Zerocalcare abbandona Lucca Comics per il patrocinio dell'ambasciata israeliana


Il noto fumettista Zerocalcare abbandona il Lucca Comics in polemica con il patrocinio dell’ambasciata israeliana. La decisione sta facendo discutere.

“Senza troppi giri di parole: Purtroppo il patrocinio dell’ambasciata israeliana su Lucca Comics per me rappresenta un problema” e “per me venire a festeggiare lì dentro rappresenta un corto circuito che non riesco a gestire”. 

Così il fumettista Zerocalcare con un post su Facebook annuncia la rinuncia alla partecipazione del più importante appuntamento del settore dei comics in Italia che si svolge a Lucca, quest’anno dal primo al 5 novembre.

La decisione dell’artista di non andare a “Lucca Comics & Games” 2023 è stata dettata dal fatto che la mostra-mercato che porta in città oltre 250mila visitatori paganti quest’anno ha il patrocinio anche dell’Ambasciata d’Israele in Italia. Una decisione tutta politica che la spiega così ai suoi lettori: “In questo momento in cui a Gaza sono incastrate due milioni di persone che non sanno nemmeno se saranno vive il giorno dopo, dopo oltre 6000 morti civili, uomini donne e bambini affamati e ridotti allo stremo in attesa del prossimo bombardamento o di un’invasione di terra, mentre politici sbraitano in TV che a Gaza non esistono civili e che Gaza dev’essere distrutta, mentre anche le Nazioni Unite chiedono un cessate il fuoco -il minimo davvero- che viene sprezzantemente rifiutato, per me venire a festeggiare lì dentro rappresenta un corto circuito che non riesco a gestire”.

Un post che in 6 ore ha raccolto 60 mila like 4611 commenti e 10588 condivisioni e ha accesso un dibattito su media e social con una ridda di dichiarazioni e prese di posizioni pro o contro la decisione del designatore. Per completezza, la manifestazione che di Lucca che è diventato un must per tutto il mondo dei fumetti allargandosi poi alle contaminazioni dei generi vicini che da decenni si svolge dentro le mure antiche della città toscana invadendola di ragazzi e meno giovani spesso vestiti con i costumi dei loro personaggi preferiti, è organizzzata – come si legge sul sito – da Comune di Lucca, LuccaCrea in collaborazione con Regione Toscana e Provincia di Lucca, con il Patrocinio di Ministero della Cultura, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Consolato Generale degli Stati Uniti d’America di Firenze Ambasciata d’Israele in Italia. Main Partner Isybank e Main media partner Rai.

Ora, a parte la particolarità di essere patrocinati da un consolato e un’ambasciata stranieri (lo scorso anno né l’uno né l’altra erano presenti e c’era e quest’anno non c’è la collaborazione della Commissione Europea (nel complesso quindi tutti soggetti massimamente istituzionali e ‘neutri’), senza dubbio l’accoppiata che si è venuta a formare esprime senz’altro uno schieramento rispetto al conflitto ora in corso a Gaza dopo gli attentati terroristici a Israele. Anche se c’è da dire che come tutte le manifestazioni di questo tipo i tempi di organizzazione e preparazione anticipano molto i giorni dell’evento e quindi la scelta dei patrocini è avvenuta con una tempistica anteriore rispetto ai fatti di sangue di questo ottobre.

Zerocalcare, il cui vero nome è Michele Rech avrebbe dovuto partecipare a delle iniziative organizzate dal suo editore Bao Publishing nel proprio stand e sarebbe stato protagonista di un panel a lui dedicato dal titolo ’Zero. Nessuno. Centomila’, nel post prosegue definendosi dispiaciuto “nei confronti della casa editrice, dei lettori e delle lettrici che hanno speso denaro per treni e alloggi magari per venire apposta, e anche per me stesso, perché Lucca per me è sempre stato un gigantesco accollo ma anche un momento di calore e di incontro”. Senza dubbio in molti sarebbero venuti per incontrarlo dopo i successi delle serie di graphic novel su Netflix. E sul logo dell’Ambasciata di Israele presente sul materiale della rassegna prosegue dicendo che “so che quello sul manifesto è solo un simbolo, ma quel simbolo per molte persone a me care rappresenta in questo momento la paura di non vedere il sole sorgere domattina, le macerie sotto cui sono sepolti i propri cari, la minaccia di morire intrappolati in quel carcere a cielo aperto dove tanti ragazzi e ragazze sono nati e cresciuti senza essere mai potuti uscire.

Il disegnatore rivela anche di essere stato a “Gaza diversi anni fa, conosco persone che ancora ci vivono e persone che ci sono andate per costruire progetti di solidarietà, di sport, di hip hop e di writing. Quando queste persone mi chiedono com’è possibile che una manifestazione culturale di questa importanza non si interroghi sull’opportunità di collaborare con la rappresentanza di un governo che sta perpetrando crimini di guerra in spregio del diritto internazionale, io onestamente non riesco a fornire una spiegazione. Non riesco nemmeno a dire loro del mio dispiacere di non esserci e di quanto questa cosa mi laceri, se lo paragono all’angoscia che sento nelle loro voci.

Non è una gara di radicalità, e da parte mia non c’è nessuna lezione o giudizio morale verso chi andrà a Lucca e lo farà nel modo che ritiene più opportuno, soprattutto non è una contestazione alla presenza dei due autori del poster Asaf e Tomer Hanuka, che spero riusciranno ad esserci e che si sentiranno a casa, perché non ho mai pensato che i popoli e gli individui coincidessero coi loro governi. Spero che un giorno ci possano essere anche i fumettisti palestinesi che al momento non possono lasciare il loro paese”.

Tra i primi a esprimere contrarietà rispetto questa decisione il Ministro dei Trasporti Salvini e vice presidente del Consiglio che attacca duro: “Spiace che per qualcuno il sostegno dell’ambasciata di Israele ad un bellissimo evento culturale sia un problema, a tal punto da annullare la presenza. Io la penso esattamente al contrario, e farò il possibile per essere al Lucca Comics. Evviva l’arte, evviva la libertà”.

Zerocalcare abbandona Lucca Comics per il patrocinio dell'ambasciata israeliana
Zerocalcare abbandona Lucca Comics per il patrocinio dell'ambasciata israeliana


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