ICOM ritiene che le misure di contingentamento previste per garantire la sicurezza del personale e dei visitatori, già messe in atto lo scorso anno dai musei, siano sufficienti a scongiurare la trasmissione del virus COVID 19 e che quindi si possano prendere in considerazione delle eccezioni alla modalità della prenotazione preventiva obbligatoria, qualora il numero dei prenotati sia inferiore al numero massimo di persone che possono essere presenti contemporaneamente nei musei, monumenti o aree archeologiche”. Dunque, in conclusione, ICOM Italia auspica “che il Ministero della Cultura proponga al Governo una rettifica o un’interpretazione autentica del provvedimento nella direzione indicata”.

Immagine: Visitatore alla mostra su Rembrandt della Galleria Corsini di Roma in periodo Covid. Ph. Ministero della Cultura - DG Musei

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