Sicilia, a Centuripe aprono un nuovo museo e un importante sito archeologico preistorico


Grande fermento culturale a Centuripe, in Sicilia: aprono infatti un nuovo centro espositivo (inaugurerà con una mostra sulla grafica del Novecento, da Picasso a Kandinskij e altri), e per la prima volta sarà visitabile un importantissimo sito archeologico preistorico.

Punta sulla cultura la città siciliana di Centuripe: il nuovo sindaco Salvatore La Spina, eletto primo cittadino della cittadina in provincia di Enna dopo anni passati al lavoro nella cultura a Firenze, quest’estate inaugurerà, assieme all’assessore regionale ai beni culturali e all’identità siciliana Alberto Samonà, un nuovo centro espositivo, il primo di Centuripe. L’idea del sindaco è quella di far diventare il Centro Espositivo L’Antiquarium (questo il nome) uno dei fiori all’occhiello della nuova politica culturale del borgo oltre che un luogo di produzione artistica per le prossime generazioni. Lo spazio, storicamente uno dei più interessanti del territorio, è nel chiostro di un ex convento agostiniano, costruito nel Cinquecento, che nel corso dei secoli ha cambiato destinazione ed è stato anche, fino al 2000, sede dell’Antiquarium comunale.1

“Sono molto orgoglioso”, afferma La Spina, “non solo per aver dotato il paese di un centro espositivo comunale ma anche per aver inaugurato lo spazio con una mostra che permette da un lato di poter ammirare le opere grafiche dei più importanti artisti moderni ma anche di valorizzare il nostro territorio. Un progetto che mette in rete tanti attori da ogni parte d’Italia con i nostri giovani di Centuripe, ed è stato reso possibile grazie al supporto di tante aziende del nostro territorio che hanno creduto in noi. Mi auguro che questo sia solo l’inizio di una vera rinascita”.

L’idea nasce da una parte per inserire Centuripe nel circuito dei grandi centri espositivi siciliani, e dall’altra per valorizzare il patrimonio culturale. L’apertura è affidata a una mostra sulla grande grafica del Novecento: s’intitola Segni. Da Cézanne a Picasso, da Kandinskij a Miró, i maestri del ’900 europeo dialogano con le incisioni rupestri di Centuripe, è curata da Simona Bartolena, apre dal 4 luglio al 17 ottobre 2021 e si pone l’obiettivo quello di mettere in relazione i maestri del Novecento con le importanti testimonianze storiche ed antropologiche del territorio, in particolare con il sito archeologico Riparo Cassataro, fino ad ora sconosciuto, che viene mostrato per la prima volta al mondo, e che custodisce le uniche testimonianze in Sicilia sud-orientale di pitture rupestri risalenti al periodo preistorico, fonte di ispirazione per molti artisti presenti alla mostra.

Le opere esposte all’Antiquarium sono 85, tutte originali (alcune molto rare, quando non uniche), propongono un percorso nell’opera dei Peintres-graveures (pittori-incisori, secondo la definizione di Ambroise Vollard) dalla fine dall’Ottocento al secondo dopoguerra, con l’intenzione di sottolineare il ruolo delle tecniche di stampa nell’evoluzione dei linguaggi, degli stili e delle modalità espressive dei movimenti avanguardistici europei del secolo scorso e dei loro esponenti. È una sorta di “riassunto” della storia dell’arte del primo Novecento europeo che inizia simbolicamente alla fine dell’Ottocento, con l’opera di personaggi chiave per gli sviluppi dell’arte nei decenni successivi (su tutti Paul Cézanne e Toulouse-Lautrec) per proseguire poi tra i vari movimenti d’avanguardia e i loro principali interpreti: da Picasso a Matisse, da Pechstein a Dix, da Kandinskij a Klee, da Miró a Giacometti, da Hartung a Dubuffet, da Vedova a Fontana. Una panoramica esaustiva della scena artistica europea di questo periodo storico, che testimonia, attraverso i fogli di alcuni autori del tempo, l’importanza della stampa d’arte come mezzo espressivo autonomo, uno strumento prezioso nella loro ricerca a cui affidare le sperimentazioni tecniche più ardite e importanti passaggi stilistici.

