MudaC Carrara, caos sul bando del ministero. Cosa succede?


Il MudaC di Carrara rischia di perdere un finanziamento del Ministero della Cultura per la realizzazione di un’opera d’arte? Ecco cosa succede.

Rischia di non vedere la luce il progetto Scolpire il vento di Francesco Bartoli, opera d’arte con cui il Comune di Carrara ha vinto un finanziamento di 61.150 euro nell’ambito della seconda edizione del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea, l’avviso pubblico della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per la selezione di proposte progettuali per l’acquisizione, la produzione e la valorizzazione di opere dell’arte e della creatività contemporanee destinate al patrimonio pubblico italiano. Il Comune si è aggiudicato il finanziamento nel secondo ambito, “Produzione”, che prevede il finanziamento della committenza ad artisti e creativi per la realizzazione di opere che vadano a incrementare il patrimonio pubblico del beneficiario: nel caso del Comune di Carrara, per la collezione di destinazione è stata indicata quella del MudaC - Museo delle Arti Carrara.

Il 28 luglio era uscito l’elenco dei vincitori, tra i quali risultava anche il MudaC con l’opera Scolpire il vento di Francesco Bartoli. Di cosa si tratta? “Il progetto”, si legge nell’istruttoria, “vuole essere una particolare ricerca sul territorio delle Alpi Apuane e nasce dalla necessità di parlare della materia (relazione paesaggio-scultura) e della sua assenza dal punto di vista dell’arte contemporanea. Uno sguardo sui migliori studi di scultura della città di Carrara in cerca di un parallelismo tra la lavorazione classica del marmo - eredità dei vecchi scalpellini - e quella contemporanea con i robot, tra la concretezza del vuoto nelle cave e la levità delle sculture realizzate. Protagonisti della narrazione saranno inoltre il territorio delle Alpi Apuane e le persone che lo compongono; tra questi il poeta pastore Rolando Alberti. Alcune delle poesie più evocative di Alberti e alcuni brani di Demetrio Stratos dal disco Cantare la voce accompagneranno le azioni artistiche che sono state scritte per il progetto”.

Si tratterà, nello specifico, di un docu-film farà uso dell’“elemento performativo, a volte poetico e simbolico a volte surreale e onirico, all’interno di una sintassi narrativa più lineare”. Ci sarà poi un ruolo dedicato alle “cave” e alla “trasformazione del paesaggio da parte dell’uomo”. Infine, ci sarà anche un capitolo “dedicato al rapporto tra non vedenti e scultura, tra materia e tatto, tra forma e immaginazione”. Il progetto, si legge ancora nella scheda dettagliata, “sarà concepito come una video installazione multidisciplinare che avrà la prerogativa di fondere linguaggi audiovisivi e discipline artistiche all’interno dello stesso progetto espositivo. La video installazione è progettata con l’intento di far dialogare la nuova opera con il resto della collezione ma anche con lo scopo di spingerla oltre il luogo che la ospita”. Oltre al video, infatti, l’intervento in situ “sarà formato da una scultura, usata anche come oggetto di scena per le riprese, e da una fotografia gran formato estrapolata dal video”. Il docu-film proporrà un dialogo in modo “poetico e metaforico” tra “il marmo e le persone che lo lavorano, tra paesaggio e società, tra arte contemporanea e storia”. La ricerca di Francesco Bartoli verte infatti sul paesaggio, e lo ha portato a produrre “molti lavori multidisciplinari dedicati alle tracce effimere e/o permanenti dell’uomo nel contesto paesaggistico naturale”. Il titolo del progetto è ispirato al libro di Andrej Tarkovskij intitolato Scolpire il tempo e fa riferimento “alla materia effimera e invisibile, alla scultura, al marmo e al vuoto delle Alpi Apuane”. Il progetto vede come curatrice/referente scientifica Laura Barreca, direttrice del MudaC.

