Non sono colpevoli i giovani che a Bristol abbatterono il monumento a Colston


Arrivata la sentenza della Crown Court sul caso dei quattro giovani che nel 2020 hanno abbattuto il monumento a Edward Colston, a Bristol: sono stati giudicati non colpevoli.

È arrivata la sentenza per i cosiddetti “quattro di Bristol”, ovvero i giovani che nel 2020 a Bristol hanno abbattuto il monumento dello schiavista Edward Colston, per adesso unico caso di statua abbattuta in Europa in seguito alle proteste del movimento Black Lives Matter di due anni fa. I quattro (Milo Ponsford, 26 anni; Jake Skuse, 37; Sage Willoughby, 22; Rhian Graham, 30) sono stati assolti da tutte le accuse davanti alla Crown Court, i cui verdetti vengono emanati da un giudice e da una giuria composta da dodici cittadini. Sui giovani gravava l’accusa di aver danneggiato, il 7 giugno 2020, nella città di Bristol, insieme a sconosciuti e senza giustificato motivo, la statua di Edward Colston e un piedistallo appartenenti alla comunità di Bristol con l’intento di distruggere o danneggiare tale proprietà.

La difesa verteva sul fatto che i quattro imputati vedevano la statua come offensiva e come perpetrazione di un crimine d’odio razzista, e che il suo abbattimento era giunto dopo tre decenni di campagne per la sua rimozione. “Ciascuno degli imputati”, aveva dichiarato ieri al Guardian Liam Walker, avvocato di Sage Willoughby, “era dalla parte giusta della storia, e sottolineo, era anche dalla parte giusta della legge. Le gesta di Colston possono essere storiche, ma la continua venerazione per lui in questa città non lo è stata. La continua venerazione di lui in una vibrante città multiculturale era un abuso. La statua di Colston normalizzava l’abuso. Condonava l’accettazione del razzismo con un’alzata di spalle. Ha celebrato i successi di un assassino razzista. La continuazione dell’esistenza di quella statua era un crimine di odio razzista”.

Un altro degli avvocati, Tom Wainwright, aveva suggerito che il significato e il valore storico della statua sono stati semmai accresciuti dall’abbattimento, poiché i quattro, anziché distruggere la storia, l’hanno creata, ottenendo al contempo l’effetto di correggere i crimini di Colston. “Si potrebbe pensare che si screditerebbe il sistema di giustizia penale se una persona fosse condannata per aver danneggiato criminalmente qualcosa aggiungendo valore ad esso, migliorandolo. Chiedetevi dunque che valore aveva questa statua prima del 7 giugno 2020 e che valore ha adesso”.

Subito dopo il verdetto, gli avvocati dei quattro giovani hanno rilasciato dei comunicati. Raj Chada, in rappresentanza di Jake Skuse, ha dichiarato che “La verità è che gli imputati non avrebbero mai dovuto essere perseguiti. È vergognoso che il consiglio comunale di Bristol non abbia abbattuto la statua dello schiavista Edward Colston che aveva causato tale offesa alle persone a Bristol, ed è altrettanto vergognoso che abbia poi sostenuto le accuse a questi imputati”. Blinne Ni Ghralaigh, rappresentante di Rhian Graham, ha dichiarato: “Le giurie rappresentano il senso collettivo di giustizia della comunità. In questo caso, la giuria stabilito che una condanna per la rimozione di questa statua, che glorificava un commerciante di schiavi coinvolto nella riduzione in schiavitù di oltre 84.000 uomini, donne e bambini neri, non sarebbe stata proporzionata”.

Il caso era stato seguito per Finestre sull’Arte da Leonardo Bison (qui l’articolo).

Non sono colpevoli i giovani che a Bristol abbatterono il monumento a Colston
Non sono colpevoli i giovani che a Bristol abbatterono il monumento a Colston


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