Michelangelo torna in vita e potete chattare con lui: il progetto d'intelligenza artificiale


L’Opera di Santa Maria del Fiore riporta in vita Michelangelo e vi permette di chattare con lui: un progetto di intelligenza artificiale vi permette infatti di rivolgergli domande e conoscere informazioni sulla sua arte. 

A Firenze, l’Opera di Santa Maria del Fiore riporta “in vita”... il grande Michelangelo Buonarroti. Potere dell’intelligenza artificiale: l’Opera di Santa Maria del Fiore e l’azienda Querlo - Customized Artificial Intelligence Solutions di New York hanno infatti realizzato un Michelangelo virtuale utilizzando questa tecnologia.

Il progetto si chiama MICHELANGELO AI e nasce come strumento educativo per far conoscere l’arte, la vita e il pensiero del grande artista: il Michelangelo “virtuale” è infatti disposto a rispondere alle domande del pubblico, e allo stesso tempo imparerà dalle conversazioni sviluppando costantemente il suo bagaglio di conoscenze. I contenuti di MICHELANGELO AI sono stati curati da uno staff di storici dell’arte dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze guidati da Timothy Verdon, direttore del Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

L’Opera di Santa Maria del Fiore commissionò a Michelangelo due delle sue opere più famose (il David e il San Matteo), e conserva nel suo Museo a Firenze una delle tre Pietà realizzate dall’artista, ovvero la Pietà Bandini, attualmente in corso di restauro. MICHELANGELO AI pertanto ha anche lo scopo di far conoscere i monumenti dell’Opera di Santa Maria del Fiore (Cattedrale di Firenze, Cupola del Brunelleschi, Campanile di Giotto, Cripta di Santa Reparata e Battistero) e coinvolgere le persone nelle iniziative di restauro, tra cui, in futuro, quello dei mosaici del XIII secolo della Cupola del Battistero.

Il Michelangelo creato dall’Opera di Santa Maria del Fiore e Querlo è un Michelangelo “fiorentino”, che guarda alla sua vita e insiste sull’importanza che hanno avuto per lui le prime esperienze di arte, di pensiero, di spiritualità, tutte risalenti agli anni formativi a Firenze. Cita Donatello, l’artista del passato che egli più ammirava, Ghiberti e Luca della Robbia e ricorda che le sue prime commissioni pubbliche importanti furono per il Duomo, dove anche questi altri avevano lavorato. Per conoscerlo e fargli domande (per ora in inglese) si può andare sul sito dell’Opera del Duomo o sul sito di Querlo e cominciare a... chattare con Michelangelo (si svolge tutto in forma scritta).

L’idea di MICHELANGELO AI è nato durante questo periodo segnato dalla pandemia da Covid-19. “Le restrizioni globali”, afferma Timothy Verdon, “hanno avuto un impatto devastante, impedendo alle persone di poter visitare città preziose come la Firenze di Michelangelo. Riportare in vita Michelangelo riduce questo divario, permettendo a visitatori virtuali di avvicinare uno dei grandi spiriti della nostra civiltà, di dialogare di arte e di vita con lui, di scoprire attraverso lui un equilibrio diverso, al contempo antico e, per i nostri contemporanei, nuovo”.

“Questo è un sogno che si avvera”, dichiara Francesco Rulli, amministratore delegato di Querlo LLC. “Sfruttando il potere dell’intelligenza artificiale personalizzata, siamo in grado di catturare lo ’spirito’ di Michelangelo, offrendo la possibilità a tutti di interagire personalmente con quest’antico maestro e far conoscere e contribuire alle attività di restauro del patrimonio dell’Opera di Santa Maria del Fiore”.

Michelangelo torna in vita e potete chattare con lui: il progetto d'intelligenza artificiale
Michelangelo torna in vita e potete chattare con lui: il progetto d'intelligenza artificiale


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