“In Italia, purtroppo, la stampa d’artista è ancora poco considerata dal grande pubblico”, sottolinea la curatrice Simona Bartolena. “Vittima di pregiudizi senza fondamento, l’opera grafica è poco raccontata. Le collezioni di molti musei internazionali, ad esempio quella del Moma di New York, vantano una sezione di opere a stampa di migliaia di esemplari, in dialogo con la pittura, la scultura, la fotografia, l’editoria e il design. Questa esposizione offre una straordinaria opportunità di seguire l’esempio internazionale e considerare l’opera grafica come una parte importante, talvolta fondamentale, della ricerca dei maestri del Novecento. La preferenza di una tecnica sulle altre, la scelta di un metodo di stampa, l’approccio stesso alla matrice da incidere e alla carta da imprimere rivelano sfumature interessantissime della ricerca di un artista o del linguaggio di un movimento, offrendo un punto di vista diverso da quello, più noto, della pittura e della scultura. La mostra è quindi uno splendido ”viaggio“ nella storia dell’arte del Novecento attraverso i suoi protagonisti, ma anche un’occasione per scoprire le tecniche e i processi di stampa e le loro peculiarità. Curarla è stato entusiasmante. Spero lo sarò anche visitarla!”.

Per Centuripe, la mostra Segni acquisisce, inoltre, un significato speciale, offrendo un ulteriore spunto di riflessione. I massimi protagonisti delle Avanguardie storiche di inizio Novecento si sono ispirati all’arte africana e primitiva, dando vita al fenomeno del cosiddetto Primitivismo. Le pitture rupestri preistoriche del Riparo Cassataro, eccezionale sito scoperto nel 1976, creano un inedito confronto con alcune delle opere esposte, su tutte il celebre Toro di Picasso. La relazione strettissima tra la ricerca di un nuovo codice estetico e i linguaggi primigeni di civiltà diverse e distanti nello spazio e nel tempo, emerge con chiarezza, suggerendo nuovi percorsi di lettura e motivi di approfondimento.

All’interno del Riparo Cassataro, anfratto roccioso costituito dall’accatastamento di enormi blocchi di arenaria, si individuano due serie di pitture: una più evidente in ocra rossa e l’altra più sbiadita di colorazione nera. Quest’ultima, più visibile in foto all’infrarosso, rappresenta un bue con lunghe corna e una figura antropomorfa che abbraccia un tamburello ed è ritenuta la più antica, databile al neolitico sia per lo stile sia per i ritrovamenti ceramici nei pressi della rocca.

La scena in ocra rossa sembrerebbe appartenere a un periodo più tardo, con buona probabilità all’età del bronzo. Si individuano una serie di figure antropomorfe, da sinistra verso destra, con un grado di semplificazione e astrazione crescente. Le figure prima provviste di arti vengono poi semplicemente raffigurate come dei quadrati smussati muniti di testa all’interno. La curiosa forma sembra dovuta ad una stilizzazione di persone oranti o in festa con le braccia alzate. Le figure antropomorfe si distribuiscono attorno ad un grande disegno centrale che ne costituisce il fulcro, molto complesso che al momento non ha fornito elementi chiari di decifrazione. Potrebbe rappresentare una grande costruzione, forse una capanna/sacello oppure una figura importante come una divinità o una persona di rilievo della comunità. Il disegno ha alcuni tratti in comune con le figure stilizzate antropomorfe ma presenta una maggiore ricchezza e complessità dovuta anche ad una struttura a reticolo che potrebbe rappresentare le maglie di una veste. Nel riparo si distingue una parte del basamento dove è evidente una numerosa serie di coppelle scavate di probabile utilizzo cultuale. Il Riparo Cassataro, custodito all’interno di una proprietà privata, sarà eccezionalmente visibile per la prima volta durante l’intera durata della mostra, previa prenotazione.

La mostra, patrocinata dall’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana e dal Comune di Centuripe, nasce da un progetto di Enrico Sesana, è prodotta da Vidi Cultural srl ed è realizzata grazie al contributo dell’Ars (Assemblea Regionale Siciliana), dalla sponsorizzazione di LuxEsco e di Barbera International, e dal supporto di Verzì Caffè e del Consorzio Utenza Acqua “Aragona”.

Nella foto: il Riparo Cassataro

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