All’asta una rara torcia olimpica di Cortina 1956, ponte simbolico verso Milano Cortina 2026


Dal 30 gennaio al 6 febbraio 2026 Cambi Casa d’Aste propone un’asta speciale dedicata a un unico lotto di eccezionale valore storico: una torcia olimpica originale dei Giochi Invernali di Cortina 1956, con provenienza diretta e documentata. Base: 9.000 euro.

Il 30 gennaio 2026 ha preso il via una speciale asta a tempo organizzata da Cambi Casa d’Aste, interamente dedicata a un unico lotto di grande importanza storica e simbolica: una rara torcia olimpica originale dei VII Giochi Olimpici Invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956. La vendita della torcia, che parte da una base d’asta di 9mila euro (stima 10-15mila euro) si concluderà il 6 febbraio 2026 alle ore 20:00, in una data scelta non casualmente, poiché coincidente con la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Un allineamento temporale che rafforza il valore evocativo dell’asta, creando un nesso ideale tra due edizioni olimpiche italiane separate da settant’anni, ma unite da una comune eredità sportiva e culturale.

Il lotto proposto rappresenta una testimonianza autentica di uno dei momenti più significativi della storia olimpica italiana. La torcia è un raro esemplare originale realizzato in lega di alluminio, disegnato da Ralph Lavers, figura centrale nel design olimpico del secondo dopoguerra. Lavers firmò alcuni degli oggetti simbolo dei Giochi del suo tempo e il modello adottato per Cortina 1956 ricalca quello già utilizzato per le Olimpiadi di Londra del 1948, successivamente impiegato anche per i Giochi di Melbourne e Stoccolma del 1956. La produzione fu affidata a E.M.I. Factories Ltd e High Duty Alloys Ltd, aziende specializzate nella lavorazione di materiali innovativi, in grado di coniugare funzionalità, resistenza e riconoscibilità formale.

La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi

La torcia reca l’iscrizione “Cortina 1956 – VII Giochi Olimpici Invernali” ed è montata su una base lignea con targa datata 17 giugno 1956. Al di là delle caratteristiche materiali, la torcia conserva intatto il proprio valore simbolico, legato al rito della fiamma olimpica e al messaggio di continuità, pace e competizione sportiva che essa rappresenta. A rendere il lotto particolarmente significativo è la sua provenienza diretta e documentata. Il mandante dell’asta è il nipote del primo proprietario, Nicola Manganaro, che durante le Olimpiadi di Cortina del 1956 ricoprì il ruolo di responsabile dei servizi telefonici. Al termine dei Giochi, la torcia gli fu donata dai suoi collaboratori come segno di riconoscenza e come ricordo tangibile di un’esperienza professionale e umana irripetibile, vissuta in un periodo in cui l’organizzazione di un evento olimpico rappresentava una sfida tecnica e logistica di enorme complessità.

Questo gesto racconta un’epoca in cui gli oggetti olimpici non erano concepiti come memorabilia destinate al collezionismo o all’esposizione museale, ma come testimonianze vissute, entrate nella quotidianità di chi aveva contribuito in prima persona alla riuscita dell’evento. La torcia divenne così un oggetto privato, carico di memoria e significato, conservato come simbolo di un’esperienza condivisa e di un momento irripetibile della storia del Paese.

L’oggetto è anche testimone di una staffetta entrata nella storia. La fiamma olimpica dei Giochi Invernali del 1956, infatti, non venne accesa a Olimpia, in Grecia, come avviene tradizionalmente oggi, bensì a Roma, sulle scale del Tempio Capitolino di Giove, il 22 gennaio 1956. Da lì ebbe inizio un viaggio complesso che attraversò l’Italia seguendo un percorso articolato e fortemente simbolico. La fiamma viaggiò inizialmente in automobile fino a Ciampino, proseguì in aereo verso Venezia, attraversò il Canal Grande in gondola e continuò poi a piedi, sui pattini e infine sugli sci, fino a raggiungere Cortina d’Ampezzo.

Il 26 gennaio 1956, giorno della Cerimonia di Apertura, la fiamma arrivò allo Stadio del Ghiaccio di Cortina grazie a una staffetta composta da alcuni dei più grandi atleti italiani dell’epoca. Tra i tedofori figuravano Adolfo Consolini, Zeno Colò, Severino Menardi ed Enrico Colli, fino all’ultimo tedoforo, il campione italiano di pattinaggio di velocità Guido Caroli. Fu proprio Caroli ad accendere il braciere olimpico davanti al pubblico presente sugli spalti e alle prime telecamere televisive, in un momento destinato a entrare nella memoria collettiva. Durante l’ingresso nello stadio, Caroli inciampò nei cavi televisivi, ma riuscì comunque a mantenere la fiaccola accesa e a portare a termine il gesto simbolico. Non fu un esordio impeccabile per i primi Giochi Invernali trasmessi in televisione a livello internazionale, ma proprio per questo quell’episodio divenne memorabile.

La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi
La torcia olimpica di Cortina 1956 in vendita da Cambi. Foto: Cambi

I Giochi di Cortina 1956 sono infatti ricordati non solo per la loro rilevanza sportiva, ma anche per essere stati i primi Giochi Olimpici Invernali trasmessi in televisione su scala internazionale e per il debutto degli atleti sovietici. Un’edizione che segnò una svolta nella storia dello sport e della comunicazione, contribuendo a diffondere l’immagine delle Olimpiadi e delle discipline invernali presso un pubblico molto più ampio rispetto al passato.

Il numero esatto di torce prodotte e utilizzate durante la staffetta dei Giochi Invernali del 1956 non è specificato nelle fonti ufficiali dell’epoca. A differenza delle staffette moderne, in cui ogni tedoforo conserva la propria torcia, nel 1956 ciascun esemplare veniva presumibilmente riutilizzato più volte lungo il percorso. Se si considera che per le Olimpiadi estive di Melbourne del 1956, nelle quali fu adottato lo stesso design, furono prodotte circa 110 torce, è possibile stimare un numero equivalente anche per l’evento invernale di Cortina. Questa produzione estremamente limitata, unita alla sporadica apparizione di tali oggetti nelle aste internazionali, sottolinea l’eccezionale rarità della torcia proposta da Cambi Casa d’Aste.

L’asta si svolgerà in modalità a tempo fino al 6 febbraio 2026 alle ore 20:00 e sarà accessibile online, consentendo la partecipazione anche da remoto. La scheda completa del lotto, con immagini ad alta risoluzione e descrizione dettagliata, è consultabile sul sito web di Cambi Casa d’Aste. Il lotto è inoltre visionabile dal vivo presso la sede di Cambi Casa d’Aste a Milano, in via San Marco 22, offrendo a collezionisti, studiosi e appassionati l’opportunità di osservare da vicino un oggetto che ha attraversato la storia dello sport e del Paese.




Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte