Due nuove acquisizioni arricchiscono la Pinacoteca del Divisionismo di Tortona


La Pinacoteca Divisionismo di Tortona amplia la propria collezione con due dipinti di Rubaldo Merello e Matteo Olivero, figure appartate ma centrali del Divisionismo italiano, rafforzando il racconto di una stagione artistica complessa e plurale nel venticinquesimo anniversario dell’istituzione.

La Pinacoteca Divisionismo Tortona prosegue il proprio percorso di crescita e valorizzazione della collezione permanente con due nuove acquisizioni che rafforzano il racconto del Divisionismo italiano nelle sue molteplici declinazioni. Entrano infatti a far parte delle raccolte il dipinto Fienile del 1898 di Rubaldo Merello (Isolato Valtellina, 1872 – Santa Margherita Ligure, 1922) e E maledice al giorno che rimena il servaggio, realizzato tra il 1904 e il 1905 da Matteo Olivero (Acceglio, 1879 – Saluzzo, 1832).

Si tratta di opere firmate da due artisti già presenti nel percorso espositivo, che consentono di approfondire ulteriormente il profilo di protagonisti spesso considerati marginali ma fondamentali per la comprensione del movimento. L’ingresso delle due opere avviene in un anno particolarmente rilevante per l’istituzione tortonese, che nel 2026 celebra il venticinquesimo anniversario dalla sua apertura. Un traguardo che conferma la vocazione della Pinacoteca a un costante ampliamento della collezione, affiancato a una lettura critica attenta ai diversi percorsi individuali sviluppatisi all’interno del Divisionismo.

Matteo Olivero, E maledice al giorno che rimena il servaggio (1904 -1905; olio su tela, 89 × 97 cm)
Matteo Olivero, E maledice al giorno che rimena il servaggio (1904 -1905; olio su tela, 89 × 97 cm)
Rubaldo Merello, Fienile (1898; olio su cartone, 60,5 × 44 cm)
Rubaldo Merello, Fienile (1898; olio su cartone, 60,5 × 44 cm)

Fienile di Rubaldo Merello documenta una fase centrale della sua ricerca pittorica. La composizione è costruita attraverso una materia pittorica densa e avvolgente, organizzata in un intreccio di andamenti curvilinei e modulati che restituiscono l’immagine di una natura rigogliosa e pulsante. Il rapporto tra visione e paesaggio si risolve in una forte identificazione emotiva, sostenuta da un colore pastoso e da un gesto pittorico carico di tensione espressiva. L’opera anticipa il progressivo avvicinamento dell’artista a una libertà formale sempre più autonoma, che troverà pieno compimento dopo il trasferimento a Ruta di Camogli nel 1904 e nella successiva dedizione al paesaggio costiero ligure. Il dipinto si affianca a Paesaggio. Studio del 1907, già conservato in Pinacoteca, rafforzando la lettura di un Divisionismo rielaborato in chiave lirica e personale, caratterizzato da esiti cromatici di forte intensità.

Di particolare rilievo risulta anche l’acquisizione di E maledice al giorno che rimena il servaggio di Matteo Olivero. L’opera rappresenta un momento cruciale del percorso dell’artista piemontese, quando il linguaggio divisionista viene impiegato per affrontare temi di cronaca sociale. Presentata alla VI Biennale di Venezia del 1905, la tela deve il proprio titolo a un verso dell’ode All’Aurora di Giosuè Carducci, scelta letteraria rara all’interno della produzione di Olivero. In quegli anni il pittore era impegnato nello studio della luce delle prime ore del giorno e, allo stesso tempo, mostrava una forte sensibilità verso le tensioni sociali del suo tempo. La composizione si inserisce in un dialogo ideale con Giuseppe Pellizza, con il quale Olivero intratteneva un intenso scambio epistolare, riconoscendone l’autorevolezza e il ruolo di riferimento. Osservazione del vero, attenzione alle istanze civili e ricerca luministica convivono nell’opera, che assume un valore centrale per comprendere l’evoluzione dell’artista. Le nuove opere si inseriscono nel percorso permanente della Pinacoteca, che fino al 15 febbraio 2026 ospita anche il focus Il giovane Pellizza. Accademie, maestri e prime esperienze: 1883–1890, dedicato agli anni formativi di Giuseppe Pellizza attraverso dipinti raramente esposti.




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