A Novara, il restauro di una chiesa rivela antichi affreschi


Il restauro degli interni della Chiesa di San Giovanni Decollato di Novara ha rivelato su una parete  una porzione di circa tredici metri quadrati decorata ad affresco. 

Nel corso degli interventi di restauro e risanamento conservativo degli interni della Chiesa di San Giovanni Decollato di Novara, ultimo progetto approvato sul Bando “Patrimonio di Comunità” edizione 2021 di Fondazione Comunità Novarese, è emersa una porzione di circa tredici metri quadrati decorata ad affresco, che arriva fino al livello del pavimento. Il restauro, promosso dalla Confraternita di San Giovanni Battista Decollato ad fontes, ha ricevuto un contributo di 30mila euro su un costo complessivo di oltre 55mila euro dalla Fondazione; si è reso necessario in quanto l’edificio in stile tardobarocco si presentava in buone condizioni esternamente grazie a recenti interventi, ma presentava segni di degrado nell’apparato decorativo interno. Il restauro complessivo è stato articolato in cinque lotti.

Il primo, quello più complesso, ha riguardato la parete est dell’edificio, dove si trovano l’antico organo e la cantoria. Questa parete, condivisa con il Battistero, ha rivelato, durante le fasi preliminari del cantiere, un affresco di notevole interesse, che si estende fino al pavimento: sulla parte più estesa, in alto, sono rappresentate tre scene sacre, quali La salita al calvario, la Crocifissione e la Deposizione, parzialmente coperte da una scialbatura di epoca settecentesca e da depositi di polvere e materiali organici ormai deteriorati. La parte inferiore mostra invece una decorazione architettonica con campiture a finto marmo ornate da racemi. Gli interventi del primo lotto, a cui seguiranno quelli sulla parete occidentale, sulla controfacciata e sulle cappelle interne della chiesa, si rendono necessari per l’evidente stato di degrado. Chiunque può donare al progetto.

“La Chiesa di San Giovanni Battista Decollato ad fontes si trova in un punto strategico di Novara”, spiega il priore Marco Boggio. “La chiesa affascina soprattutto per l’abside, per gli imponenti dipinti e per essere la sede dell’omonima Confraternita. Oggi la Confraternita ha fini religiosi, di culto e caritativi, ma soprattutto ha la responsabilità di mantenere gli edifici di proprietà in modo adeguato nonché quella di tutelare, custodire, conservare e valorizzare i propri beni storico-artistici e documentari. Dal 2018, abbiamo ripreso con forza anche le attività che, in passato, si erano fermate. I lavori intrapresi per recuperare l’organo hanno permesso scoperte importanti sulla parete orientale, di cui si ignorava la decorazione recuperata grazie al sostegno di FCN che ci permette di restituire alla comunità una significativa testimonianza della storia dell’arte novarese”.

“L’edificio non è solo un centro di culto ma un simbolo storico, artistico, archivistico ed architettonico di notevole valore” ha dichiarato il Presidente della Fondazione Comunità Novarese onlus, Davide Maggi. “Il restauro consentirà il recupero di un bene che, dal XVI secolo, è parte integrante del tessuto storico urbanistico del centro cittadino, insistendo nel medesimo isolato della Cattedrale, del Battistero e del Palazzo Vescovile, in affaccio sul Teatro Coccia e sul Castello, nonché in direzione del complesso monumentale del Broletto. Quest’area sarà interessata, nei prossimi anni, da progetti di valorizzazione e di rigenerazione urbana con la restituzione di molti spazi alla città. Questa ulteriore riqualificazione consentirà di implementare le sinergie già esistenti con alcuni attori del contesto socio-culturale della città di Novara, creandone di nuove”.

A Novara, il restauro di una chiesa rivela antichi affreschi
A Novara, il restauro di una chiesa rivela antichi affreschi


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