A Cremona due capolavori di Orazio Gentileschi per la prima volta a confronto


A Cremona la Pinacoteca Ala Ponzone ospita dal 19 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020 la mostra ’Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie’.

Dal 19 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020 la Pinacoteca “Ala Ponzone” di Cremona ospita la mostra Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie, che per la prima volta mette a confronto due versioni del Riposo durante la fuga in Egitto di Orazio Gentileschi (Pisa, 1563 - Londra, 1639), una in arrivo dal Kunsthistorisches Museum di Vienna e l’altra da collezione privata, assieme a una selezione di dipinti, sculture, avori e incisioni sul tema della fuga in Egitto. Del Riposo di Orazio Gentileschi si conoscono altre due versioni, una conservata al Louvre e l’altra al Birmingham Museum. Sono tra le più interessanti opere del Seicento: le due versioni del tema esposte a Cremona risalgono al momento in cui Orazio Gentileschi godeva di enorme fama internazionale, che crebbe nel momento in cui il pittore soggiornò Parigi, dove era stato chiamato alla corte di Maria de’ Medici, e durante il successivo soggiorno a Londra, dove lavorò per George Villiers, primo duca di Buckingham.

La caduta di re Carlo I d’Inghilterra provocò anche quella del suo potente ministro e il suo Riposo durante la fuga in Egitto venne messo all’asta da George Cromwell ad Anversa nel 1646. Finì così nelle collezioni dell’arciduca Leopoldo Gugliemo d’Austria, per il suo castello di Praga, e infine al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Tormentata anche la vicenda dell’opera oggi in collezione privata: dopo vari passaggi, nell’Ottocento il dipinto finì anch’esso nella collezione dei Duchi di Buckingham, a sostituire il gemello finito a Praga. Riproposto sul mercato, entrò a far parte della collezione di Paul Getty a Malibu e oggi è uno dei tesori di una collezione privata di Mantova.

Per la prima volta nella storia, le due versioni Buckingham del Riposo durante la fuga in Egitto vengono esposte vis à vis, grazie alla disponibilità del collezionista privato e grazie al prestito concesso dal museo viennese (in cambio però il Kunsthistorisches riceverà dai Civici Musei di Cremona il celeberrimo San Francesco di Caravaggio, capolavoro della sua collezione che dunque esce ancora dal suo museo). La mostra vuole essere un’occasione per il pubblico e per gli esperti: l’opportunità è quella di ammirare affiancate le due tele (gli studi sin qui condotti hanno assegnato la primogenitura alla versione conservata nella collezione mantovana).

L’opportunità di una simultanea visione dei due dipinti consente anche di ripercorrere il tema iconografico della fuga in Egitto e dei molteplici episodi ad esso collegati, mettendo a fuoco una riflessione teologica e soprattutto iconografica sul tema delle Storie dell’infanzia di Cristo attraverso i secoli, a partire dal Medioevo. In mostra, le due tele di Orazio Gentileschi vengono affiancate da una selezione di avori, sculture, miniature, dipinti e incisioni sul tema nelle sue varie declinazioni iconografiche. Il racconto della fuga in Egitto, tramandato dal solo Vangelo di Matteo, è tra quelli più amati dagli artisti e dai loro committenti. Un interesse che portò al fiorire di una cospicua letteratura e stimolò una serie straordinaria di invenzioni pittoriche, attingendo non solo al beve passo tramandato dall’Evangelista ma anche, e di più, dai Vangeli apocrifi.

Nell’immagine, la versione del dipinto di collezione privata.

A Cremona due capolavori di Orazio Gentileschi per la prima volta a confronto
A Cremona due capolavori di Orazio Gentileschi per la prima volta a confronto


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