Gli affreschi dei Carracci di Palazzo Fava in dialogo con opere moderne e contemporanee.


Palazzo Fava a Bologna propone fino al 16 febbraio 2020 la motra che pone in dialogo gli affreschi dei Carracci con opere di tema affine. 

Per celebrare i 400 anni dalla morte di Ludovico Carracci, Palazzo Fava di Bologna presenta fino al 16 febbraio 2020 un percorso espositivo che pone in dialogo gli affreschi di Giasone e Medea, prima opera collettiva di Ludovico, Agostino e Annibale Carracci, e di Enea realizzati da Ludovico e allievi, con trentuno opere di arte moderna e contemporanea della collezione Fondazione Carisbo. Dipinti, sculture e installazioni del Novecento, molti dei quali mai esposti al pubblico

La mostra Il fregio dei Carracci - Opere a confronto nasce da un lavoro di ricerca nei caveaux, condotto da Benedetta Basevi e Mirko Nottoli, volto a indidividuare temi affini tra le opere esposte e gli affreschi carracceschi. Il Dittatore folle di Galileo Chini, esposto perla prima volta, ed eseguito in occasione delle celebrazioni per l’arrivo di Hitler a Firenze nel 1938, rimanda nella sua  mostruosità al Polifemo incontrato da Enea e i suoi compagni in Sicilia; i nudi di Nicola Samorì testimoniano il ritorno del classico nella storia dell’arte, come era nelle intenzioni dei tre Carracci. Il tumulto della Battaglia di Giuseppe Maria Crespi si può paragonare a quello dei combattimenti di Giasone, mentre la Salomè di Mimmo Palladino alla Didone dell’Eneide.

Tra le opere esposte anche le Pietre Alpestri di Fortunato Depero e la Scultura Luminosa di Marco Lodola, che nei loro colori vivaci richiamano il tema del gioco dei fregi della Sala Cesi, tra gare con l’arco, corse e tornei tratte dall’Eneide. 

In occasione della rassegna, è stato riaperto al pubblico il piano nobile di Palazzo Fava ed è stata pubblicata, a cura di Angelo Mazza, la prima documentazione integrale dell’apparato decorativo del palazzo. 

"Con questo nuovo allestimento, a celebrazione del 400° anniversario della morte di Ludovico, abbiamo voluto valorizzare gli affreschi carracceschi e la loro iconografia, a partire dalla scelta dei soggetti pittorici. Non può infatti sfuggire che la celebrazione bolognese di Enea progenitore dei romani, in quello che è il più vasto ciclo italiano sull’Eneide, suona come messaggio politico di professata sudditanza allo Stato della Chiesa, di cui la città era, dopo Roma, il più importante centro urbano. Così come nell’impressionante naturalismo del ciclo di Giasone e Medea si ravvisa un omaggio al rinnovato interesse nei confronti dello studio della natura, di cui il bolognese Ulisse Aldrovandi fu uno dei principali fautori” ha spiegato lo stesso Angelo Mazza

Per info: www.genusbononiae.it

Nell’immagine, la fuga di Enea da Troia rappresentata negli affreschi carracceschi.

Gli affreschi dei Carracci di Palazzo Fava in dialogo con opere moderne e contemporanee.
Gli affreschi dei Carracci di Palazzo Fava in dialogo con opere moderne e contemporanee.


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