Da Berruguete a El Greco, agli Uffizi una mostra sui rapporti tra Italia e Spagna nel Cinquecento


Agli Uffizi la mostra ’Spagna e Italia in dialogo nell’Europa del Cinquecento’ indaga sui rapporti tra Spagna e Italia nel Rinascimento. Dal 27 febbraio al 27 maggio 2018.

È in programma dal 27 febbraio al 27 maggio 2018 agli Uffizi la mostra Spagna e Italia in dialogo nell’Europa del Cinquecento: una rassegna per indagare e approfondire i contatti, i rapporti, i confronti tra i due paesi nel corso del XVI secolo. Nell’Aula Magliabechiana, il nuovo spazio del museo fiorentino per le mostre inaugurato lo scorso anno, arrivano opere di artisti come Alonso Berruguete (Paredes de Nava, 1488 – Toledo, 1561), uno dei primi artisti spagnoli a sviluppare un linguaggio rinascimentale, o come Romolo Cincinnato (Firenze, 1502 - Madrid, 1593) e Pompeo Leoni (1533 circa - Madrid, 1608), artisti italiani a loro volta chiamati a lavorare in Spagna, e ancora Francisco Pacheco, Patricio e Eugenio Cajés, Vicente Carducho, tutti protagonisti del Cinquecento spagnolo. In mostra anche opere del grande El Greco (Domínikos Theotokópoulos, Iraklion, 1541 - Toledo, 1614), e delle cosiddette Aguilas del Renacimiento español ovvero, oltre a Berruguete, Pedro Machuca, Bartolomé Ordoñez e Diego de Siloe: sono i quattro artisti fondamentali del Rinascimento spagnolo, sorto anche grazie alla loro permanenza in Italia. Un’esposizione importante, curata da Marzia Faietti, Corinna T. Gallori e Tommaso Mozzati, per indagare un rapporto vivace e fecondo.

In mostra arrivano soprattutto disegni, molti dei quali fanno parte del fondo degli Uffizi, ma anche dipinti, opere di oreficeria e arti applicate, nonché sculture, a comporre un percorso formato da otto sezioni: nell’introduzione si approfondisce il contesto artistico della Spagna di fine Quattrocento e inizio Cinquecento, quindi la prima sezione espone una serie di opere di artisti spagnoli formatisi in Italia al principio del XVI secolo, come Berruguete, Ordoñez e Gaspar Becerra. A loro, e in particolare a un confronto tra la loro rappresentazione del nudo e lo stesso tema nell’arte italiana, è dedicata anche la seconda sala. Nella terza sezione si approfondisce l’influenza della pittura toscana e romana sull’arte spagnola degli anni Quaranta e Cinquanta (esposti anche disegni di Sebastiano del Piombo e Giorgio Vasari), mentre la quarta indaga lo spostamento degli artisti (un esempio particolarmente significativo è quello di El Greco). La quinta e la sesta sezione portano invece il pubblico a conoscere la grande impresa del monastero di San Lorenzo all’Escorial e l’uso delle arti grafiche da parte del re Filippo II di Spagna per promuovere l’importante cantiere. La settima sezione illustra l’arte spagnola dell’ultimo trentennio del Cinquecento e la conclusione è invece affidata all’arte e all’eredità dei fratelli Carducho e Cajés.

“Attorno al sedicesimo secolo”, spiega Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi “le tendenze politiche e intellettuali dei regni spagnoli e dei territori italiani andarono avvicinandosi, con la conseguenza di continue e inattese sovrapposizioni, dal pontificato di papa Alessandro VI Borgia alla conquista dei domini napoletani, dall’annessione del ducato di Milano all’affermazione stabile dell’influenza spagnola sulla penisola italiana”: questa situazione portò dunque a scambi culturali di notevole importanza.

“Ogni artista e le sue opere sono infatti sempre il frutto di un’ininterrotta circolazione di idee e di forme”, afferma la curatrice Marzia Faietti, direttrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, “e quindi scrivere sul disegno in Spagna, come su quello praticato in Italia o ovunque, significa ampliare costantemente gli orizzonti di ricerca giungendo a sfiorare il punto di rottura della nozione di scuola senza tuttavia rinunciare al recupero filologico del tessuto artistico di un luogo e all’analisi della trasmissione del sapere nelle diverse botteghe”.

La mostra è aperta negli orari d’apertura delle Gallerie degli Uffizi: dal martedì alla domenica dalle 8:15 alle 18:50 (la biglietteria chiude 45 minuti prima). Lunedì giorno di chiusura. Biglietti: fino al 28 febbraio intero 8 euro, ridotto 4 euro. Dal 1° marzo al 27 maggio intero 20 euro, ridotto 10 euro. Il ridotto è riservato ai cittadini UE tra i 18 e i 25 anni. Ingresso gratuito per under 18 di qualsiasi nazionalità, diversamente abili e accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea, insegnanti italiani con contratto a tempo determinato e indeterminato in servizio presso una scuola pubblica o paritaria del Paese. Catalogo edito da Giunti.

Immagine: El Greco, La guarigione del nato cieco (1570-1576 ca.; olio su tela; Parma, Galleria Nazionale)

Da Berruguete a El Greco, agli Uffizi una mostra sui rapporti tra Italia e Spagna nel Cinquecento
Da Berruguete a El Greco, agli Uffizi una mostra sui rapporti tra Italia e Spagna nel Cinquecento


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