Che cosa è successo? Secondo quanto riporta il quotidiano La Voce Apuana, la nuova amministrazione comunale, insediatasi dopo le elezioni del 25 giugno, non ha accettato il finanziamento, la cui istruttoria era stata presentata dall’amministrazione precedente. Il Comune di Carrara non ha infatti inoltrato la formale accettazione del finanziamento entro i termini stabiliti. A fornire una prima spiegazione è stata, alla Voce Apuana, l’assessora alla cultura Gea Dazzi, che ha dichiarato: “Non abbiamo avuto tempo sufficiente per capire il progetto, non entriamo nel merito della sua validità ma non abbiamo avuto modo di capire, quindi per senso di responsabilità abbiamo deciso di non accoglierlo. Sono denari pubblici che quindi risparmiamo. Abbiamo preferito non accettare perché per noi si tratta di un progetto poco chiaro, c’è un video ancora da allestire e abbiamo chiesto più volte una visione ma così non è stato”.

Naturalmente non si tratta di soldi risparmiati, dal momento che non potranno essere messi a capitolo per altre spese (si tratta infatti di un finanziamento, concesso al 100% dal Ministero della Cultura, legato a un preciso progetto), e non è neppure possibile vedere un video prima che venga allestito, se per “visione” s’intende appunto quella del progetto. L’assessora ha poi spiegato che “Semplicemente non ci è sembrato un progetto opportuno. L’intenzione dell’amministrazione è di far ripartire il Mudac che ha avuto finora pochi visitatori. C’è bisogno di fare rivalutazioni in termini di mostre permanenti e mostre temporanee”. Il progetto di Bartoli, ha concluso Dazzi, “è troppo fumoso e non abbiamo avuto modo di verificarlo, per questo abbiamo preferito non accoglierlo”. Insomma: per l’assessora Dazzi, da quanto da lei stessa dichiarato alla stampa, il problema pareva essere il progetto tout court (a questo sembra del resto riferirsi quando dice che “non ci è sembrato un progetto opportuno”, senza che sia stato ulteriormente specificato per quali ragioni sia stato considerato inopportuno), nonostante si parli di un’opera che ha ricevuto parere positivo da una commissione ministeriale dove figuravano importanti esperti, né si comprende quale legame ci sia, secondo l’assessore, tra l’opera e il tema delle mostre.

Francesco Bartoli, raggiunto da Finestre sull’Arte, ha dichiarato: “il Comune aveva i documenti da aprile, non li ha mai letti, e da quando hanno ricevuto la comunicazione della vittoria, con questo bando, di un premio così importante, l’amministrazione non mi ha mai contattato. Non si può dichiarare che il progetto è ‘fumoso’: stanno ribaltando una commissione di livello nazionale senza competenza alcuna”. Bartoli afferma che il Comune non gli ha contestato “nulla di specifico. Che il Comune non volesse fare questa cosa”, aggiunge, “l’ho saputo attraverso una mail di Laura Barreca che mi informava il 5 settembre, un giorno dopo la scadenza dei termini di accettazione. Il progetto ha ottenuto un punteggio molto alto in tutti i suoi punti, dal quadro economico specifico per ogni spesa fino alle ricadute sul territorio, ai progetti da fare, paralleli con l’Accademia di Belle Arti di Carrara, al corso che volevo fare con gli studenti dell’Accademia. Dire che è un progetto fumoso è a dir poco ridicolo”. Nell’istruttoria, alla voce “programmazione di massima per i prossimi due anni sul tema del contemporaneo” del soggetto proponente, si fa infatti riferimento al “programma pubblico del mudaC per il 2022-2023” che “si svolge in partecipazione della collettività [...] includendo diversi gli [sic] ambiti disciplinari, quali arte, artigianato, design, progetti site-specific e partecipati, seminari, workshop con la finalità di contribuire alla riqualificazione urbana e una valorizzazione culturale della città, in un’idea di work in progress e di museo diffuso sul territorio”. Il programma del mudaC, si legge ancora nell’istruttoria, “sarà in stretta collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, con le istituzioni e le associazioni cittadine che animano la vita culturale, economica e sociale di Carrara”. Inoltre, tra le “eventuali attività di valorizzazione” legate all’opera si legge che “per la promozione del progetto Scolpire il vento saranno realizzati eventi sul territorio che sviluppino la partecipazione attiva del pubblico, come workshop rivolti agli studenti dell’Accademia di Belle Arti ed incontri al vasto pubblico presso la Sala Garibaldi durante tutto il periodo dell’esposizione”. Il dettaglio delle iniziative prevede un workshop con sede l’Accademia di Belle Arti e diretto agli studenti di scultura e arti visive, tenuto da Domenico Quaranta, la pubblicazione di un catalogo a cura di Laura Barreca, e almeno due presentazioni con il pubblico e le associazioni sul territorio, che saranno organizzate dal MudaC tra l’inverno 2022 e la primavera del 2023, e una proiezione al cinema Garibaldi di Carrara.

