Il Museo dell'Arte Salvata avrà sede a Roma. Sarà luogo sicuro e di passaggio per le opere recuperate


Nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano nascerà il Museo dell’Arte Salvata. Farà quindi parte del Museo Nazionale Romano. 

Nascerà a Roma il Museo dell’Arte Salvata, che avrà sede nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano. Il museo, la cui costituzione era stata annunciata dal ministro della Cultura Dario Franceschini poche settimane fa, farà quindi parte del Museo Nazionale Romano, e racconterà il salvataggio dell’arte nelle sue diverse forme. Sarà un luogo dove le opere d’arte trafugate, disperse, vendute o esportate illegalmente potranno transitare ed essere esposte al pubblico per un periodo di tempo limitato, e poi riportate a casa nei loro musei di appartenenza. Le restituzioni dovute alla diplomazia culturale o a seguito delle indagini del Comando Carabinieri TPC e del lavoro dei Caschi blu della cultura, il ritrovamento tra le macerie dei terremoti e in seguito agli interventi in caso di calamità naturali e conflitti, i salvataggi grazie ai grandi restauri, i recuperi fortuiti di antichità o dovuti agli scavi di emergenza per lavori pubblici e privati, i capolavori restaurati dall’Istituto Centrale per il Restauro (ICR): saranno tutte queste opere d’arte a trovare nel Museo dell’Arte Salvata un luogo sicuro dove essere esposte per un periodo.

“Opere d’arte trafugate, reperti archeologici dispersi, venduti o esportati illegalmente: si tratta di una perdita significativa per il patrimonio culturale di un paese, espressione della sua memoria storica e dei valori collettivi, nonché dell’identità di un popolo”, ha dichiarato Dario Franceschini. “Tutelare e valorizzare queste ricchezze è un dovere istituzionale, ma anche un impegno morale: è necessario assumersi questa responsabilità nei confronti delle generazioni future, affinché possano conservare, con queste testimonianze, quel valore identitario che permette di riconoscersi in una storia culturale comune”. "Un museo permanente con una collezione che ruota, in cui transiteranno le opere d’arte recuperate prima di essere restituite ai loro luoghi e musei di appartenenza“, ha concluso il ministro. ”Si tratta di un luogo di particolare importanza a Roma. Se c’è un settore nel quale il nostro paese è riconosciuto come una realtà di assoluta eccellenza a livello internazionale è proprio quello della tutela e del contrasto illecito delle opere d’arte e questo grazie anche allo straordinario impegno dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale che non smetterò mai di ringraziare perché non solo fanno bene al recupero delle opere d’arte, ma anche all’immagine del paese. Con il Comune di Roma stiamo ragionando su un progetto molto ambizioso che permetterà di collegare il Museo dell’Arte Salvata alle Terme di Diocleziano e avere un’isola della cultura vicino alla stazione Termini, dove passano milioni di turisti e viaggiatori".

“Siamo lieti di accogliere, in seno al Museo Nazionale Romano, il Museo dell’Arte Salvata che nasce per volontà del ministro Dario Franceschini e con l’impegno congiunto della Direzione generale Musei”, ha aggiunto Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano. “Siamo entusiasti pure di questa prima esposizione che si è potuta realizzare grazie al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e del loro operato fondamentale per il paese e soprattutto per le opere d’arte. Auspico che il nuovo museo accolga grandi progetti di mostre, fungendo da una parte da ’porto sicuro’, per quelle opere che da qui ripartiranno per una collocazione definitiva, lontano da tutto ciò che può arrecar loro danno; dall’altra da ’setaccio’, a separare per poi ricollocare al giusto posto, le stesse che saranno sottoposte a indagini per verificarne il grado di autenticità e provenienza: tutto questo per coglierne appieno l’importanza archeologica, storica e artistica dei tesori ritrovati ed esposti per la prima volta al pubblico al Museo Nazionale Romano, nel Museo dell’Arte Salvata”.

