A Bologna, Temporali di Alberto Garutti in mostra per Arte Fiera


In occasione di Arte Fiera, garage BENTIVOGLIO inaugura il 2026 con l’opera di Garutti che trasforma un fenomeno naturale in un’esperienza artistica quotidiana e intima, stabilendo un legame invisibile tra spettatore e cielo lontano.

Garage BENTIVOGLIO a Bologna inaugura l’anno artistico con un nuovo progetto in vetrina, presentando Temporali di Alberto Garutti (Galbiate, 1948-2023). L’opera, visibile dal 4 al 28 febbraio 2026, trasforma un fenomeno naturale distante in un’esperienza artistica intima e quotidiana, stabilendo un legame invisibile tra chi osserva e il cielo lontano. Durante i giorni di Arte Fiera, dal 4 all’8 febbraio, l’installazione sarà accessibile con orario straordinario dalle 12.00 alle 23.00, per poi proseguire dal mercoledì al sabato dalle 19.00 alle 23.00.

“Garutti conosce le leggi del mondo e ce ne fa dono: l’opera è infatti ‘dedicata a coloro che passando di lì pensano al cielo’, non necessariamente quello sotto cui si trovano, ma forse un altro, lontano”, racconta il curatore Davide Trabucco. “L’altrove è il centro di molti lavori dell’artista, nella consapevolezza che la verità che cerchiamo è sempre un passo oltre il nostro baricentro”.

Temporali si colloca nella tradizione degli artisti, a partire dalla fine degli anni Sessanta, che hanno ampliato il concetto di scultura oltre l’oggetto fisico, coinvolgendo paesaggio, tempo e attesa. A differenza di lavori come The Lightning Field di Walter De Maria, che richiedevano il pellegrinaggio in luoghi remoti per assistere a fenomeni atmosferici, Garutti interviene sul contesto esistente. L’opera si integra nel sistema elettrico dello spazio espositivo, rendendolo sensibile ai fenomeni meteorologici. In questa configurazione, Temporali può manifestarsi senza spettatori o rimanere invisibile, esistendo nell’attesa e nella possibilità della sua attivazione. Lo spettatore costruisce mentalmente il proprio cielo, il proprio lampo e il proprio tuono, affidandosi all’immaginazione. L’installazione rappresenta una riflessione sulla percezione e sulla temporalità dell’arte contemporanea. La luce diventa un segno visibile di eventi remoti, mentre il sistema elettrico dello spazio si trasforma in un dispositivo sensibile, capace di instaurare una connessione tra il reale e l’immaginario. In questo senso, il progetto di Garutti amplia il concetto di esperienza artistica, spostandolo dal semplice oggetto verso fenomeni invisibili e variabili, in costante relazione con chi osserva.

La programmazione di Garage BENTIVOGLIO per il 2026 proseguirà esplorando i legami tra gli artisti della collezione. Tra gli appuntamenti successivi figurano il collettivo austriaco Gelitin, noto per l’uso diversificato dei media e per un’ironia costante; Ferruccio Laviani, architetto e direttore artistico di Kartell, con la sua esperienza nella progettazione dell’illuminazione; il dialogo tra Salvo e Jonathan Monk, che affronta il tema della citazione e della copia nel contemporaneo; infine, Angelidakis, Georgiou e Tsaroukis si confronteranno in una collettiva dedicata agli artisti greci presenti nelle sale di Palazzo Bentivoglio, indagando il rapporto tra spazio, storia e creatività.

Alberto Garutti, Temporali (2015; Bologna, Garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio) Foto: Carlo Favero, su concessione di Studio Alberto Garutti
Alberto Garutti, Temporali (2015; Bologna, Garage Bentivoglio, Palazzo Bentivoglio) Foto: Carlo Favero, su concessione di Studio Alberto Garutti



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