L’artista, secondo il quale c’è stato un problema di “censura preventiva”, lamenta il fatto di non essere stato ricevuto: “Io li ho contattati varie volte (sia il sindaco, sia l’assessore, sia il dirigente responsabile dell’ufficio cultura), perché Laura Barreca il 28 luglio ha fatto partire una mail per dire di mettersi al lavoro. Io ho ringraziato subito il 28 luglio dicendo che non vedevo l’ora di conoscerci e d’incontrarci il prima possibile, poi ho mandato un’altra mail dopo le vacanze. Nessuno però rispondeva a nulla, e nessuno mi ha detto che non avevano accettato. E poi secondo me il fatto importante è che dalla piccola riunione che ho strappato il 12 settembre, quando sono andato personalmente a Carrara (l’amministrazione aveva una riunione con Laura Barreca, e lei mi ha informato della cosa), con la sindaca ho avuto solo 5 minuti e non di più, con l’assessore un po’ di più, ma da quello che ha detto (non aveva letto nulla) sembrava che la loro politica del museo forse era un’altra, e che vorrebbero approcciare altre cose”. Bartoli conclude dicendo che farà causa al Comune, e aggiunge: “Il mio avvocato ha fatto richiesta agli atti perché a me sono stati negati. Sia il documento in cui vi è il mio progetto con cui il comune si è presentato al bando, che la comunicazione ufficiale di averlo vinto. In quel documento c’è scritta la scadenza di accettazione. Un comune trasparente e aperto al dialogo non fa questo. Per nessun motivo. Queste persone non sono del settore ma hanno ben capito che un progetto completo di questa portata avrebbe accesso i riflettori sul loro territorio e sin dal primo momento hanno cercato di screditarlo”.

La sindaca Serena Arrighi, parimenti raggiunta da Finestre sull’Arte, ha spiegato che non si tratta di un problema di sostanza come sembrava di percepire dalle parole dell’assessora: vale a dire che il Comune non intende valutare la qualità artistica del progetto. “I chiarimenti”, ci ha spiegato Arrighi, “non sono mai stati inerenti il contenuto artistico o la qualità dell’opera, non è nostro compito, i chiarimenti sono sempre stati legati a quali canali l’opera dovesse seguire”. Nello specifico, Arrighi ha chiesto di sapere chi siano nello specifico i soggetti coinvolti e a quale titolo sono coinvolti, se c’è un percorso partecipativo, quali risorse umane il Comune dovrebbe nel caso dedicare alla realizzazione di tale eventuale percorso partecipativo, qualora l’amministrazione dovesse essere coinvolta. “Siamo arrivati al giorno in cui bisognava decidere o meno se aderire al finanziamento proposto senza dettagli in mano”, ha proseguito Arrighi. “Dal mio punto di vista, ogni volta che si tratta di denaro pubblico (perché è comunque denaro pubblico anche se lo dà il Ministero e non il Comune), ritengo si debba fare un minimo di ragionamento. A seguire è accaduto che mi è arrivata una mail che vedeva una serie di protagonisti, tra cui l’Accademia, che chiedevano un incontro”. Arrighi ha chiesto all’ufficio tecnico se ci fosse un coinvolgimento dell’Accademia nella realizzazione dell’opera, cosa che “non risulta secondo l’istruttoria: ben venga il coinvolgimento dell’Accademia, ma l’amministrazione dev’essere a conoscenza di chi è coinvolto nel progetto, tanto più se è un progetto finanziato”.

