L'essenzialità della fotografia dei fratelli Cavalli in mostra a Senigallia


Senigallia Città della Fotografia celebra due dei più raffinati fotografi italiani del Novecento: i fratelli Cavalli. 

A Senigallia, presso Palazzo del Duca, sarà allestita dal 3 maggio al 20 giugno 2021 la mostra Diverse Solitudini. Giuseppe ed Emanuele Cavalli fotografi, a cura di Angela Madesani. Un omaggio che Senigallia Città della Fotografia vuole fare a due dei più raffinati fotografi italiani del Novecento. Per la prima volta gli scatti dei fratelli Cavalli saranno esposti nello stesso contesto per celebrare con una mostra antologica Giuseppe, che a Senigallia visse per oltre vent’anni, e il gemello Emanuele, noto ai più come pittore ma che fu ache fotografo di grande qualità. 

Saranno esposte sessanta fotografie di Giuseppe e quindici di Emanuele. In parte si tratta di inediti provenienti dall’Archivio Giuseppe Cavalli che costituiscono una piccola antologica con nudi, nature morte, paesaggi e ritratti. Temi che vennero maggiormente affrontati da Cavalli. Sono fotografie che si contraddistinguono per l’essenzialità, ogni dettaglio è studiato e si pone l’attenzione sulla composizione e sulla spazialità. 

“Il soggetto costante di Cavalli è la luce o per meglio dire, la luminosità per se stessa” afferma la curatrice Angela Madesani. “I suoi lavori e queste immagini in mostra ne sono evidente testimonianza, parlano dell’esistenza in senso ampio. Sono immagini di lentezza, che meritano lunghi, dilatati tempi di osservazione. Non esistono regole di comprensione del suo lavoro; è meglio limitarsi a guardare per cercare di entrare nella profondità del mondo cavalliano: un mondo colmo di senso, che tutto è tranne che estetizzante”.

Anche le immagini di Emanuele Cavalli sono per gran parte inedite, ad eccezione di alcune esposte nel 1993. Sia in pittura che in fotografia quest’ultimo si focalizza sulla forma, che lui stesso diceva di perseguire nella sua precisione assoluta, senza le variabili della luce e del colore. Nelle sue opere si notano le influenze che ebbero la fotografia americana degli anni Trenta, il rigore del Bauhaus e la pittura di Cézanne.

“Le fotografie in mostra ritraggono quasi tutte nature morte” aggiunge Madesani, “alcune più semplici altre invece costituite da vere e proprie composizioni create appositamente dall’artista, come l’immagine della sfera di vetro e la spirale nera realizzata nel 1936 ad Anticoli Corrado, uno scatto di grande modernità che risente delle conoscenze internazionali dell’artista. Anche per Emanuele l’essenzialità e l’attenzione alla composizione sono le caratteristiche principali da perseguire, sia nelle opere pittoriche che in quelle fotografiche”. 

Confrontando le opere conservate negli archivi dei due fratelli si notano tanti punti in comune, alcuni scatti da sempre attribuiti a uno si trovano nell’archivio dell’altro e viceversa. Tema della mostra è proprio questo: il continuo scambio creativo tra i fratelli e una possibile rilettura della loro produzione scardinata dal binomio che negli anni ha sempre letto Giuseppe come fotografo e Emanuele come pittore.

“Il lavoro di entrambi è poetico, lirico, senza essere mai sdolcinato o pretestuoso” prosegue la curatrice. “I due fratelli sono stati dei grandissimi, ognuno con le proprie inclinazioni, le proprie specificità, i propri esiti e la mostra non vuole essere una gara fra loro, ma la dimostrazione dell’importanza dei due cammini, paralleli, talvolta tangenti, entrambi fondamentali all’interno del panorama dell’arte italiana”.

Entrambi si avvicinarono alla fotografia negli anni Trenta. Per loro è “un mezzo e come tale può essere utilizzato anche per dare vita a ricerche di natura artistica e anche la fotografia documentaria di qualità può essere intesa in tal senso” racconta la curatrice. “Contano il progetto, l’intenzione, il pensiero, ma anche la capacità di gestione delle ottiche, del negativo, della sua stampa e dunque la qualità dell’esito finale”.

Negli anni Quaranta Giuseppe diventa animatore del gruppo fotografico La Bussola insieme, tra gli altri, a Mario Finazzi e Federico Vender, tra le esperienze più entusiasmanti della storia della fotografia italiana del Novecento.

Da una sua idea nasce successivamente una nuova associazione, il gruppo MISA, dove far confluire e maturare i giovani più promettenti per inserirli nell’elitaria cerchia de La Bussola: Cavalli è ormai considerato un maestro ed è proprio nel corso di questa esperienza che un giovane Mario Giacomelli prenderà il coraggio di esporre i propri lavori.

Giuseppe Cavalli ha sempre affrontato la fotografia come mezzo di ricerca artistica non inferiore ad altri strumenti, e in questo è sempre stato vicino al fratello Emanuele che, da quanto emerge dai suoi scritti, non si è mai posto il problema se la fotografia sia arte o meno, poiché lo è e basta: questa mostra intende far emergere l’artisticità della ricerca dei due artisti.

Immagine: Giuseppe Cavalli, Solitario, 1948(?) Collezione Famiglia Bonori, © Eredi Giuseppe Cavalli

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraDiverse Solitudini. Giuseppe ed Emanuele Cavalli fotografi
CittàSenigallia
SedePalazzo Del Duca
DateDal 03/05/2021 al 20/06/2021
ArtistiGiuseppe ed Emanuele Cavalli
TemiFotografia, Senigallia, Palazzo Del Duca, Giuseppe ed Emanuele Cavalli

L'essenzialità della fotografia dei fratelli Cavalli in mostra a Senigallia
L'essenzialità della fotografia dei fratelli Cavalli in mostra a Senigallia


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