L’allestimento del nuovo museo, composto da teche e pannelli modulabili, permetterà ogni volta di cambiare la disposizione all’interno dell’Aula che diventerà uno spazio espositivo adatto per accogliere nuovi tesori rendendoli visibili al grande pubblico. Mentre i pezzi esposti saranno collocati nei musei di pertinenza, nuove opere recuperate saranno esposte al fine di rendere continuo l’aggiornamento sul magistrale lavoro di recupero costantemente in corso.

In occasione dell’apertura del museo, saranno esposti i recenti ritrovamenti compiuti nelle attività di contrasto al traffico illecito di beni culturali svolta dal Reparto Operativo TPC. L’esposizione si basa sugli oggetti che il Reparto Operativo TPC ha fatto rientrare dagli Stati Uniti d’America in un arco temporale compreso tra il dicembre 2021 e la scorsa settimana: un corpus imponente di opere con numerosi pezzi di archeologia di varie civiltà. Reperti che risalgono a diverse attività investigative condotte dai Carabinieri dell’Arte in collaborazione con le Autorità statunitensi, sequestrati presso direzioni museali, case d’asta e collezioni private in varie località d’oltreoceano.

Al termine dell’esposizione temporanea, le opere saranno collocate tra il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il Museo Nazionale Archeologico Cerite all’interno del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e nello stesso Museo Nazionale Romano.

Tra le opere esposte spiccano i reperti più antichi che risalgono all’epoca orientalizzante (VII secolo a.C.): provengono soprattutto dall’Etruria meridionale ma anche dal Lazio, come la Giara (pithos) in ceramica d’impasto rosso sovradipinto in bianco di produzione etrusca (Cerveteri) con scena mitologica dell’accecamento di Polifemo e animali del terzo quarto del VII secolo a.C. e il Cratere cerimoniale con quattro anse sormontate da coppette in ceramica d’impasto rosso sovradipinto in bianco di produzione nord laziale (Crustumerium) con uccelli acquatici (VII secolo a.C.). Alla seconda metà dal VI secolo a.C. risalgono le anfore con scene figurate: alcune sono attiche e illustrano l’evoluzione stilistica di questo periodo, altre sono etrusche e coprono lo stesso arco cronologico come l’Anforetta etrusca a figure nere con guerrieri affrontati sulla pancia e occhioni sulla spalla (fine del VI secolo a.C.)

Le necropoli etrusche hanno restituito una vasta quantità di ceramiche del VI e del V secolo a.C. Forse provengono dall’Etruria gli esemplari recuperati dal Comando TPC negli Stati Uniti, anche se le origini precise sono sconosciute, come per l’opera esposta Coppa (kylix) attica a figure rosse con Dioniso (all’interno) e satiri con menadi (all’esterno) di inizio V secolo a.C. Tra la seconda metà del V e la prima metà del IV secolo a.C. si sviluppano in Magna Grecia delle produzioni a vernice nera e figure rosse: in mostra il Cratere a forma di calderone (lebes) con scena di banchetto (symposion) con il gioco del kottabos e il Piatto con due anse a figure rosse sovradipinte con maschera centrale sovradipinta e scena di guerra tra Greci e Amazzone della seconda metà del IV secolo a.C., entrambi di produzione apula. Da una grande stipe votiva, in un santuario non identificato dell’Etruria meridionale o del Lazio, proviene la Testa votiva in terracotta di produzione etrusco-laziale del IV secolo a.C., sulla quale si osservano alcune tracce di policromia che fanno rivivere i volti antichi.

Gli oggetti saranno in mostra a partire dal 16 giugno fino al 15 ottobre 2022 e per l’occasione la sede museale sarà aperta al pubblico dal martedì alla domenica, dalle ore 11 alle 18.

Il Museo dell'Arte Salvata avrà sede a Roma. Sarà luogo sicuro e di passaggio per le opere recuperate
Il Museo dell'Arte Salvata avrà sede a Roma. Sarà luogo sicuro e di passaggio per le opere recuperate


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