I musei del territorio lanciano petizione a Franceschini: “Il MiBACT aiuti anche i musei non statali”


Una petizione rivolta al ministro dei beni culturali Dario Franceschini per chiedere al MiBACT di aiutare anche i musei non statali: la lanciano alcuni musei del territorio.

Una petizione per chiedere al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo di aiutare i musei non statali: l’hanno promossa Fondazione Musei Senesi, Musei di Maremma e Associazione Nazionale Case della Memoria, che si rivolgono al ministro Dario Franceschini con la richiesta di sostenere e rilanciare i musei non statali nella cosiddetta Fase 2 dell’emergenza Covid-19.

La petizione è il secondo momento di un percorso che i promotori hanno avviato lo scorso aprile lanciando un appello a Franceschini per chiedere di non dimenticare i musei del territorio, realtà piccole ma importanti per mantenere un ruolo attivo di presidio e diffusione della cultura. La petizione ha raccolto già 350 firme.

Tre sono le richieste che gli aderenti avanzano al ministro: l’individuazione di misure di sostegno concrete rivolte ai musei non statali; una maggiore incisività del valore di questi luoghi nelle campagne di promozione turistica; la valutazione circa l’estensione dell’esenzione dell’IVA da tutti i servizi museali, agevolazione fino adesso limitata alle sole attività didattiche e visite guidate.

“Con questo appello”, spiegano i promotori, “i musei non statali intendono ribadire il proprio ruolo come risorsa sociale, culturale, economica e turistica del paese e auspicano che in questa situazione vengano debitamente considerati nelle misure di sostegno e rilancio. I nostri musei, diffusi anche nei centri cosiddetti minori rappresentano, insieme agli istituti statali, la struttura portante e capillare dei luoghi di cultura italiani, attraverso una rete che unisce Nord, Centro e Sud in un tessuto straordinario che si unisce con le tradizioni e il paesaggio. Una rete nel complesso debole, che negli anni ha resistito tra mille difficoltà e che è oggi ancora più a rischio, anche in considerazione della crisi che si è abbattuta sugli enti locali che spesso ne sono titolari e ne sostengono i costi. Se questa rete si impoverisse ulteriormente, le comunità perderebbero i loro presidi di riferimento, le scuole una risorsa educativa, i giovani un’occasione professionale, e il turismo una leva di attrazione; tutti noi un motivo di orgoglio civico e identità collettiva. Ora basta poco per dare a questi musei e alle loro reti un colpo mortale, ma serve anche poco per dare invece un contributo determinante per la salvezza. Tutti i musei si stanno adoperando in queste settimane per la riapertura al pubblico, adottando le misure di sicurezza, con un incremento di spese al quale, temiamo, corrisponderà una diminuzione delle presenze dovuta alla mobilità e il distanziamento fisico”.

È possibile sottoscrivere la petizione firmandola direttamente sulla piattaforma Change.org oppure sui social media (Facebook e Instagram), delle tre organizzazioni promotrici: Fondazione Musei Senesi, Musei di Maremma e Associazione Nazionale Case della Memoria o ancora sul sito www.museidimaremma.it.

Nella foto: il Museo Etrusco di Vetulonia

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