Da Dürer ad Altdorfer, a Siena una mostra di alto valore storico riunisce dopo 86 anni una grande collezione


Dal 14 dicembre 2018 al 5 maggio 2019 il Santa Maria della Scala di Siena ospita la mostra Dürer, Altdorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi.

Dal 14 dicembre 2018 al 5 maggio 2019 a Siena, presso il Santa Maria della Scala, è allestita la mostra Una città ideale. Dürer, Altdorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi a Siena, a cura di Cristina Gnoni Mavarelli, Maria Mangiavacchi e Daniele Pitteri.  L’esposizione presenta opere della Pinacoteca Nazionale di Siena, del Museo Civico di Siena e delle Gallerie degli Uffizi di Firenze provenienti dalla collezione Spannocchi. La collezione nacque nel 1774 a seguito del matrimonio tra Caterina Piccolomini di Modanella e Giuseppe Spannocchi, appartenenti a due famiglie senesi nobili: gli oggetti d’arte del palazzo di Spannocchi si andarono così a congiungere con quelli della giovane Piccolomini. Molti di loro erano provenienti dal Palazzo Ducale di Mantova, saccheggiato nel 1630 durante la Guerra dei Trent’anni, mentre altri giungevano da Trento. Si costituì in questo modo una collezione eccezionale per qualità e varietà, che venne registrata nel 1774 nel manoscritto Indice dei quardi esistenti in casa Spannocchi da S.Domenico compilato dall’abate Giovan Girolamo Carli. Gli eredi della coppia donarono nel 1835 la quadreria di famiglia alla Comunità Civica di Siena, che giunse nell’Istituto di Belle Arti e agli inizi del Novecento alla Pinacoteca Nazionale e al Museo Civico di Siena. La collezione fu poi divisa: gran parte della raccolta fu infatti conferita alla Regia Pinacoteca di Siena (l’attuale Pinacoteca Nazionale) al momento della sua inaugurazione nel 1932.

Il fatto che la Collezione Spannocchi, che rappresenta peraltro un caso unico nell’ambito del collezionismo senese, sia focalizzata sugli artisti nordici si spiega sulla base delle modalità con le quali la raccolta si formò. Il primo nucleo fu radunato con le acquisizioni fatte dal generale senese Ottavio Piccolomini e da suo nipote, il capitano Silvio Piccolomini, a Mantova: comandante delle truppe imperiali durante la Guerra dei Trent’Anni, Ottavio Piccolomini partecipò a numerose battaglie in Germania e, nell’ambito dei negoziati che condussero alla Pace di Vestfalia del 1648, fu tra i maggiori diplomatici che portarono avanti le trattative. Prima ancora, però, Ottavio Piccolomini si distinse nella Guerra di successione di Mantova del 1628-1631, dove combatté al fianco degli imperiali e contro i franco-mantovani: molte delle opere della collezione entrarono in suo possesso durante il Sacco di Mantova del 18 luglio 1630, data in cui anche Palazzo Ducale, lasciato dal duca costretto ad abbandonare la città, fu saccheggiato e i suoi tesori spartiti tra i comandanti delle forze imperiali. Il nucleo originario è dunque gonzaghesco, e la preferenza accordata agli artisti del Nord Europa si spiega con le relazioni commerciali e culturali che i paesi del settentrione del continente intessevano proprio con Mantova. La collezione si arricchì poi con il lascito di monsignor Ludovico Piccolomini, proposto della Cattedrale di Trento, e come detto passò a Giuseppe Spannocchi nel 1774 in qualità di dote della moglie.

La rassegna, promossa dal Comune Siena, dal Santa Maria della Scala, dal Polo Museale della Toscana-Pinacoteca Nazionale di Siena e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo, con il sostegno di Opera-Civita, intende configurarsi come una tappa del processo di riunificazione dei dipinti della Collezione Spannocchi che, come detto, furono donati al Comune nel 1835 e oggi vengono esposti presso il Santa Maria della Scala, secondo quanto previsto nell’ambito dell’accordo di valorizzazione del “Sistema museale cittadino” stipulato fra il Comune di Siena e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il 29 giugno 2017, che ha sancito l’allestimento permanente, proprio presso il complesso del Santa Maria della Scala, della raccolta esposta nella Pinacoteca Nazionale, riunita con il nucleo che era invece custodito nel Museo Civico di Siena. Si tratta di un’operazione di “indubbio valore storico e culturale”, come dichiara la curatrice Gnoni Mavarelli .

Filo conduttore della collezione è la pittura nordica: è presente in mostra una selezione di opere tra i Quadri da stanza nordici della collezione. Queste raffigurano scene sacre, ritratti, scene mitologiche, nature vive e morte, bambocciate, cacce, vedute e utopie. Tra gli artisti si evidenziano Albrecht Dürer (Norimberga, 1471 - 1528) e Albrecht Altdorfer (Ratisbona, 1480 circa – 1538), due dei grandi nomi del Rinascimento tedesco: di quest’ultimo le due tavole con il Congedo e il Martirio di San Floriano dalle Gallerie degli Uffizi. Tra i dipinti più importanti, la tela di Dürer con il San Girolamo, firmato e datato 1514, la Lucrezia di pittore legato alla cerchia di Lucas Cranach, La decapitazione del Battista, attribuita ad un artista tedesco collaboratore di Altdorfer. Il percorso espositivo, suddiviso cronologicamente e tematicamente, termina con la Veduta di città ideale del fiammingo Paul Vredeman de Vries (Anversa, 1567 - Amsterdam, 1617), e la Torre di Babele d’anonimo pittore di notevole interesse iconografico.

