Riapre a Novara la grande mostra sul Divisionismo italiano, con novità


Riapre il 24 ottobre, presso il Castello Visconteo Sforzesco di Novara, la grande mostra Divisionismo. La rivoluzione della luce. Fino al 24 gennaio 2021.

Il 24 ottobre riapre al Castello Visconteo Sforzesco di Novara la grande mostra Divisionismo. La rivoluzione della luce: la rassegna era in programma dal 23 novembre 2019 al 12 aprile 2020, ma a causa dell’emergenza sanitaria era stata chiusa anticipatamente. Si è deciso di riaprirla, in una versione Rewind, fino al 24 gennaio 2021 per le oltre trentamile persone che avevano prenotato l’ingresso e che avrebbero dovuto visitarla durante i due mesi di chiusura e per tutti coloro che hanno manifestato il desiderio di vederla di nuovo. 

L’Associazione METS Percorsi d’arte, con l’appoggio della curatrice Annie-Paule Quinsac, tra i massimi esperti del Divisionismo italiano, è riuscita a riottenere le opere per proporre una rassegna che corrispondesse al progetto scientifico originale: raccontare la storia del Divisionismo italiano attraverso diciotto artisti, sessantasette opere, otto sale. I prestatori privati e museali hanno dunque reso possibile la riapertura della mostra. Su sessantasette opere solo sei non sono più presenti nel percorso espositivo, soprattutto per ragioni di conservazione: tra queste, la monumentale Maternità di Gaetano Previati, sostituita da una riproduzione di eguale misura collocata all’ingresso, dove si trovava l’originale. Gli altri dipinti sono stati sostituiti da dipinti della stessa importanza dei precedenti e che danno la possibilità d’illustrare aspetti diversi delle tematiche affrontate nell’esposizione. 

Al posto della grande tela di Giovanni Sottocornola Fuori di porta (Le sorelle) è stato collocato Petalo di rosa (1890), capolavoro di Giovanni Segantini. Un dipinto che presenta un aspetto del simbolismo dell’artista. La presenza di alcune microfotografie di analisi non invasive, che documentano l’uso dei metalli, consente d’introdurre una riflessione sulla sua tecnica polimaterica.

Venduta! (1897) di Angelo Morbelli sostituisce Riflessioni di un affamato di Emilio Longoni. L’opera di Morbelli è il terzo dipinto dell’artista dedicato alla prostituzione minorile.

Nella sala dedicata a Pellizza da Volpedo sono state sostituite due opere: La processione e Tramonto. Qui si è voluto mantenere l’ordine cronologico per conferire alla piccola sezione una forma di testimonianza dell’evoluzione dell’artista. La piazza di Volpedo (1888), dipinta a Firenze sotto l’influenza di Fattori, è esposta sulla stessa parete de Il ponte (1892 circa), primo tentativo di divisione del colore. Inalterata è rimasta la parete centrale con il monumentale Sul fienile (1893-94), esito maestoso del simbolismo naturalista dell’artista. Sulla parete a sinistra permane invece il paesaggio Nubi di sera sul Curone (1905-06), preceduto da Il ritorno dei naufraghi al paese (L’annegato) (1894) che accentua l’impatto di Sul fienile

Infine, Alba domenicale di Morbelli è stata sostituita con Per sempre (1906), ultima delle due tele dedicate alla tubercolosi.

Promossa e organizzata dal Comune di Novara, dalla Fondazione Castello Visconteo Sforzesco di Novara e dall’Associazione METS Percorsi d’arte, in collaborazione con ATL della provincia di Novara, BIG Ciaccio Arte e Fondazione Circolo dei Lettori,  con i patrocini di Commissione europea e Provincia di Novara, con il sostegno di Banco BPM (Main Sponsor), Regione Piemonte, Esseco s.r.l, Fondazione CRT, l’importante supporto di Enrico Gallerie d’arte e Gallerie Maspes, si avvale nuovamente della curatela di Annie-Paule Quinsac.

 Orari: Da martedì a domenica dalle 10 alle 19. 

Biglietti: Intero 10 euro, ridotto 8 euro. Gratuito per minori di 6 anni. 

Immagine: Giovanni Segantini, Petalo di rosa (1890; olio su tela con aggiunte a foglia e polvere d’oro; collezione privata)

 

Riapre a Novara la grande mostra sul Divisionismo italiano, con novità
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