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Milano, a Palazzo Reale una grande mostra sul corpo, da Boltanski a DeAndrea, da Beuys a Hanson

di Redazione 03/11/2021

Categorie: Mostre / Argomenti: Arte contemporanea


“Corpus Domini”: questo il titolo della grande mostra che Palazzo Reale a Milano dedica al corpo umano, con opere di grandi artisti mondiali come Boltanski, John DeAndrea, Joseph Beys, Joseph Kosuth, Duane Hanson, Sun Yuan & Peng Yu, Urs Lüthi e molti altri.

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Si intitola Corpus Domini. Dal corpo glorioso alle rovine dell’anima la grande mostra che Palazzo Reale a Milano dedica, dal 27 ottobre 2021 al 30 gennaio 2022, al tema del corpo, con ben 111 opere (installazioni, sculture, disegni, dipinti, videoinstallazioni e fotografie) di 34 grandi artisti internazionali, alcuni dei quali vere icone del contemporaneo, esposte per la prima volta in Italia, per raccontare la molteplicità della rappresentazione dell’essere umano. La rassegna, curata da Francesca Alfano Miglietti, è promossa e prodotta da Palazzo Reale, Comune di Milano-Cultura in collaborazione con Marsilio Arte e con Tenderstories.

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Il titolo della rassegna si riferisce alla scomparsa del “corpo vero” a favore del “corpo dello spettacolo”: da un “Corpo Glorioso”, il corpo della consapevolezza, della ribellione, dell’alterità, al Corpo del Contemporaneo, da un lato nella sua declinazione di corpo della società dello spettacolo e dall’altro nelle sue forme più poetiche: il corpo dell’esodo, del lavoro, della moltitudine silenziosa. In circa mille metri quadrati di superficie si snoda dunque un percorso espositivo che intende analizzare l’insorgere nella contemporaneità di nuove forme di rappresentazione, ponendo l’attenzione sullo storico passaggio dal corpo vivo protagonista della Body Art al corpo rifatto dell’Iperrealismo, sul mutamento dei canoni estetici della rappresentazione, e sulla potente evocazione dell’individuo mediante i suoi resti, le sue tracce, i suoi rivestimenti. Il racconto vuole riflettere sulla crisi dell’esperienza sensoriale provocata dall’avvento di una cultura che propone corpi perfetti, modificati, ripensati, prodotti e ri-prodotti ed essenzialmente finti. In mostra figurano opere di AES+F, Janine Antoni, Yael Bartana, Zharko Basheski, Joseph Beuys, Christian Boltanski, Vlassis Caniaris, Chen Zhen, John DeAndrea, Gino de Dominicis, Carole A. Feuerman, Franko B, Robert Gober, Antony Gormley, Duane Hanson, Alfredo Jaar, Kimsooja, Joseph Kosuth, Charles LeDray, Robert Longo, Urs Lüthi, Ibrahim Mahama, Fabio Mauri, Oscar Muñoz, Gina Pane, Marc Quinn, Carol Rama, Michal Rovner, Andres Serrano, Chiharu Shiota, Marc Sijan, Dayanita Singh, Sun Yuan & Peng Yu, Gavin Turk.

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Moltissimi gli artisti in prima persona, i musei, le fondazioni, gli archivi, le gallerie private e i collezionisti che hanno collaborato in Italia e all’estero alla costruzione della mostra, che per la prima volta ripensa al concetto di umanità dopo lo scioccante periodo provocato dal Covid-19. Dalle opere di iperrealisti storici si approda ad altre tipologie narrative, dove il corpo è evocato più che rappresentato, dove sembra essere svanito lasciando solo le tracce del suo esserci stato; l’essere umano viene evocato attraverso i suoi abiti, oggetti del suo lavoro o del suo essere nomade, così come i frammenti corporei, e la sua mutazione, che rispecchiano le mutevoli condizioni sociali del mondo contemporaneo. Una menzione speciale va fatta a Christian Boltanski, scomparso da poco, che sarà in mostra con l’opera Le Terril Grand-Hornu (2015). Una sezione fondamentale è quella dedicata a Lea Vergine: una sorta di stanza “privata” in collaborazione con l’Archivio Lea Vergine in cui saranno esposte opere, alcune delle quali hanno caratterizzato il suo percorso critico, e poi libri, documenti e fotografie che testimoniano la sua preziosa e singolare ricerca nel campo della Body Art, che rimane un riferimento imprescindibile nella narrazione relativa al corpo.

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“Il confine tra reale e immaginario”, afferma la curatrice, “è sempre meno riconoscibile, tanto da assorbire la realtà dentro uno schermo, come dimostra l’ossessiva presenza degli schermi nella nostra vita: schermi piatti delle televisioni e dei computer, dei videogiochi, degli smartphone. Lo schermo annulla la distanza tra lo spettatore e la scena, lo invita a immergersi dentro, gli offre una realtà a portata di mano, ma su cui la mano non ha alcuna presa”.

Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo illustrato, bilingue (italiano – inglese), Marsilio Editori, che contiene un saggio della curatrice e i contributi di Vincenzo Argentieri, Franco Berardi “Bifo”, Furio Colombo, Francesca Giacomelli, Gianfranco Ravasi, Massimo Recalcati, Chiara Spangaro, Gino Strada, Moreno Zani. Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito di Palazzo Reale.

Nell’immagine, l’opera di Christian Boltanski. Foto di Edoardo Valle.

Milano, a Palazzo Reale una grande mostra sul corpo, da Boltanski a DeAndrea, da Beuys a Hanson
Milano, a Palazzo Reale una grande mostra sul corpo, da Boltanski a DeAndrea, da Beuys a Hanson

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