Grande mostra su Giorgio De Chirico a Pisa ripercorre la sua arte con tutti i capolavori


Pisa, a Palazzo Blu dal 7 novembre 2020 via alla grande mostra su Giorgio De Chirico che ripercorre la sua carriera attraverso i principali capolavori.

Palazzo Blu a Pisa ospita una grande mostra su Giorgio De Chirico (Volos, 1888 - Roma, 1978): intitolata De Chirico e la Metafisica, la mostra, allestita dal 7 novembre 2020 al 9 maggio 2021 e curata da Saretto Cincinelli e Lorenzo Canova, ripercorre la ricerca, in continua evoluzione, dell’artista, padre della Metafisica. De Chirico, dopo aver dato i natali alla Metafisica nel 1910, è tornato costantemente ad alimentarsi alla sua fonte, dando vita, in periodi diversi, alle stagioni della cosiddetta “seconda Metafisica” e della “Neometafisica”. Ed è soprattutto su queste stagioni, a lungo sottovalutate (per via del pregiudizio alimentato da André Breton, secondo cui un’infelice e precoce senescenza avrebbe colpito l’artista dopo le sue prime, geniali, opere metafisiche), che intende concentrarsi la mostra. L’interpretazione condizionata da Breton, dopo aver resistito per un lungo periodo anche in Italia, entra in crisi nei primi anni Settanta, quando un’importante retrospettiva di de Chirico a Palazzo Reale a Milano segna un mutamento significativo nella ricezione critica della sua opera. Iniziano così una serie di autorevoli nuove interpretazioni e revisioni critiche, tese a smarcare la figura di de Chirico dal ruolo internazionalmente riconosciutogli di precursore del Surrealismo: un ruolo prestigioso ma decisamente circoscritto e riduttivo, che mira a riconoscere solo una parte ristretta della sua produzione.

Ma la mostra di Pisa intende raccontare l’intera carriera di De Chirico indagandone ogni aspetto. Uno degli elementi principali del progetto è la scoperta della collezione personale dell’artista, dei “de Chirico di de Chirico” che sono il fulcro di questa mostra, composta soprattutto da un grande numero di opere provenienti da La Galleria Nazionale di Roma, donate nel 1987 dalla moglie del pittore, Isabella, e dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Grazie, inoltre, al supporto di istituzioni nazionali d’arte moderna come la Pinacoteca di Brera e il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART), il progetto presenta a Palazzo Blu una serie di noti capolavori dell’artista. Il percorso segue un iter cronologico che attraversa il lavoro di de Chirico in ogni suo sviluppo, fase e nodi tematici: si va pertanto dalle prime opere “böckliniane” della fine del primo decennio del Novecento agli anni Dieci della grande pittura Metafisica; dai capolavori del periodo “classico” dei primi anni Venti della “seconda metafisica” parigina, fino ai Bagni Misteriosi degli anni Trenta, alle straordinarie ricerche sulla pittura dei grandi maestri del passato riscontrabili nelle nature morte, nei nudi e negli autoritratti, realizzati tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta, giungendo all’ultima, luminosa fase neometafisica che recentemente ha riscosso un grande interesse internazionale.

De Chirico immagina vedute di città antiche che si sovrappongono a visioni di città moderne riprese da luoghi di vita vissuta, prima Volos e Atene, poi Monaco di Baviera, Milano, Firenze, Torino, Parigi, Ferrara, New York, Venezia, Roma. Sono luoghi in cui lo spazio pubblico disabitato dall’uomo viene popolato da oggetti (frammenti, rovine, archi, portici, angoli di strade, muri, edifici, torri, ciminiere, treni, statue, manichini) che estraniati dal loro abituale contesto emergono con tutta la loro forza iconica diventando irreali, misteriosi, enigmatici. Un esempio potente lo si trova nel dipinto Le muse inquietanti, dove de Chirico fissa per sempre una concezione del mondo e del rapporto tra l’uomo e la realtà. Il mondo, attraverso la metafora della città di Ferrara, è un insieme di cose dominate da una fatalità illogica, un assurdo mistero a guardia del quale stanno controllori severi che solo l’intuizione poetica può penetrare.

La mostra, con l’intento di ribadire il superamento dell’idea di un de Chirico geniale solo nel breve periodo che va dal 1910 al 1923, vuole rileggere l’intero sviluppo della sua lunga ricerca attraverso le sale di una sorta di museo ideale, che dagli esordi classico-romantici, ispirati da Böcklin e Klinger, conduce alla pittura metafisica, e dal periodo “neo-barocco” del dopoguerra alla rivisitazione di se stesso e alle nuove ispirazioni della Neometafisica. In questa progressione, anche il periodo metafisico assume un significato più organico rispetto al resto della carriera e diviene perfettamente coerente parlare, come ha ripetutamente fatto Maurizio Calvesi, di una “Metafisica continua”. In tale contesto si colloca il grande interesse che, a partire dagli anni Sessanta, l’opera di de Chirico ha riscosso nelle giovani generazioni di artisti. Le citazioni e gli omaggi che, in modi diversi, autori del calibro di Giulio Paolini e Andy Warhol hanno dedicato all’artista sembrano avvalorare una nuova e più concettuale visione dell’intera sua opera, riconoscendo nell’autoreferenzialità della sua ricerca una sottaciuta e rigorosa componente programmatica e un premeditato disegno di poetica.

La mostra, infine, vuole anche rimettere in luce quella che oggi possiamo considerare la disseminazione della visione metafisica che, inventata da de Chirico nel 1910, ha poi portato fioriture internazionali che ritroviamo nelle diramazioni di grandi artisti come Carrà, Savinio e de Pisis, ma anche di Sironi e Martini. Questi artisti, presenti in mostra grazie ad alcuni prestiti, più che formare una scuola o un movimento, hanno saputo recepire e rielaborare in modo personale la potente influenza di de Chirico che, alla metà degli anni Dieci, aveva già prodotto dei capolavori fondamentali per l’arte del Novecento, come, ad esempio le piazze d’Italia, Il Canto d’amore (1914) o Il Vaticinatore (1915).

Organizzata da Fondazione Pisa insieme con MondoMostre, con la collaborazione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e de La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la mostra si avvale del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Toscana e del Comune di Pisa. Il catalogo della mostra è edito da Skira Editore.

Orari: il mercoledì, il giovedì e il venerdì dalle 10 alle 19 (il mercoledì solo per pubblico organizzato), il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 20. Chiuso il lunedì e il martedì. Biglietti: intero 12 euro, ridotto gruppi (minimo 8 massimo 13 persone) 10 euro, giovani dai 6 ai 17 anni 6 euro, universitari (solo il giovedì) 5 euro. Prenotazione obbligatoria per tutti al numero 02-92897755 (per i singoli) e allo 02-92897793 (per i gruppi). Orari call center: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18. Per info visitare il sito di Palazzo Blu.

Immagine: Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, dettaglio (1925 [1947]; olio su tela, 97 x 67 cm; Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea) © Giorgio De Chirico by SIAE 2020

Grande mostra su Giorgio De Chirico a Pisa ripercorre la sua arte con tutti i capolavori
Grande mostra su Giorgio De Chirico a Pisa ripercorre la sua arte con tutti i capolavori


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Novecento     Cinquecento     Ottocento     Quattrocento     Firenze     Barocco     Toscana     Roma    

NEWSLETTER