A Venezia, Le Stanze della Fotografia dedicano due mostre a Ahmet Ertuğ e a Horst P. Horst


A Venezia, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, Le Stanze della Fotografia presentano nel 2026 due mostre: Ahmet Ertuğ, con una ricerca sul patrimonio architettonico tra Oriente e Occidente, e Horst P. Horst, con una rilettura ampia della sua opera oltre la fotografia di moda.

Dal 21 febbraio al 6 aprile 2026 Le Stanze della Fotografia, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, ospitano la mostra Ahmet Ertuğ. Beyond the vanishing point, a cura di Denis Curti. L’esposizione, allestita al primo piano dello spazio espositivo, ripercorre oltre cinquant’anni di ricerca del fotografo e architetto turco Ahmet Ertuğ, noto per un approccio che unisce indagine, attenzione al patrimonio architettonico e riflessione sullo spazio costruito. Il progetto riunisce più di venti immagini di grande formato dedicate a cattedrali, teatri, biblioteche e musei, offrendo una visione che si colloca tra documentazione e interpretazione. Il lavoro di Ertuğ si distingue per un processo fotografico lento, basato su lunghe esposizioni e sull’uso esclusivo della luce naturale, che consente di restituire una percezione approfondita degli interni monumentali.

“La mia formazione di architetto mi fa guardare alla fotografia come uno strumento di interpretazione: un modo per sperimentare e rivelare l’architettura attraverso gli occhi dei suoi creatori originali”, afferma Ahmet Ertuğ. “La dimensione delle mie stampe riflette non solo la grandiosità fisica di questi edifici, ma anche la vastità delle idee che incarnano: fede, conoscenza, potere e l’incessante ricerca della bellezza e dell’ordine da parte dell’umanità”.

“Il lavoro di Ertuğ esiste a tutti gli effetti per conservare l’eredità storica di ogni città, nazione o continente”, osserva Curti. “La monumentalità della sua arte è parte integrante del Patrimonio Culturale Mondiale dell’UNESCO, un’occasione che gli permette di estendere all’infinito la vita di luoghi straordinari, sospesi tra memoria e luce, che meritano di essere custoditi e ammirati”.

Il percorso espositivo mette in evidenza il dialogo tra il patrimonio italiano e l’area mediterranea, individuando un punto di contatto simbolico nel rapporto tra Venezia e Istanbul, città che storicamente hanno svolto un ruolo centrale lungo la Via della Seta. Tra le opere presentate figurano la cupola di Santa Sofia a Istanbul e alcuni esempi emblematici dell’architettura italiana, come il Pantheon di Roma, la Basilica di San Pietro e il Teatro La Fenice di Venezia. Secondo il curatore Denis Curti, la fotografia di Ertuğ è capace di costruire un ponte concettuale tra Oriente e Occidente, combinando l’attenzione al dettaglio di matrice asiatica con la prospettiva centrale europea. Le immagini, spesso realizzate in luoghi difficilmente accessibili, propongono allo spettatore una visione inedita dello spazio architettonico.

Ahmet Ertuğ, Sala dei Pavoni, Castello di Sammezzano, Leccio (FI) (160 x 213,6 cm) © Ahmet Ertuğ
Ahmet Ertuğ, Sala dei Pavoni, Castello di Sammezzano, Leccio (FI) (160 x 213,6 cm) © Ahmet Ertuğ
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Ahmet Ertuğ, Museo Gypsotheca Antonio Canova, Possagno (1836 – 1957; 160 x 189 cm) © Ahmet Ertuğ
Ahmet Ertuğ, Galleria Borghese, Roma (1607 – 1613; 160 x 192,3 cm) © Ahmet Ertuğ
Ahmet Ertuğ, Galleria Borghese, Roma (1607 – 1613; 160 x 192,3 cm) © Ahmet Ertuğ
Ahmet Ertuğ, Battistero di Padova, dedicato a San Giovanni Battista, Padova, XII secolo (160 x 189 cm) © Ahmet Ertuğ
Ahmet Ertuğ, Battistero di Padova, dedicato a San Giovanni Battista, Padova (XII secolo; 160 x 189 cm) © Ahmet Ertuğ

La programmazione 2026 de Le Stanze della Fotografia prosegue, dal 21 febbraio al 5 luglio, con la mostra Horst P. Horst. La Geometria della Grazia, curata da Anne Morin in collaborazione con Denis Curti. La rassegna è dedicata a uno dei protagonisti della fotografia del Novecento, Horst P. Horst, nato nel 1906 a Weissenfels-an-der-Saale (Germania) e scomparso nel 1999 in Florida. La mostra propone una lettura articolata della sua opera, andando oltre l’immagine del fotografo di moda legato alle pagine di Vogue.

