100 opere dai depositi dei grandi musei tornano nei loro territori: il nuovo progetto del MiC


Il Ministero della Cultura ha lanciato il progetto “Cento opere tornano a casa”, fortemente voluto dal ministro Dario Franceschini: cento opere dei depositi dei grandi musei statali lasciano le loro sedi e tornano nei territori per cui furono realizzate.

Il Ministero della Cultura ha lanciato, nella giornata di sabato 11 dicembre, un nuovo progetto per portare l’arte fuori dai grandi centri: si tratta di Cento opere tornano a casa, un’iniziativa grazie alla quale cento opere custodite nei depositi di quattordici tra i musei più importanti d’Italia (i primi dieci coinvolti nel progetto sono gli Uffizi, i Musei Reali di Torino, la Galleria Borghese di Roma, le Gallerie Nazionali Barberini Corsini di Roma, la Pinacoteca di Brera, il Museo Nazionale Romano, il Castello di Racconigi, il Parco Archeologico di Ostia, il Museo Nazionale di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli), tornano nei territori di provenienza, per i quali erano state concepite, e dove dunque ritroveranno visibilità. L’iniziativa è fortemente voluta dal ministro Dario Franceschini e nasce con lo scopo di promuovere e valorizzare il patrimonio storico artistico e archeologico italiano conservato nei depositi dei luoghi d’arte statali.

Il punto di partenza del progetto è stata la banca dati, elaborata fin dal 2015 dalla Direzione Generale Musei, composta da 3.652 opere provenienti dai depositi di oltre 90 musei statali. La selezione delle opere e dei luoghi della cultura, curata dalla Direzione Generale Musei insieme alle direttrici e ai direttori dei musei, ha tenuto conto di valutazioni e richieste provenienti dalle realtà periferiche. La scelta è avvenuta in base a tre criteri: opere provenienti da chiese o palazzi situati in altri territori e nel tempo confluite nei principali musei italiani, dipinti o sculture che in questo modo compiono un “ritorno a casa” nei luoghi per i quali sono stati realizzati; opere che integrano le collezioni del museo destinatario; opere che, inserite nelle collezioni di destinazione, danno vita ad accostamenti interessanti e favoriscono l’apertura dei musei verso nuovi pubblici. Grazie al progetto, numerose opere sono state restaurate e alcuni spazi museali sono stati ripensati per accoglierle.

Già stilato l’elenco delle prime partenze. Per il 2021 ci saranno cinque quadri che partiranno dalla Pinacoteca di Brera e arriveranno alla Galleria Nazionale di Urbino (si tratta di opere portate a Milano durante le requisizioni napoleoniche del 1811): la Madonna con il Bambino in gloria e i santi Giovanni Battista e Francesco di Federico Barocci (proveniente dalla chiesa di San Giovanni Battista dei Cappuccini a Fossombrone), l’Ecce Homo di Federico Barocci (proveniente dall’Oratorio dei disciplinati di Urbino); la Madonna con il Bambino e i santi Agostino e Maddalena e angeli del Pomarancio (proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino a Fermo), la Madonna con il Bambino in gloria e i santi Barbara e Terenzio di Simone Cantarini (proveniente dalla chiesa dei Santi Cassiano ed Eracliano a Pesaro), il Gesù Bambino che appare a sant’Antonio da Padova di Simone Cantarini (proveniente dalla chiesa di San Francesco a Cagli). Ancora, l’Allegoria di Trieste di Annibale Strata, donata dai triestini a Vittorio Emanuele II nel 1861, lascerà i Musei Reali di Torino e raggiungerà il Castello di Miramare a Trieste; il Ritratto di Carlo V di Tiziano Vecellio andrà dagli Uffizi a Palazzo Besta a Teglio; due quadri di Salvator Rosa, il Paesaggio con figure e i Giocatori di carte, lasceranno le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Roma per il Museo Nazionale di Matera; il Gladiatore che decorava la peschiera di Villa Giustiniani, oggi al Parco Archeologico di Ostia Antica, tornerà a Villa Giustiniani; una testata di trave bronzea dagli arredi della nave di Caligola lascerà il Museo Nazionale Romano e andrà al Museo delle Navi Romane di Nemi, mentre la Cista Prenestina andrà dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli al Museo Archeologico di Palestrina.

E sempre da Brera, nel 2022 un San Bruno in preghiera di Carlo Bononi arriverà alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Nella città emiliana arriveranno, sempre nel 2022, tre opere di Benvenuto Tisi detto il Garofalo: una Crocifissione con la Vergine, la Maddalena e i santi Giovanni e Vito (da Brera), e una Pesca miracolosa e un Noli me tangere (dalla Galleria Borghese di Roma). Da Brera al Museo Nazionale di Ravenna arriverà, sempre nel 2022, un San Giovanni Evangelista che appare a Galla Placidia di Niccolò Rondinelli, e sei tavole seicentesche di Johann Basilius Grundmann lasceranno il Museo Nazionale di Capodimonte e approderanno al Museo Nazionale di Matera.

La valorizzazione del progetto prevede anche la collaborazione con la Rai che, attraverso Rai Doc, realizzerà un nuovo format, composto da un documentario breve e una serie di tredici episodi in presa diretta che saranno trasmessi dalle reti generaliste. Verranno raccontati la restituzione e il restauro delle opere d’arte partendo dai musei delle grandi città italiane, dai depositi dove l’opera è stata custodita e dai laboratori dove le sapienti mani dei restauratori l’hanno riportata a nuova vita. I direttori dei musei di provenienza e di quelli riceventi, i restauratori, gli storici dell’arte e gli esperti spiegheranno agli spettatori la storia dell’opera e le ragioni per cui è finita lontano dai luoghi che l’hanno vista nascere, offrendo anche spunti sulle attività dei professionisti dei beni culturali. Il format seguirà il viaggio delle opere d’arte che, una volta messe in sicurezza, saranno trasportate a bordo di pulmini speciali brandizzati con il logo 100 opere tornano a casa, per raggiungere il museo che le accoglierà. Questo percorso, ripreso anche con i droni, diventa l’occasione per raccontare la diversità dei territori e dei luoghi d’Italia, per scoprire meglio le radici, la cornice storica, geografica, il paesaggio che ha ispirato gli artisti.

“Questo progetto”, afferma Dario Franceschini, “restituisce nuova vita a opere d’arte di fatto poco visibili, di artisti più o meno conosciuti, e promuove i musei più piccoli, periferici e meno frequentati. Solo una parte delle opere dei musei statali è attualmente esposta: il resto è custodito nei depositi, da cui proviene la totalità dei dipinti e dei reperti coinvolti in questa iniziativa. Queste cento opere sono soltanto le prime di un progetto a lungo termine che mira a valorizzare l’immenso patrimonio culturale di proprietà dello Stato.Un obiettivo che sarà raggiunto anche attraverso un forte investimento nella digitalizzazione e nella definizione di nuove modalità di fruizione prevedendo nuove collaborazioni come la realizzazione di una serie di documentari insieme alla RAI, che ha anche il merito di rafforzare il legame tra il territorio e l’opera d’arte”.

100 opere dai depositi dei grandi musei tornano nei loro territori: il nuovo progetto del MiC
100 opere dai depositi dei grandi musei tornano nei loro territori: il nuovo progetto del MiC


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