Torino, ambulatori medici in luoghi della cultura per ridurre lo stress dell'attesa


La visita medica in luoghi della cultura. Al via a Torino il progetto sperimentale Cultura di Base che porta ambulatori di medici di medicina generale della città in musei, biblioteche e poli culturali per ridurre lo stress dell’attesa. 

Il Museo Egizio, il Museo dell’Automobile, il PAV Parco d’Arte Vivente, la Biblioteca civica Primo Levi e il Polo del ’900 a Torino trasformeranno alcuni dei loro spazi in ambulatori di medici di medicina generale della ASL Città di Torino. È stato infatti presentato questa mattina il progetto sperimentale Cultura di Base, nato da un’idea di Fondazione per l’architettura / Torino con Circolo del Design, ARTECO, ASL Città di Torino e Ordine dei Medici di Torino. Il progetto intende sperimentare l’apertura di ambulatori di una selezione di medici di medicina generale della ASL Città di Torino in luoghi di cultura, diffusi sul territorio cittadino, tra cui musei, biblioteche e poli culturali della città.

Cultura di Base rientra nei progetti pilota del Cultural Wellbeing Lab, promosso all’interno di Well Impact dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, percorso sperimentale intrapreso per individuare progetti, luoghi, linguaggi e relazioni culturali di prevenzione e cura, in linea con il principio della cultura come mezzo dell’umanizzazione dei luoghi di cura. La sperimentazione durerà circa sei mesi, da maggio a ottobre 2022, per poi passare alla fase di valutazione, che sarà resa pubblica all’inizio del 2023. I luoghi di cultura scelti nelle otto Circoscrizioni della città di Torino diventeranno sale d’attesa e di visita del medico e ospiteranno i pazienti, a dimostrazione che l’esperienza della visita medica in luoghi di cultura concorre a depotenziare lo stress dell’attesa, aumentando il benessere e il comfort psicofisico dei pazienti e dei curanti.

Cultura di Base intende dunque spostare l’esperienza dell’attesa e della visita ambulatoriale dai luoghi consueti per renderla parte di un percorso educativo-culturale sullo spazio architettonico, come componente di benessere psicofisico. Ai pazienti e ai medici coinvolti nel progetto si offre l’architettura come esperienza cinestetica e multisensoriale, in grado di generare emozioni e apprendimento profondi e quindi ingrediente del percorso stesso di cura.

Il progetto si concentrerà su Torino e in un primo momento censirà luoghi della cultura con le caratteristiche necessarie alla sperimentazione (qualità architettonica, potenziale emozionale, accessibilità, disponibilità di spazi e personale, assenza di barriere architettoniche), dislocati in zone differenti del territorio per selezionarne otto nelle otto Circoscrizioni.

Il progetto coinvolge i medici di medicina generale di Torino, i quali saranno coinvolti nella sperimentazione attraverso una procedura di evidenza pubblica. L’esperienza dell’architettura verrà aumentata grazie al contributo di progetto di uno user experience designer, coinvolto per mettere a punto un format esperienziale per pazienti e medici, partendo da bisogni reali e aspettative all’interno di modelli di riferimento comportamentali, interpretativi ed emotivi già esistenti nel vissuto del paziente e del medico.

Dall’analisi delle aspettative, dei rituali comportamentali della visita e del possibile discomfort legato alla delocalizzazione deriva la progettazione dell’esperienza. Medici e pazienti saranno guidati e accompagnati da un mix di soluzioni e supporti di comunicazione, di interpretazione di flussi e spazi e di soluzioni allestitive. Attraverso il confronto diretto con i medici e i pazienti coinvolti si valuterà l’impatto dell’esperienza sulla relazione medico-paziente, sull’alleanza di lavoro, sul benessere lavorativo e sulla realizzazione degli obiettivi di salute.

Torino, ambulatori medici in luoghi della cultura per ridurre lo stress dell'attesa
Torino, ambulatori medici in luoghi della cultura per ridurre lo stress dell'attesa


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