L'Italia vieta prestiti al Minneapolis Institute of Art finché non restituirà il Doriforo


Il Ministero della Cultura passa alle cattive col Minneapolis Institute of Art, il museo che conserva il Doriforo di Stabiae, opera trafugata in Italia nel 1975-1976: stop a prestiti e collaborazioni dai musei statali italiani finché l’opera non verrà restituita.

Dall’Italia non partiranno più prestiti di opere d’arte per il Minneapolis Institute of Art finché il museo americano non restituirà al nostro paese il Doriforo di Stabiae, preziosa copia romana del Doriforo di Policleto (la datazione oscilla tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.), rubata in Italia negli anni Settanta, come è stato stabilito dal Tribunale di Torre Annunziata che nel marzo del 2022, su richiesta della Procura della città campana, emanò un decreto di confisca per l’opera, trafugata da uno scavo clandestino. L’opera proviene da alcuni scavi clandestini condotti a Castellammare di Stabia tra il 1975 e il 1976: in seguito giunse nelle disponibilità del mercante svizzero Elie Borowski, che avrebbe acquistato l’opera per 100 milioni di lire (quando già i Carabinieri davano la caccia all’opera). Successivamente, il 15 aprile del 1986, il museo di Minneapolis annunciò l’acquisto della scultura per 2,5 milioni di dollari, il prezzo più alto pagato per un’opera della collezione del museo del Minnesota: un’acquisizione che, disse al tempo il capo curatore dell’istituto Michael Conforti, “aumentava di 10 volte il valore della collezione d’arte antica del museo”.

Per ora, tutti gli appelli a restituire la scultura sono caduti nel vuoto. L’ultimo solo pochi giorni fa, da parte del procuratore capo Nunzio Fragliasso che nel corso di una conferenza stampa, trasmessa anche su YouTube, ha chiesto di parlare di questa vicenda affinché “non sia coperta dal silenzio come è stato per quarant’anni”. Se le istituzioni di un paese, ha aggiunto Fragliasso, “si rendono conto che un’opera d’arte eccezionale appartiene a un altro Stato, dovrebbero farsi parte diligente perché sia restituito. Non ci sono tempi per chiudere le rogatorie, sollecitiamo, e stiamo attivando altri canali istituzionali. Si deve parlare del Doriforo perché l’opinione pubblica si faccia sentire. Per la Procura è una priorità che rientri in Italia, così come per il Ministero della Cultura”.

Scultore romano, Doriforo di Stabiae (27 a.C. - 68 d.C.; marmo pentelico, 198,12 x 48,26 x 48,26 cm; Minneapolis, Minneapolis Institute of Art)
Scultore romano, Doriforo di Stabiae (27 a.C. - 68 d.C.; marmo pentelico, 198,12 x 48,26 x 48,26 cm; Minneapolis, Minneapolis Institute of Art)

L’ultimo sollecito inviato al museo dalla Procura di Torre Annunziata risale al 15 dicembre scorso, ma dal Minneapolis Institute of Art non è giunta alcuna risposta. E ora arriva anche la decisione che potrebbe imprimere una svolta al caso: il direttore generale dei musei italiani, Massimo Osanna, ha deciso infatti che il Minneapolis Institute of Art non riceverà più prestiti e non otterrà più collaborazioni dai musei italiani finché il Doriforo non tornerà in Italia.

Si passa dunque alle cattive, dato che le buone non sono servite: l’Italia, in cambio del Doriforo, aveva offerto prestiti a lungo termine di reperti provenienti da Pompei. Un’offerta non dovuta e molto generosa da parte dell’Italia. E poi, poco più di un anno fa, tra il 15 ottobre 2022 e l’8 gennaio 2023, il Minneapolis Institute of Art poteva anche organizzare una mostra di importanti opere degli Uffizi a seguito di un generoso prestito di 45 pezzi, tra cui importanti capolavori (come la Pallade e il centauro di Sandro Botticelli), e la collaborazione di una studiosa riconosciuta come Cecilia Frosinini dell’Opificio delle Pietre Dure che aveva curato la rassegna assieme a Rachel McGarry, responsabile dell’arte europea del museo americano. La mostra era stata criticata proprio perché il Minneapolis Institute of Art era stato sordo a qualunque richiesta italiana: si sperava però che, dopo una rassegna così importante, gli animi oltreoceano si ammorbidissero. Così non è stato, e allora da adesso si passa al divieto delle collaborazioni tra musei statali italiani e istituto statunitense, già operativo: il museo statunitense aveva infatti chiesto al Museo e Real Bosco di Capodimonte, lo scorso ottobre, il prestito degli arazzi della Battaglia di Pavia per una mostra. E il prestito, si è venuti a sapere, è stato negato.

Già a novembre 2023, Osanna aveva scritto una lettera a Katherine Luber, direttrice del Minneapolis Institute of Art, per annunciargli che l’Italia non scenderà più a compromessi: “Il ministero”, ha scritto il direttore, “non può ignorare un ordine di sequestro da parte di un tribunale italiano e mantenere rapporti di business usuali con un museo che ignora tale ordine e le prove fornite sulla provenienza illecita della statua. Per farla molto semplice, non possiamo isolare la questione del Doriforo dal resto della nostra cooperazione pluriennale. Questa politica non è rivolta specificamente al Mia, ma riguarda tutti i musei che custodiscono beni culturali riconosciuti dai tribunali come parte del patrimonio indisponibile italiano. Il nostro governo non è disposto a scendere a compromessi su questo punto”.

L'Italia vieta prestiti al Minneapolis Institute of Art finché non restituirà il Doriforo
L'Italia vieta prestiti al Minneapolis Institute of Art finché non restituirà il Doriforo


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