La collezione di manoscritti miniati contemporanei dell’Abbazia di San Giorgio Maggiore a Venezia si arricchisce di un nuovo capitolo: l’artista Luc Tuymans, uno dei grandi nomi della pittura contemporanea mondiale, ha realizzato un manoscritto commissionato dalla comunità benedettina e destinato a entrare a far parte di un progetto singolare nel panorama internazionale. L’opera sarà visibile fino al 22 febbraio 2026, all’interno della Basilica, dove dialoga con le due tele Heat e Musicians, sempre di Tuymans, concepite per sostituire temporaneamente i grandi teleri presbiteriali di Jacopo Tintoretto, oggi oggetto di restauro conservativo. Il manoscritto si colloca sul leggio ligneo del badalone, al centro del coro dell’altare maggiore, spazio storicamente dedicato ai libri corali utilizzati dalla comunità benedettina durante la Liturgia delle Ore. La scelta espositiva permette un confronto diretto tra la tradizione liturgica e l’interpretazione contemporanea di Tuymans, che nelle sue pagine dipinte reinterpreta una pratica secolare attraverso immagini dense, caratterizzate da una forte componente poetica e concettuale.
La mostra è curata da Carmelo A. Grasso, Direttore e Curatore Istituzionale di Abbazia San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra Onlus, da Corinna Otto, Direttrice della Draiflessen Collection – Fondazione mecenate del progetto, e da Ory Dessau, curatore indipendente. Al termine dell’esposizione, l’opera sarà acquisita dalla collezione di manoscritti miniati contemporanei promossa da Benedicti Claustra Onlus, ramo no-profit dell’Abbazia, consolidando un percorso iniziato nel 2019 che unisce arte contemporanea, spiritualità e patrimonio storico. La collezione è stata costruita invitando artisti di rilievo internazionale a reinterpretare la tradizione benedettina dei libri corali. Dal 2019 a oggi, Sean Scully, Ai Weiwei, Álvaro Siza, Berlinde de Bruyckere e Nicola Samorì hanno contribuito a un corpus in cui la ricerca artistica si confronta con la liturgia e l’architettura sacra. Ogni manoscritto testimonia un dialogo tra epoche diverse, mostrando come l’arte contemporanea possa interagire con una tradizione millenaria senza limitarsi a funzioni decorative.
Nel contesto storico, la Chiesa ha sempre avuto un ruolo centrale nella promozione delle arti, contribuendo alla formazione di patrimoni che ancora oggi costituiscono un riferimento culturale e estetico. Nel tempo, la presenza della Chiesa come committente si è ridotta, rendendo meno frequente il dialogo con l’arte contemporanea. Il progetto dei manoscritti miniati, tuttavia, offre una possibilità di rinnovare questo rapporto, proponendo opere capaci di comunicare tanto con il pubblico dei fedeli quanto con chi si avvicina agli spazi sacri per ragioni culturali o spirituali diverse. L’opera di Tuymans si inserisce in questo contesto come esempio di continuità e innovazione. La collocazione dell’opera in un punto centrale del coro consente di percepire il manoscritto come elemento integrante di un’esperienza spirituale e culturale che collega la comunità religiosa, la storia dell’arte e il pubblico contemporaneo.
Luc Tuymans, artista belga che vive e lavora ad Anversa, è considerato uno dei pittori più autorevoli della sua generazione. Le sue opere sono state esposte nelle principali città del mondo, tra cui Francoforte, New York, Toronto, Chicago, Londra, Philadelphia, Parigi, Osaka e Pechino. Nella sua pittura, Tuymans affronta frequentemente tematiche legate a eventi storici traumatici, come l’Olocausto (Gaskamer, 1986), il colonialismo belga (Mwana Kitoko, 2000) e il terrorismo (Still Life, 2002), utilizzando rappresentazioni della vita quotidiana per evocare nel pubblico un senso di disorientamento e stimolare una riflessione personale e critica. La prima partecipazione di Tuymans alla Biennale di Venezia risale al 1997, in occasione della 47ª Esposizione Internazionale d’Arte, con il dipinto Illegitimate II. Nel 2001 viene scelto per rappresentare il padiglione belga alla 49ª Biennale, presentando Mwana Kitoko. Beautiful White Man, un progetto incentrato sulla storia coloniale belga e sul percorso che portò all’indipendenza del Congo nel 1960.
In Italia, la prima mostra personale dell’artista è stata La Pelle, presentata nel 2019 a Palazzo Grassi, che ha riunito oltre ottanta opere realizzate a partire dal 1986. Lo scorso anno Tuymans ha realizzato quattro dipinti murali dal titolo L’Orphelin presso la Rotonde Valentin de Boulogne, al Museo del Louvre, confermando la sua costante attenzione a temi storici e sociali attraverso un linguaggio pittorico essenziale e potente.
| Città | Venezia | Sede | Abbazia di San Giorgio Maggiore | Date | Fino al 22/02/2026 | Artisti | Luc Tuymans | Curatori | Carmelo A. Grasso, Corinna Otto | Temi | Arte contemporanea, Arte antica |
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.