Duecento opere grafiche di Giovanni Battista Piranesi in mostra a Roma


Aperta a Roma la mostra ’Piranesi. La fabbrica dell’utopia’, dedicata a Giovanni Battista Piranesi, che si terrà al Museo di Roma in Piazza Navona fino al 25 ottobre 2017.

Si è aperta oggi, e durerà fino al 15 ottobre 2017, la mostra Piranesi. La fabbrica dell’utopia, dedicata all’opera grafica di uno dei grandi nomi dell’arte del Settecento, Giovanni Battista Piranesi (Mogliano Veneto, 1720 – Roma, 1778). L’esposizione, che è curata da Luigi Ficacci e Simonetta Tozzi e che si tiene al Museo di Roma a Palazzo Braschi, in Piazza Navona, porta a Roma oltre duecento opere provenienti dalla collezione del Museo di Roma stesso e dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia: obiettivo è quello di mostrare al pubblico l’attività di Piranesi, con particolare riferimento alla sua passione per l’archeologia e per le rovine di Roma antica.

Il percorso della mostra include le Vedute di Roma, caratterizzate da ardite visioni prospettiche che ne decretarono il successo, e ancora i Capricci che riflettono l’influenza dell’arte di Giambattista Tiepolo, le incisioni raffiguranti le antichità romane, le celeberrime Carceri che anticipano il gusto del sublime ottocentesco (e proprio le Carceri saranno oggetto di un’esperienza “immersiva” che completa la mostra e che è stata realizzata dal Laboratorio di Robotica Percettiva, dell’Istituto TECIP della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa). In mostra anche alcune realizzazioni tridimensionali di invenzioni piranesiane, realizzate dall’Atelier Factum Arte di Madrid. Ci saranno poi i marmi della Forma Urbis Severiana (nota anche come Forma Urbis Romae), una pianta della Roma di Settimio Severo interamente realizzata su lastre di marmo, che Piranesi cercò di riprodurre.

“Piranesi”, scrive nella sua presentazione il sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, “ha una solida preparazione tecnica a cui si somma l’amore per Tito Livio e per la storia di Roma maturato con lo studio della lingua latina grazie al fratello Angelo, colto frate domenicano: una formazione che lo rende particolarmente sensibile al fascino delle rovine, da un lato, e capace, dall’altro, di rendere prospettive fedelissime, quasi fotograficamente perfette e attente ai più minuti dettagli”. Gli fa eco il curatore Luigi Ficacci nel suo saggio: “La concezione che egli stesso, intenzionalmente e dichiaratamente, dette alla sua professione dell’arte, in una fase tra le più cruciali e potenti nei mutamenti della civiltà europea e in uno dei suoi luoghi capitali, diede adito, già al suo tempo e poi nelle innumerevoli evoluzioni dell’estetica, a ricezioni e interpretazioni della sua personalità artistica molto divergenti. Certamente fu un innovatore decisivo per la storia dell’acquaforte e tale è riconosciuto, nello specifico scientifico: il suo lessico calcografico, per l’inedita varietà tonale delle morsure e gli effetti dell’inchiostrazione, così come per la sconosciuta qualità del cromatismo grafico, produssero conseguenze determinanti presso le individualità artistiche che, nei secoli e fino all’attualità, vi si riferirono, restandone segnate secondo modalità assolutamente proprie e spesso non coincidenti con lo sviluppo storico complessivo della storia del gusto”.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19. Promossa dall’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Fondazione Giorgio Cini, Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant’Anna Laboratorio di Robotica Percettiva dell’Istituto TeCIP della Scuola Superiore Sant’Anna. La mostra è sponsorizzata da Fondazione Guglielmo Giordano, Fondazione Hruby, Listone Giordano, Montenovi, Rotas, Il Messaggero e si avvale della media partnership di Sky Arte Hd, Artemagazine e Ferrovie dello Stato. Organizzazione a cura di Associazione Culturale Metamorfosi e Zètema Progetto Cultura in collaborazione con MasterCard Priceless Rome.

Immagine: Giovanni Battista Piranesi, Veduta del Campidoglio e di Santa Maria in Aracoeli (1746-1748; acquaforte; Roma, Museo di Roma)

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraPiranesi. La fabbrica dell’utopia
CittàRoma
SedePalazzo Braschi
DateDal 30/11/-0001 al 30/11/-0001
ArtistiGiovanni Battista Piranesi
TemiSettecento

Duecento opere grafiche di Giovanni Battista Piranesi in mostra a Roma
Duecento opere grafiche di Giovanni Battista Piranesi in mostra a Roma


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