Roma, spezzata la zanna dell’Elefantino di piazza della Minerva


Nuovo atto vandalico contro il monumento seicentesco davanti al Pantheon. La zanna sinistra dell’Elefantino della Minerva è stata trovata a terra. Indagini sulle telecamere e restauro immediato annunciato dal Ministero della Cultura.

Grave danno a Roma per l’Elefantino che sorregge l’obelisco della Minerva, situato al centro di piazza della Minerva, nei pressi del Pantheon. La zanna sinistra del pachiderma è stata infatti trovata spezzata ai piedi del monumento. L’episodio risale a lunedì ma è stato reso noto questa sera.

L’ennesimo episodio di danneggiamento del patrimonio culturale nel cuore della Capitale colpisce uno dei simboli più riconoscibili del centro storico romano, opera legata al nome di Gian Lorenzo Bernini. La scultura, realizzata nel 1667 da Ercole Ferrata su disegno del maestro del Barocco, sostiene un obelisco egizio del IV secolo avanti Cristo e costituisce uno degli esempi più noti di integrazione tra antico e moderno nella Roma papale. L’elefantino, con il suo aspetto insieme solenne e ironico, è diventato nel tempo un’icona della città, meta quotidiana di turisti e romani.

Secondo le prime ricostruzioni, ignoti avrebbero rotto un elemento delicato e significativo della scultura. L’allarme sarebbe scattato con oltre ventiquattro ore di ritardo e l’episodio potrebbe risalire, come detto, alla giornata di lunedì scorso. Solo nel pomeriggio di ieri la polizia municipale, con i vigili urbani del I Gruppo Centro, ha effettuato un sopralluogo insieme agli esperti della Sovrintendenza capitolina per fare il punto sui danni e avviare le procedure per l’immediato restauro.

La zanna spezzata è stata recuperata ai piedi del monumento. Un dettaglio non secondario, perché consente di intervenire con maggiori possibilità di ripristino integrale. Non si esclude che a provocare la rottura possa essere stato un turista o un gruppo di visitatori. L’ipotesi più plausibile è che qualcuno si sia aggrappato alla zanna per scattare una fotografia o un selfie, sottovalutando la fragilità della parte scolpita. La struttura non avrebbe retto al peso, cedendo di colpo. Chi ha causato il danno non sarebbe però riuscito a portare via il frammento, rimasto sul posto e poi recuperato.

Parallelamente agli accertamenti tecnici, sono state attivate le analisi delle immagini delle telecamere di sicurezza presenti nella zona, con l’obiettivo di individuare i responsabili.

L'elefantino della Minerva prima del danno. Foto: Wikimedia/Ranzo20
L’elefantino della Minerva prima del danno. Foto: Wikimedia/Ranzo20

“È inammissibile”, ha dichiarato il ministro della cultura Alessandro Giuli, “che ancora una volta il patrimonio artistico e culturale della Nazione debba subire un danno così grave. A pochi giorni dalla inaugurazione della grande mostra su Gian Lorenzo Bernini alla Galleria di Arte Antica di Palazzo Barberini, a essere preso di mira è il suo Elefantino in Piazza della Minerva. Il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Speciale di Roma deputata all’alta sorveglianza sui beni artistici, darà il proprio contributo alla Sovrintendenza Capitolina, da cui dipende il monumento, per il ripristino della scultura: uno dei simboli più significativi della Capitale, colpito da un assurdo atto di barbarie”.

Non è la prima volta che l’Elefantino viene preso di mira. Già nel 2016 la stessa scultura era stata oggetto di un danneggiamento analogo. Anche allora la parte lesionata era una zanna e le circostanze apparvero simili. Il caso sollevò polemiche per la mancata copertura completa da parte del sistema di videosorveglianza, che non consentì di individuare tempestivamente i responsabili. In quell’occasione ai vigili urbani fu consegnata soltanto una scheggia del particolare rotto, perché il frammento principale caduto a terra venne sottratto e non fu più recuperato.




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