Com'era Riomaggiore nell'Ottocento? Ecco in un libro i disegni di Telemaco Signorini


La casa editrice Töpffer pubblica il libro “Telemaco Signorini. Riomaggiore: i diari, i disegni”, che contiene tutto il corpus dei disegni eseguiti dal grande pittore in questo borgo delle Cinque Terre, e i brani dei suoi diari che parlano di Riomaggiore.

La casa editrice Töpffer Edizioni ha pubblicato un importante volume sui soggiorni a Riomaggiore di Telemaco Signorini (Firenze, 1835 - 1901): il libro, dal titolo Telemaco Signorini. Riomaggiore: i Diari, i Disegni, con prefazione di Marzia Ratti (direttrice, dal 1990 al 2019, dei musei civici della Spezia), contiene i brani dei diari di Signorini relativi all suo rapporto con Riomaggiore oltre ai disegni che l’artista realizzò nel primo borgo delle Cinque Terre, allora terra quasi selvaggia, come ebbe modo di scriverne l’autore stesso in occasione del suo primo viaggio, nel 1860, a venticinque anni (all’epoca Riomaggiore si raggiungeva soltanto a piedi e gli abitanti avevano pochissimi contatti con l’esterno: Signorini poté saggiarne la diffidenza appena arrivato).

Ma non è solo nella memoria scritta che si stabilisce il legame del grande pittore macchiaiolo con il borgo ligure: Signorini, infatti, a Riomaggiore produsse una grande quantità di disegni, che costituiscono quasi una cronaca del villaggio, dalla mole impressionante. Tra i disegni, infatti, non figurano soltanto paesaggi, ma anche ritratti della gente del paese: per molti di loro il pittore trascrisse anche nomi e soprannomi, testimonianza che i suoi fogli non erano solo collegati alla sua attività artistica, ma erano anche un modo per fissare nella memoria un volto o una persona. Ed ecco quindi susseguirsi, tra i fogli dell’artista, nomi come “Clelia di Nanni”, “Martorò”, “Pellegro dei Menin”, “Davidin di Giacon”, “Concettina di Patatin”, “la fantela” (cioè la bambina) di “Bacciarin”, e così via. Il libro contiene anche le riproduzioni di due disegni ritrovati dell’artista fiorentino: si tratta dei ritratti di Adamo e Girumina dei Purin, due bambini, figli del calzolaio del paese, pubblicati nel 1969, e donati nel 1974 dagli eredi dei due bambini raffigurati da Signorini al Comune di Riomaggiore. I due fogli erano andati persi negli archivi del Comune e sono stati fortuitamente ritrovati lo scorso anno.

La copertina del libro Telemaco Signorini. Riomaggiore: i Diari, i Disegni
La copertina del libro Telemaco Signorini. Riomaggiore: i Diari, i Disegni

“Forse nessun paese come Riomaggiore”, scrive Marzia Ratti nella prefazione del libro, “ha avuto una cronaca visiva così documentata tanto nelle caratteristiche delle persone, quanto dei luoghi. E solo per la scarsa conoscenza dei dettagli raffigurati fino a non molti anni fa, tanti dipinti sono stati erroneamente identificati con altri posti. Oggi, grazie alla divulgazione delle immagini tramite la rete e i social network, ci si potrà divertire a correggere le false identificazioni e a riportare alla centralità del luogo rappresentato, Riomaggiore e le Cinque Terre, molte opere di Signorini sparse per il mondo, intitolate fantasiosamente. Così come si potrà risalire all’identificazione degli uomini e delle donne da parte degli attuali abitanti di Riomaggiore che ne sono i discendenti diretti”.

Telemaco Signorini, nato a Firenze il 18 agosto del 1935, figlio di un altro importante pittore, Giovanni Signorini (il rapporto tra i due è stato indagato in un’importante mostra che si è tenuta lo scorso anno a Firenze, a Palazzo Antinori), e di Giustina Santoni, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1852 e poco dopo, assieme ai colleghi Vincenzo Cabianca e Odoardo Borrani, e sulla scorta di quanto stava all’epoca realizzando il pugliese Francesco Saverio Altamura che nel 1855 tornò a Firenze da Parigi dopo aver appreso ciò che s’andava dipingendo oltralpe, cominciò a sperimentare quella che poi sarebbe diventata la pittura di macchia. Il primo viaggio a Riomaggiore, come ricordato, risale al 1860, dopo l’esperienza come volontario garibaldino: Riomaggiore, in compagnia di Cabianca, visitò La Spezia e i suoi dintorni, in particolare i borghi di Arcola, Pitelli, Lerici, San Terenzo, Vezzano Ligure e Sarzana, per poi trovare a Riomaggiore la il luogo ideale, in una zona della Liguria che, al contrario dei borghi del Golfo dei Poeti, era allora pressoché sconosciuta e aspettava di trovare una propria dimensione artistica.

Il libro Telemaco Signorini. Riomaggiore: i Diari, i Disegni, uno strumento doppiamente utile (per conoscere più a fondo l’arte di Signorini e la sua persona, e per vedere com’era a fine Ottocento uno dei borghi oggi tra i più visitati del mondo), è in vendita al prezzo di 24,50 euro. Il libro si può acquistare direttamente dal sito dell’editore, in tutte le librerie online e nelle migliori librerie fisiche.


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