Il Settecento di Sebastiano Ricci e degli altri grandi in mostra a Belluno con opere della Fondazione Cariverona


Dal 6 aprile al 22 settembre 2019, Palazzo Fulcis a Belluno ospita la mostra ’Sebastiano Ricci. Rivali ed Eredi. Opere del Settecento della Fondazione Cariverona’

Dal 6 aprile al 22 settembre 2019, Palazzo Fulcis a Belluno ospita la mostra Sebastiano Ricci. Rivali ed Eredi. Opere del Settecento della Fondazione Cariverona, che mette in dialogo uno dei capolavori di Sebastiano Ricci (Belluno, 1659 - Venezia, 1734), il ciclo dei dipinti del Camerino d’Ercole, con opere dei grandi del Settecento che furono rivali di Ricci o che subirono il fascino della sua lezione. Tra i vari artisti esposti in mostra, si trovano Giovan Gioseffo del Sole, Jacopo Amigoni, Nicola Grassi, Giuseppe Nogari, Francesco Fontebasso, Antonio Bellucci. L’esposizione porta a Belluno opere della Fondazione Cariverona ed è curata da Denis Ton, conservatore dei Musei Civici di Belluno.

Sebastiano Ricci, che lavorò a Palazzo Fulcis e realizzò le tre tele per il Camerino d’Ercole, è il nume tutelare della sede espositiva, e i dipinti raffiguranti la Caduta di Fetonte, Ercole al bivio ed Ercole ed Onfale rappresentano alcuni tra i più maggiori capolavori dell’arte europea del Settecento. La mostra vuole approfondire le premesse dell’arte di Sebastiano Ricci, le sue relazioni e l’influenza svolta nell’ambito della grande pittura di storia e religiosa, e ci sarà anche spazio per la figura del nipote di Sebastiano, Marco Ricci (Belluno, 1676 - Venezia, 1730), attivo soprattutto nell’arte di paesaggio. I due grandi nomi dell’arte bellunese del Settecento hanno infatti svolto un ruolo chiave non solo in Veneto e in Italia, ma entro una dimensione europea, attestata anche dal cosmopolitismo dei loro committenti e dai loro numerosi viaggi.

“Scegliendo le opere della Collezione Cariverona tra quelle realizzate negli anni di attività dei due maestri”, anticipa il curatore Denis Ton, “viene dunque naturale identificare nelle tele di Andrea Celesti, Antonio Bellucci, Giovan Gioseffo Dal Sole, quegli elementi che costituirono le premesse su cui venne a costruirsi, tra libertà materica, accademismo di fine Seicento e cultura emiliana, il complesso retroterra culturale da cui prese le mosse la grande operazione condotta da Sebastiano. La presenza di opere importanti di Jacopo Amigoni e, soprattutto, Antonio Pellegrini, consente di ricostruire un incontro fra le diverse tendenze operose al principio del Settecento. Ricci, Pellegrini e Amigoni sono da sempre, in particolare grazie alle ricostruzioni storiografiche di Rodolfo Pallucchini, riconosciuti come i protagonisti della trasformazione dell’arte veneziana ed europea, e talvolta furono diretti rivali non solo a Venezia, ma anche in Inghilterra. Egualmente la presenza di artisti come Francesco Fontebasso e Nicola Grassi, permette di allargare lo sguardo all’influenza esercitata da Ricci nei confronti di suoi allievi (il primo) o altri maestri coevi. Solo episodicamente Sebastiano fu attivo in un genere un tema come quello delle così dette ‘Teste di carattere’, figure ritratte al naturale e variamente interpretate da artisti grandemente ricercati dal mercato settecentesco quali Francesco Nogari e, con ancora più successo internazionale, Pietro Rotari. Il primo, in particolare, fece tesoro della grande lezione di libertà pittorica promossa dal pittore bellunese. L’influenza del nipote Marco Ricci non fu minore, per quanto riguarda la storia del paesaggio, talvolta operando in collaborazione con Sebastiano. Convocare l’importante paesaggio di Peruzzini e Magnasco, e le opere di Giuseppe Diziani e Antonio Zais significa rappresentare una parte significativa di questa storia e la particolare predisposizione di questo genere nell’arte del territorio”.

La mostra vuole essere anche occasione per scoprire o riscoprire il “contenitore” che la accoglie, Palazzo Fulcis e le collezioni museali che in esso sono esposte dal 2017, anno in cui il prezioso edificio, integralmente restaurato, venne concesso in comodato dalla Fondazione Cariverona, che ne è proprietaria, al Comune di Belluno per accogliervi le collezioni storico artistiche della città. Per informazioni è possibile visitare il sito di Palazzo Fulcis.

Nell’immagine: Sebastiano Ricci, Ercole e Onfale

Il Settecento di Sebastiano Ricci e degli altri grandi in mostra a Belluno con opere della Fondazione Cariverona
Il Settecento di Sebastiano Ricci e degli altri grandi in mostra a Belluno con opere della Fondazione Cariverona


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