Una mostra all'Ashmolean Museum di Oxford analizza le abitudini culinarie dei pompeiani


L’Ashmolean Museum of Art and Archaeology di Oxford presenta al pubblico la mostra Last Supper in Pompeii dal 25 luglio 2019 al 12 gennaio 2020.

Dal 25 luglio 2019 al 12 gennaio 2020 l’Ashmolean Museum of Art and Archaeology di Oxford presenta al pubblico la mostra Last Supper in Pompeii, curata da Paul Roberts e sostenuta da Intesa Sanpaolo.

Saranno esposti oltre 300 reperti archeologici, alcuni scoperti recentemente, tra cui oggetti di uso quotidiano, utensili, vasi e addirittura resti di cibi carbonizzati e preservati dalle ceneri del vulcano; e ancora mosaici e tesori provenienti dal Parco archeologico di Pompei e di Paestum, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal British Museum, dal Museo Archeologico di Londra e da collezioni private.

Intento dell’esposizione è di far scoprire ai visitatori, come in una fotografia dell’epoca dell’eruzione del Vesuvio, la vita quotidiana degli antichi Romani, dai campi coltivati alle taverne, dagli empori ai triclini, dalle cucine ai luoghi di culto.

La mostra analizza come i Romani ereditarono le loro idee culinarie da altre culture: l’uso del cibo in ambito religioso fu influenzato da Greci, Etruschi e altri popoli d’Italia. Recenti scoperte nel circondario di Pompei, presso il santuario di Fondo Iozzino, hanno rivelato la presenza d’insediamenti etruschi anche nel territorio di Pompei. Gli Etruschi offrivano cibo e vino agli dei per venerarli e lasciavano nelle tombe ogni tipo di utensile da cucina e da tavola. 

I Greci decoravano con scene raffiguranti cibo e bevande i pannelli delle tombe e in queste ultime sono state ritrovate offerte di cibo in terracotta, come formaggi, pane, melograno, uva, mandorla. A Pompei sono stati ritrovati resti di cibo offerti a Lari, come noci, frutta, uova e ossi di animali.

Inoltre nelle dimore dei più ricchi abitanti di Pompei sono state rinvenute immagini di banchetti romani, in particolare dei triclini. In mostra verrà ricreata l’ambientazione di una sala da pranzo pompeiana con affreschi e verranno mostrati bellissimi mosaici, stoviglie d’argento e prezioso mobilio.

Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo ha commentato: “La collaborazione, che perdura da diversi anni, con la Oxford University, un’istituzione riconosciuta tra le migliori al mondo nel campo della ricerca e della formazione, rappresenta per Intesa Sanpaolo una delle partnership più qualificanti. Grazie ad essa, Intesa Sanpaolo e i suoi manager - così come giovani studenti meritevoli - hanno la possibilità di accrescere le proprie competenze in un luogo storicamente consacrato alla conoscenza e all’approfondimento. Un legame che oggi si arricchisce di un nuovo significato  con il nostro sostegno a una mostra che racconta la vita quotidiana degli antichi Romani e offre un notevole contributo scientifico alla diffusione della storia e della cultura italiana, a partire da scoperte archeologiche anche recenti. E’ una ulteriore testimonianza di come l’arte e la cultura siano parte integrante del nostro operare come Banca, un aspetto che non viene tralasciato anche in una collaborazione di tale importanza, una delle più ampie stabilite finora da Intesa Sanpaolo con atenei esteri”.

Per info: www.ashmolean.org

Immagine: Affresco raffigurante un galletto che becca fichi, pere e melagrane (45-79 d.C., Pompeii, Casa dei Casti Amanti), 55 x 52 cm; Parco Archeologico di Pompei.

Una mostra all'Ashmolean Museum di Oxford analizza le abitudini culinarie dei pompeiani
Una mostra all'Ashmolean Museum di Oxford analizza le abitudini culinarie dei pompeiani


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