Venezia, aumentano i biglietti dei musei: Palazzo Ducale diventa un salasso da 35 euro


La Fondazione Musei Civici di Venezia aumenta i biglietti dei musei: dal 1° gennaio 2026, visitare Palazzo Ducale è diventato un salasso da 35 euro. Rincari anche in altri istituti della città.

Visitare Palazzo Ducale a Venezia, a partire da questo 2026 appena iniziato, sarà un salasso: non che prima il biglietto al sito più visitato della città fosse economico, ma da quest’anno la Fondazione Musei Civici di Venezia ha deciso per un aumento di 5 euro su molti dei suoi musei, con la conseguenza che il biglietto di Palazzo Ducale adesso costa ben 35 euro. Va detto che il titolo d’accesso consente di visitare anche il Museo Correr, il Museo Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana, ma occorre anche sottolineare che non è possibile acquistare biglietti separati, tranne che per il Museo Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca Marciana, che sono due siti del Ministero, di conseguenza appartengono a una gestione diversa e possono essere visitati a parte (con un intero di 8 euro, un ridotto da 2 come in tutti i musei statali, e un abbonamento annuale di 25 euro). In sostanza, il visitatore che fosse interessato soltanto a Palazzo Ducale o al Museo Correr, deve comunque munirsi del biglietto unico. L’unica possibilità per risparmiare qualcosa, se non si rientra nelle categorie che hanno diritto alla riduzione (che è rimasta inalterata: 15 euro), è procurarsi il biglietto online, però con un anticipo di almeno un mese sulla visita: 30 euro anziché 35 (anche sul biglietto acquistato in anticipo è stato introdotto l’aumento: prima infatti costava 25 euro).

Gli aumenti, come detto, riguardano tutti i musei civici: i Musei del Settecento Veneziano (Ca’ Rezzonico, Palazzo Mocenigo e Casa di Carlo Goldoni) dal 1° gennaio 2026 passano da 15 a 20 euro. I Musei del Moderno e del Contemporaneo (Ca’ Pesaro e Museo Fortuny) idem, da 15 a 20. I Musei delle Isole (Museo del Vetro a Murano e Museo del Merletto a Burano) aumentati addirittura di 8 euro: da 12 a 20. Ancora, il Museum Pass, che consente un ingresso a tutti i musei in un arco temporale di sei mesi, passa da 40 a 50 euro. Più fortunati i beneficiari del ridotto di Musei del Settecento e Musei Moderni: per loro una riduzione di 2 euro, da 12 a 10. Aumenta invece il ridotto dei Musei delle Isole (da 8 a 10) e il ridotto del Museum Pass (da 22 a 25).

Venezia, Palazzo Ducale. Foto: Pixabay
Venezia, Palazzo Ducale. Foto: Pixabay

La Fondazione Musei Civici di Venezia non ha dato comunicazione tramite note stampa o tramite social delle nuove tariffe: i visitatori se le sono trovate sul sito dei musei di punto in bianco. E inevitabilmente gli aumenti stanno già facendo discutere. “I continui rincari”, sottolinea l’associazione Mi Riconosci, “sono figli della turistificazione e dell’idea che il patrimonio culturale sia una merce da vendere solo al miglior offerente, uno su tutti al turista che visita Venezia una volta nella vita. Non dimentichiamo che nel 2021 la Fondazione Musei Civici di Venezia lasciò a casa tutti i dipendenti, interni e non, perché a Venezia ‘non c’erano turisti’, mentre la cultura veniva negata a chi la città la abitava. Il fatturato della Fondazione Musei Civici di Venezia è di 40 milioni, i dirigenti hanno stipendi da 150 mila euro l’anno, mentre chi continua a non vedere un euro in più sono le lavoratrici e i lavoratori esternalizzati, che non hanno nemmeno raggiunto un accordo per un integrativo all’indegno contratto Multiservizi, applicato da decenni dalla appaltatrice Coopculture. Le stesse persone che accolgono e aprono i musei civici tutto l’anno, compreso Natale e Capodanno, non hanno nemmeno la possibilità di vivere nella città in cui lavorano, perché non possono permettersi di pagare un affitto o di comprare casa, non solo a Venezia. Ma anche chi un affitto da capogiro è disposto a pagarlo, non lo troverà, perché ogni immobile viene adibito ad affittanza turistica, un morbo che si sta mangiando la città, una Venezia che si spopola sotto agli occhi del negazionismo più totale di chi la governa e dell’individualismo più bieco di chi lucra sottraendo un tetto a chi ne ha bisogno”.

Per il giornalista Leonardo Bison, che ha dato notizia dei rincari su Venezia Today, “sarà una scelta tariffaria destinata a far discutere, dato che solo poche settimane fa il personale in appalto aveva aperto uno stato di agitazione lamentando salari inadeguati al costo della vita. Il biglietto dei Musei di Piazza San Marco fino al 2012 era di 16 euro, l’aumento quindi (oltre il 100%) è stato ben più veloce di quello dei salari”.


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