In sostanza, la sindaca pare smentire l’assessora: il punto non riguarda l’opportunità o meno del progetto, ma le sue modalità d’esecuzione. Inoltre, sulla questione della rinuncia al progetto, la sindaca ha fatto sapere di aver attivato gli uffici tecnici per sapere se la rinuncia comporti una penalizzazione per il Comune nei prossimi eventuali bandi. “La nostra funzionaria”, dichiara la sindaca, “ha parlato col ministero e il ministero ha garantito che non ci sarebbero state penalizzazioni, e immediatamente dopo, il ministero stesso ci ha chiamato dicendo che ci avrebbe dato una proroga sui termini dell’accettazione. In seguito, all’ufficio tecnico ho chiesto se risultasse un coinvolgimento dell’Accademia, e non risultava, quali documenti avessimo in mano, e mi hanno dato l’istruttoria, se risultasse una possibile penalizzazione o meno per l’amministrazione, e dalla telefonata con il ministero questo non risultava. Nella riunione del 12 settembre ho chiesto poi ulteriori delucidazioni alla Barreca perché dalle comunicazioni intercorse con l’artista si parlava dell’eventualità che il progetto comportasse un ‘percorso partecipativo’, e volevo capire se fosse o meno coinvolta l’amministrazione, perché in caso affermativo devo erogare ore e risorse del nostro personale, ma in una situazione di organico non così immenso io devo essere informata, perché anche questo aspetto non era chiaro. Ci è stato fornito ulteriore materiale sul progetto (per esempio fotografie), ma non ciò che interessa a me. A me interessa l’aspetto organizzativo. Dunque neppure alla fine della riunione del 12 settembre questi punti erano chiari, e a oggi io ancora non so chi sia protagonista del progetto a livello di istituzioni coinvolte, quali siano i ruoli chiave e chi li ricopre, e anche come siano ripartiti i soldi del finanziamento”. Infine, sui termini di accettazione del finanziamento, la sindaca ci fa sapere che il Comune è in attesa di conoscere dal ministero se c’è la possibilità di avere la proroga.

Sulla gestione del MudaC, “la questione”, conclude la prima cittadina, “è amministrativa. Vorrei che il MudaC giungesse a compimento, perché ci sono ancora dei piccoli interventi da fare. Vorrei che fosse valorizzato l’attuale patrimonio in possesso del MudaC perché alcuni investimenti sono già stati fatti, e ritengo importante valorizzare quel patrimonio, e poi avere un’adeguata programmazione museale che abbia come obiettivo anche quello di attrarre visitatori. Penso che questo sia compito dell’amministrazione”.

La referente scientifica del progetto Laura Barreca, raggiunta da Finestre sull’Arte, fa sapere di aver inoltrato tutta la documentazione, che il Comune è ancora in tempo per poter accettare il finanziamento, che sia lei sia l’artista sono aperti al massimo dialogo con l’amministrazione e si rendono disponibili a fornire tutte le delucidazioni necessarie, inclusi gli attori coinvolti, e che per gli aspetti amministrativi il soggetto cui rivolgersi è l’ufficio cultura del Comune. In attesa di nuovi risvolti, Finestre sull’Arte continuerà a seguire la vicenda: forse non sarebbe sbagliato, per il bene della città e della comunità artistica, che si addivenisse a un definitivo chiarimento tra i soggetti coinvolti.

Nella foto una sala del MudaC di Carrara.

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