Siena, Museo Civico di Palazzo Pubblico

Musei d'Italia

2013, Seconda puntata

Ilaria ci porta per la prima volta a Siena, una delle città più belle del mondo, per farci scoprire il Museo Civico di Palazzo Pubblico, un vero scrigno di gioielli e capolavori. È famosissimo il suo aspetto "esteriore", nella magica cornice di Piazza del Campo, ma un po' meno famoso è ciò che il palazzo custodisce al suo interno. Tra meravigliosi capolavori come la Maestà di Simone Martini, o l'Allegoria del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti, magnifici quadri e dipinti, con sullo sfondo l'appassionante dibattito circa la paternità del Guidoriccio da Fogliano, lasciamoci guidare da Ilaria nelle splendide sale di Palazzo Pubblico!

Eccoci a una nuova puntata della nostra rubrica “Musei d’Italia”! Vi piace Siena? Bellissima città della Toscana ricca di arte e tradizioni, come il famosissimo Palio che si tiene due volte l’anno, all’inizio di luglio e a metà agosto, in Piazza del Campo, una delle più belle piazze medievali d’Italia.

Questa piazza non è solo un patrimonio artistico del nostro Paese, per cui certamente merita di essere vista in tutta la sua grandezza, ma fin dal passato rappresenta il centro amministrativo della città. Tra il 1310 e il 1355 il Governo dei Nove, una magistratura formata da nove governatori semi-democratici, cominciò a riunirsi in un Palazzo per discutere e prendere decisioni politiche e governative per il bene della città; questo Palazzo dominava proprio la maestosa Piazza del Campo, permettendo così una posizione di grande importanza per quel governo originale e capace di portare Siena al suo splendore economico e culturale.

Si tratta di quello che poi fu denominato Palazzo Pubblico, ancora oggi sede dell’amministrazione comunale. È un edificio che si erge in tutta la sua maestosità e bellezza, un vero gioiello della sua meravigliosa città. Sulla facciata notiamo una corona con nove merli guelfi, uno per ogni governatore della Repubblica, e sopra ogni porta e finestra è presente la “Balzana”, lo stemma bianco e nero di Siena, mentre al centro dell’edificio un grande rosone mostra il monogramma di Cristo, simbolo di san Bernardino.

Accanto al Palazzo svetta l’altissima Torre del Mangia, il campanile, che prende nome dal suo primo guardiano soprannominato Mangiaguadagni, poiché dissipava il suo denaro nel cibo.

Ilaria in piazza del Campo si accinge a entrare nel Palazzo Pubblico
Ilaria in piazza del Campo davanti a Palazzo Pubblico

Palazzo Pubblico è sede anche del Museo Civico di Siena. Al suo interno, infatti, si susseguono importantissime sale che ospitano dei veri capolavori della storia dell’arte italiana. Cominciamo con le prime quattro sale che costituiscono la Quadreria: vediamo opere di Joseph Roos, Filippo Napoletano, le sinopie degli affreschi realizzati dal Sodoma per la Cappella di Piazza del Campo e dipinti di Rutilio Manetti, come l’Adorazione dei Magi, il San Girolamo e una Epifania.

Da qui si accede alla Sala del Risorgimento, dove sono affrescati episodi della vita di Vittorio Emanuele II; ci troviamo successivamente nella Sala della Balia, chiamata così perché ospitava la magistratura della Balia, che eseguiva le decisioni prese dal governo. Sulle volte Martino Bartolomeo raffigurò le sedici Virtù, mentre sulle pareti Spinello Aretino rappresentò le Storie di Alessandro III, il papa senese che si scontrò più volte con Federico Barbarossa.

Nella Sala del Concistoro domina il ciclo delle Virtù Pubbliche eseguito da Domenico Beccafumi. Entriamo poi in una delle più importanti sale del Palazzo: la Sala del Mappamondo, il cui nome deriva dal perduto mappamondo girevole dipinto da Ambrogio Lorenzetti, che rappresentava l’antico territorio della Repubblica. Qui ammiriamo subito un capolavoro come la Maestà di Simone Martini: la Vergine è seduta al centro su un trono e circondata da angeli che la pregano di proteggere la sua antica città (Siena ha una devozione speciale per la Madonna e ogni volta il Palio è dedicato a lei), mentre lei li rassicura dicendo loro che lo farà a patto che i più forti non schiaccino i più deboli. Sulla parete opposta vediamo invece il ritratto equestre di Guidoriccio da Fogliano all’assedio di Montemassi, celebrazione del successo della politica espansionistica di Siena in quegli anni. L’affresco, affiancato dal sant'Ansano e dal san Vittore del Sodoma, è stato per lungo tempo al centro di un dibattito sulla paternità di Simone Martini e su questo argomento abbiamo dedicato in precedenza uno speciale sul nostro incontro con lo studioso americano Gordon Moran, che ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio di questo affresco. Da leggere!

Infine arriviamo nella Sala dei Nove, dove i governatori ricevevano i loro ospiti con la chiara intenzione di voler immediatamente esprimere gli ideali a cui si ispiravano nel loro agire. Furono proprio i Nove che commissionarono ad Ambrogio Lorenzetti la decorazione della sala. Ambrogio affrescò quindi le due Allegorie del Buono e del Cattivo Governo, in cui la città e il paesaggio erano immediatamente identificabili con Siena. L’Allegoria del Buon Governo mostra varie attività in fermento e la città cresce sotto gli occhi della “securitas”; i poteri del governo, rappresentato da un uomo vecchio e saggio vestito di bianco e nero, e i poteri della giustizia, rappresentata con la sua simbolica bilancia, devono essere separati. Al centro dell’Allegoria una donna vestita di bianco e sdraiata su un’armatura è il simbolo universale della Pace scelto dall’UNESCO. In modo opposto l’Allegoria del Cattivo Governo mostra la tirannia, rappresentata dal tiranno, simile a un diavolo, che ha eliminato la giustizia, posta ai suoi piedi nuda. Qui dominano violenza e morte e nessun’altra attività è presente se non quella del fabbro che costruisce le armi.

Un bellissimo museo che racchiude la storia e le vicissitudini di questa splendida città attraverso alcuni magnifici capolavori della storia dell’arte di tutti i tempi.



Informazioni utili



Il Museo Civico di Palazzo Pubblico si trova a Siena in Piazza del Campo, nel cuore della città e in una zona ovviamente chiusa al traffico privato. Dato che i parcheggi più vicini al centro sono tutti a pagamento (e sono anche piuttosto costosi), noi consigliamo di raggiungere Siena con i mezzi pubblici. In alternativa, i parcheggi più agevoli per raggiungere il centro sono quello di via Baldassarre Peruzzi e quello dello stadio (gli altri sono un po' più distanti). Alcuni di questi parcheggi sono comunque dotati di impianti di risalita che vi porteranno senza sforzi nel centro storico (che sorge su un colle). Per chi arriva in treno, sono numerosi gli autobus in grado di portarvi al centro storico. I più "atletici" riusciranno comunque a raggiungere via Montanini (dove inizia la parte più viva del centro storico) anche a piedi, con una passeggiata di circa un quarto d'ora (anche se tutta in salita!). Da lì, piazza del Campo dista circa altri dieci minuti a piedi (ma stavolta senza salite e discese!). Per info su orari e biglietti, potete consultare il sito ufficiale del museo che si trova su quello del Comune: oltre alle info troverete anche le descrizioni delle singole sale nonché alcune immagini e i pdf dei depliant da scaricare.


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Ilaria Baratta








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