Un'architettura può suonare? Ecco il Concerto per Architettura di Roberto Pugliese, in mostra a Milano


Alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, dal 19 settembre al 19 ottobre 2018 è ospitata la mostra ’Concerto per architettura’ di Roberto Pugliese.

È in programma dal 19 settembre al 19 ottobre 2018, presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, la mostra Concerto per architettura, personale di Roberto Pugliese (Napoli, 1982), secondo appuntamento del nuovo ciclo di rassegne Project Room organizzato dalla Fondazione e riservato a giovani artisti e giovani curatori. Per il 2018, Project Room è stato affidato al curatore Flavio Arensi, che ha costruito un progetto in tre atti, intitolato La stanza di Proust, e mirato a osservare gli accadimenti della società e dell’uomo attraverso i suoni, le assenze e le presenze, del passato come del futuro. I tre momenti che si susseguiranno in questa stanza formeranno un’unica riflessione sul ruolo della scultura in questo momento storico. “Con i tre artisti coinvolti nelle Project Room 2018”, sottolinea Arensi, “intendiamo recuperare, attraverso il loro lavoro, l’idea di una coscienza allargata che non usa i mezzi più tradizionali della scultura ma ne ricerca i concetti più profondi attraverso la tecnologia e lo spazio”.

Così la Fondazione Arnaldo Pomodoro, dopo aver ospitato Donato Piccolo, dà spazio all’artista partenopeo Roberto Pugliese, che con il suo Concerto per architettura ha ideato una composizione audio realizzata ad hoc per gli spazi della Project Room, le cui piante architettoniche sono servite per rielaborare alcuni valori numerici in seguito assegnati a una serie di algoritmi genetici e funzioni complesse. Questi processi, grazie a una relazione acustico matematica, sono serviti a generare materiale sonoro che è stato successivamente rielaborato da Pugliese. Il risultato è una scultura sonora che si diffonde negli spazi della Fondazione sfruttando al meglio le risonanze architettoniche in modo da restituire allo spazio la sua stessa “voce”.

“Questa sorta di intermezzo musicale fra il primo e l’ultimo atto”, spiega ancora Arensi, “segna anche il punto estremo di una ricerca che fa della scultura un nuovo sistema linguistico, in cui lo spazio e il suono divengono valore intrinseco dell’opera. Il tema della scultura, dunque, oltrepassa il semplice schema luce-spazio-materia per entrare in un nuovo metodo semiotico in cui all’oggetto si unisce il suono. Se con Piccolo l’osservatore era chiamato a confrontarsi con le macchine-sculture, che imparavano a gestirsi attraverso il confronto con l’essere umano, con Pugliese si arriva ad affrontare la natura vibrazionale/frequenziale della materia. Con un allestimento minimale e rigoroso l’opera di Roberto Pugliese chiede al visitatore di partecipare insieme allo spazio al sistema musicale; d’altronde, proprio il grande direttore d’orchestra romena Sergiu Celibidache non riusciva a far prescindere l’ascolto del componimento musicale dalle dinamiche umane ed esperienziali della platea teatrale”.

Roberto Pugliese nasce a Napoli nel 1982, dove si forma, attualmente vive e lavora a Bari. Conseguita la laurea in Musica Elettronica presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida del maestro Agostino di Scipio, divide il suo tempo tra l´insegnamento presso il Conservatorio di Bari (cattedra di Multimedialità), l’attività musicale e la produzione di installazioni sonore. La sua ricerca trae energia principalmente da due correnti artistiche, quella della sound art e quella dell’arte cinetica e programmata. Servendosi dell’utilizzo di apparecchiature meccaniche pilotate da software che interagiscono tra di loro, con l’ambiente che le circonda e con il fruitore, intende esaminare nuovi punti di ricerca su fenomeni legati al suono, sull’analisi dei processi che la psiche umana utilizza per differenziare strutture di origine naturale da quelle artificiali (sia acustiche che visive), sul rapporto tra uomo e tecnologia e sul rapporto tra arte e tecnologia, senza mai perdere di vista l’aspetto visivo. Il suono diventa quindi sia oggetto di ricerca, sia mezzo di espressione acustica e visiva, energia vitale che anima l’inanimato, guida per analizzare e stimolare la psiche e la percezione umana.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì e ogni secondo sabato del mese, con orario 11-13 e 14-19. L’ingresso è libero. Per informazioni è possibile visitare il sito della Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Nell’immagine: Roberto Pugliese, Quintetto (2016; violoncello, violini, viole, acciaio armonico, ferro, sistema di riproduzione audio multicanale e composizione audio, dimensioni ambientali). Courtesy Studio la Città – Verona, foto Michele Alberto

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