“Il linguaggio fotografico di Horst P. Horst non si limita a catturare il visibile”, spiega la curatrice Anne Morin, “ma nasce da una ricerca dell’essenza, dal desiderio di cogliere quella dimensione viva e vibrante del reale in cui ogni immagine racchiude “quel barlume di verità” che Platone definiva come la bellezza per eccellenza. La sua opera si inscrive così in una tradizione in cui la bellezza non è semplice apparenza, ma manifestazione di qualcosa che trascende il reale”.

“Horst non ricerca una decorazione effimera, ma un’eleganza che scaturisce dalla perfezione delle forme e dalla purezza delle linee”, sottolinea Denis Curti. “La sua è un’esplorazione audace e innovativa, un dialogo continuo tra figura e sfondo, dove il rigore formale si fonde con la sensibilità artistica, in una sintesi magistrale tra modernismo europeo e fotografia di moda”.

In esposizione oltre trecento opere, molte delle quali presentate per la prima volta, tra fotografie a colori che arrivano in Italia in questa occasione, stampe vintage, disegni, documenti e materiali inediti. L’insieme restituisce un autore che ha concepito la fotografia come una costruzione rigorosa di forme e luce, intesa come architettura visiva fondata su proporzione ed equilibrio. La formazione di Horst in architettura, maturata tra Amburgo e Parigi, e l’esperienza accanto a Le Corbusier, emergono come elementi centrali della sua poetica, in cui convergono influenze del Bauhaus, classicismo e modernismo. Il percorso espositivo attraversa i diversi ambiti della produzione di Horst, dalla fotografia di moda ai fiori, dalle nature morte ai ritratti di personalità come Ingrid Bergman, Maria Callas, Coco Chanel, Salvador Dalí, Marlene Dietrich, Yves Saint Laurent, Gianni Versace e Luchino Visconti. La mostra evidenzia una ricerca costante sull’armonia e sulla proporzione, intese come principi capaci di unire rigore formale e sensualità.

Horst P. Horst, Untitled (1960 circa) © Horst Estate
Horst P. Horst, Untitled (1960 circa) © Horst Estate
Horst P. Horst, Lisa Fonssagrives with turban, New York (1940) © Horst Estate
Horst P. Horst, Lisa Fonssagrives with turban, New York (1940) © Horst Estate

Accanto alla mostra, la Fondazione Le Stanze della Fotografia ha lanciato un’open call rivolta a giovani fotografi e fotografe under 30, ispirata ai temi della rassegna dedicata a Horst P. Horst. Il concorso ha invitato i partecipanti a realizzare tre scatti a partire dalla citazione “La moda è un’espressione del tempo. L’eleganza è un’altra cosa”. I lavori saranno valutati da una giuria composta da Denis Curti, Gert Elfering, Francesca Malgara, Francesca Marani e Anne Morin. Tra i partecipanti verranno selezionati da quattro a sei finalisti, annunciati durante la conferenza stampa del 20 febbraio 2026. Le opere scelte saranno esposte per l’intera durata della mostra alle Stanze della Fotografia e presentate anche allo stand dell’istituzione al MIA Photo Fair di Milano, in programma dal 19 al 22 marzo 2026, dove il pubblico potrà esprimere il proprio voto. I tre vincitori saranno proclamati al termine della fiera.

Informazioni sulla mostra

CittàVenezia
SedeLe Stanze della Fotografia
DateDal 21/02/2026
ArtistiHorst P. Horst, Ahmet Ertuğ
CuratoriDenis Curti, Anne Morin
TemiVenezia, Fotografia, Mostra fotografica



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