Il Museo Van Gogh di Amsterdam si arricchisce della prima natura morta di Odilon Redon


La prima natura morta di Odilon Redon è entrata ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato dei Paesi Bassi ed è stata destinata al Museo Van Gogh di Amsterdam.

Il dipinto Fiori in una piccola tazza di porcellana cinese (1884) di Odilon Redon entra ufficialmente a far parte del patrimonio dello Stato dei Paesi Bassi ed è stato destinato al Museo Van Gogh di Amsterdam.

Si tratta della prima natura morta dell’artista, un piccolo olio su tavola (27 x 15,5 cm) caratterizzato da una composizione essenziale, che fa ipotizzare una realizzazione di carattere personale, non legata a committenze. Redon costruisce l’immagine con pochissimi soggetti: una tazza di porcellana cinese che accoglie un mazzo di fiori di color rosso intenso, su un fondo neutro, in un’atmosfera sospesa e meditativa.

L’opera apparteneva alla celebre collezione di Andries Bonger (1861–1936), uno dei più importanti collezionisti di opere di Redon che aveva stretti legami con la famiglia Van Gogh: era fratello di Jo van Gogh-Bonger, moglie di Theo. Bonger acquistò il dipinto direttamente dall’artista nel 1902, inserendolo nella propria raccolta.

Odilon Redon, Fiori in una piccola tazza di porcellana cinese (1884; olio su tavola, 27 x 15,5 cm; Amsterdam, Museo Van Gogh)
Odilon Redon, Fiori in una piccola tazza di porcellana cinese (1884; olio su tavola, 27 x 15,5 cm; Amsterdam, Museo Van Gogh)

Dopo una lunga permanenza in ambito privato, il quadro è stato trasferito allo Stato dei Paesi Bassi e collocato al Museo Van Gogh, contribuendo così al progressivo recupero dell’originaria collezione Bonger. Già nel 1996, infatti, oltre cento opere provenienti dal suo lascito, tra dipinti, pastelli e disegni, in gran parte di Redon, erano entrate nelle collezioni pubbliche ed erano state destinate al museo di Amsterdam.

Sebbene le composizioni floreali occupino un ruolo centrale nella produzione matura di Redon, questo dipinto appartiene a una fase molto precoce della sua attività, quando l’artista era ancora legato a una ricerca visiva dominata da atmosfere scure e tonalità monocrome. Proprio per questo il dipinto rappresenta una testimonianza rara delle sue prime sperimentazioni pittoriche. Fino ad oggi, infatti, la collezione del Museo Van Gogh conservava esclusivamente nature morte floreali successive al 1900. Quest’opera restituisce invece un’immagine più intima e personale dell’artista, anticipando la sensibilità poetica che caratterizzerà le sue successive composizioni floreali, più luminose e cromaticamente ricche.

È infine disponibile in formato digitale il catalogo delle trentasei opere di Odilon Redon appartenute alla Collezione Andries Bonger, affiancate a lavori coevi di Vincent van Gogh. Il volume, curato da Fleur Roos Rosa de Carvalho nel 2022, è oggi consultabile online in versione integrale.




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