Lucas Cranach (bottega), Lucrezia (1510-1512 circa; olio su tavola, cm 42x27,7; Siena, Pinacoteca Nazionale)
Lucas Cranach (bottega), Lucrezia (1510-1512 circa; olio su tavola, 42 x 27,7 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 537)



Ambito di Abel Grimmer, La Torre di Babele (fine del secolo XVI – inizio del secolo XVII; olio su tavola, 49,9 x 66,5 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 534)
Ambito di Abel Grimmer, La Torre di Babele (fine del secolo XVI – inizio del secolo XVII; olio su tavola, 49,9 x 66,5 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 534)



Paul Vredeman de Vries, Veduta di città ideale (1607; olio su tavola, 42x65 cm; Firmata e datata “PAULUS (sic) VRED/VRIS 1607”; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 491)
Paul Vredeman de Vries, Veduta di città ideale (1607; olio su tavola, 42x65 cm; Firmata e datata “PAULUS (sic) VRED/VRIS 1607”; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 491)



Johann König, Il Giorno (Cristo tentato) (1610 circa; olio su tela, 63 × 93,5 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, inv. 458)
Johann König, Il Giorno (Cristo tentato) (1610 circa; olio su tela, 63 × 93,5 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, inv. 458)



Maestro di Pulkau (attr.), Decollazione di San Giovanni Battista (Secondo decennio del secolo XVI; olio su tavola, 51 x 41 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 517)
Maestro di Pulkau (attr.), Decollazione di San Giovanni Battista (Secondo decennio del secolo XVI; olio su tavola, 51 x 41 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 517)



Albrecht Dürer, San Girolamo (1514; olio su tavola, 33,2 x 25,6 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 501)
Albrecht Dürer, San Girolamo (1514; olio su tavola, 33,2 x 25,6 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 501)



Jacob Marrell, Fiori (1655; olio su rame, 36,5x25 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 483)
Jacob Marrell, Fiori (1655; olio su rame, 36,5x25 cm; Siena, Pinacoteca Nazionale, Inv. 483)

La mostra al Santa Maria della Scala consente di cogliere lo spirito collezionistico che interessò dapprima i Gonzaga a Mantova (da cui proviene parte della collezione) e, successivamente, le famiglie Piccolomini e Spannocchi a Siena. Come dichiara l’architetto Anna Di Bene, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, “studi recenti hanno evidenziato l’assoluta singolarità della collezione, accresciutasi attorno un nucleo originario appartenente ai Gonzaga, e quindi formata da opere di ambito eterogeneo, nelle quali si rispecchiano le scelte cosmopolite dei proprietari. L’Europa del Nord costituiva, nei secoli tra il XV e il XVII, un riferimento importante per le corti italiane, che ad essa erano unite non solo da relazioni di tipo commerciale, ma da una fitta rete di scambi culturali, dei quali la Collezione Spannocchi costituisce per Siena una rara fonte di informazioni e testimonianze materiali”.

“L’esposizione che si deve alla rinnovata collaborazione tra la Pinacoteca Nazionale e il Comune di Siena”, ha dichiarato il sindaco Luigi De Mossi, “si configura come un evento di particolare importanza per la città, e dal prossimo anno, costituirà una nuova sezione permanente del percorso espositivo dell’antico Spedale arricchendone l’offerta e, soprattutto, consentendo finalmente la piena valorizzazione di un grande patrimonio”.

Per info: www.santamariadellascala.com

Orari: Fino al 14 marzo (eccetto 23/12 - 6/01) Lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 17; giovedì dalle 10 alle 20; sabato e domenica dalle 10 alle 19. Chiuso il martedì. Dal 23 dicembre al 6 gennaio tutti i giorni dalle 10 alle 19; giovedì dalle 10 alle 20.
Dal 15 marzo al 5 maggio Lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica dalle 10 alle 19; giovedì dalle 10 alle 22. Biglietti: Il costo del biglietto della mostra è compreso in quello d’ingresso al Santa Maria della Scala. Intero 9 euro, ridotto 7 euro per ragazzi da 12 a 19 anni, over 65, studenti universitari non iscritti ad istituzioni universitarie senesi. Gratuito per bambini fino a 11 anni. Il catalogo è edito da Sillabe.

Da Dürer ad Altdorfer, a Siena una mostra di alto valore storico riunisce dopo 86 anni una grande collezione
Da Dürer ad Altdorfer, a Siena una mostra di alto valore storico riunisce dopo 86 anni una grande collezione


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