L'Unesco elimina il porto di Liverpool dall'elenco del Patrimonio Mondiale dell'Umanità


Il porto di Liverpool, iscritto al Patrimonio Mondiale dell’Umanità dal 2004, è stato rimosso dall’elenco dell’Unesco a causa delle politiche di sviluppo della città ritenute troppo impattanti. È il terzo sito a subire questo provvedimento.

Da oggi il Regno Unito ha un Patrimonio Mondiale dell’Umanità in meno: si tratta del porto di Liverpool, che è stato rimosso dall’elenco dell’Unesco durante la 44^ sessione del World Heritage Committee in corso in questi giorni, dal 16 al 31 luglio, a Fuzhou (Cina). Il porto di Liverpool (ufficialmente il sito si chiama “Liverpool - Maritime Mercantile City”) era stato iscritto nel 2004, ed era stato inserito nell’elenco dei Patrimoni Mondiali a rischio nel 2012, a causa delle politiche di sviluppo della città che hanno minacciato l’integrità del sito. Tra i progetti ritenuti nocivi per il valore del sito, figurano Liverpool Waters, un grande complesso di edifici e grattacieli che occuperanno un’area del porto oggi in disuso, e il nuovo stadio della squadra di calcio dell’Everton.

“Da allora”, fa sapere l’Unesco, “il progetto è andato avanti insieme ad altri sviluppi sia all’interno del sito che nella sua buffer zone. Il Comitato ritiene che queste costruzioni siano dannose per l’autenticità e l’integrità del sito”. Il centro storico e le aree portuali di Liverpool erano stati iscritti al Patrimonio Mondiale dell’Umanità per testimoniare lo sviluppo di uno dei maggiori centri commerciali del mondo nel XVIII e XIX secolo. Il sito era importante anche in quanto testimone degli sviluppi pionieristici nella moderna tecnologia portuale, nei sistemi di trasporto e nella gestione dei porti. Ma la città ha preferito puntare in un’altra direzione: Liverpool è dunque il terzo sito a essere cancellato, dopo la Valle dell’Elba di Dresda (Germania) e il Santuario dell’Orice d’Arabia (Oman), il primo per le politiche di sviluppo impattanti e il secondo per la scelta del governo omanita di ridurre la superficie del parco che ha anche comportato una drastica riduzione della popolazione degli orici, animale minacciato.

“Qualsiasi cancellazione dalla Lista del Patrimonio Mondiale”, commenta l’Unesco, “è una perdita per la comunità internazionale e per i valori e gli impegni condivisi a livello internazionale nell’ambito della Convenzione del Patrimonio Mondiale”. La sindaca di Liverpool, Joanne Anderson, ha dichiarato di essere “delusa e preoccupata” per la decisione dell’Unesco, e ha annunciato che il consiglio comunale considererà di fare ricorso contro l’esclusione. Secondo Anderson, l’Unesco non si reca a Liverpool da dieci anni ed è a suo avviso “incomprensibile” che l’ente preferisca vedere aree dismesse piuttosto che un nuovo stadio che attirerà centinaia di migliaia di visitatori, e ha poi aggiunto che città come Liverpool non dovrebbero essere messe nelle condizioni di scegliere tra il mantenimento dello status quo e la creazione di nuove opportunità di rigenerazione e posti di lavoro. Il fatto però è che l’Unesco fa le sue scelte basandosi su altri criteri: se un luogo viene dunque pesantemente trasformato, perde il carattere di autenticità che gli conferisce lo status eccezionale. La pensano diversamente dal sindaco le associazioni di tutela: Henrietta Billings, a capo di Save Britain’s Heritage, ha definito la cancellazione “un imbarazzo nazionale”, e che Liverpool è un esempio dell’atteggiamento “spendi e dimentica” che il governo ha adottato nei confronti di molti beni culturali.

E adesso tutti gli occhi sono puntati su Venezia, che rischia di fare la stessa fine di Liverpool: l’Unesco, a tal proposito, ha già lanciato i suoi avvertimenti.

L'Unesco elimina il porto di Liverpool dall'elenco del Patrimonio Mondiale dell'Umanità
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