Banksy è un grande artista? No, è solo l'ennesimo sottoprodotto del populismo estetico


Ogni volta che Banksy fa qualcosa, l'attenzione dei media e del pubblico sale come per pochissimi altri artisti. Ma Banksy è davvero un grande artista?

Gira da qualche tempo una mostra su Banksy che invita i visitatori a decidere se l’anonimo street artist di Bristol sia un genio o un vandalo: questa, almeno, la domanda che il titolo dell’esposizione rivolge al suo pubblico. Una domanda tanto manichea quanto retorica, ovviamente: il solo fatto che la mostra presenti Banksy come “uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea” e che, parole dell’organizzatore, “la mostra cerca di rivelare la profondità dello straordinario talento di Banksy”, non è certo un buon inizio per evitare di condizionare i visitatori sulla domanda di partenza. Il discorso vale per tutte le mostre su Banksy che furoreggiano negli ultimi tempi e che si diffondono a macchia d’olio in tutto il mondo (non si contano più, anche in Italia, le rassegne che gli vengono dedicate). Sempre lo stesso cliché: sbrodolate di serigrafie da collezioni private, manifesti con le solite due o tre icone (la bambina col palloncino o il Flower thrower) per accalappiare il pubblico, totale assenza d’opere d’altri artisti per garantire un minimo contesto, celebrazioni acritiche e prive di contraddittorio. E musei che, quando si parla di Banksy, spesso sospendono temporaneamente la loro missione, che se si parla d’arte contemporanea dovrebbe consistere nel leggere criticamente e ordinare le produzioni del presente (magari con un poco d’approccio scientifico), e al contrario fanno tutto quello che un museo non dovrebbe fare, ovvero si limitano ad assecondare il gusto imperante, a dare in pasto al pubblico quello che il pubblico vuole e s’aspetta, a unirsi al coro d’elogi sperticati che esaltano un simpatico vignettista diventato genio per acclamazione popolare.

Quello che però sfugge ai più è che la critica e la storia dell’arte non si fanno con l’applausometro, e che un qualsiasi fenomeno artistico dovrebbe esser studiato in relazione al suo contesto e a ciò che l’ha preceduto. Così, se si volesse per un attimo allargare lo sguardo e cercare di comprendere che cos’è realmente Banksy, allora qualche solida certezza potrebbe cominciare a vacillare. Gli innumerevoli estimatori di Banksy si mantengono su posizioni simili a quelle che Tomaso Montanari esprimeva in un articolo pubblicato sul Venerdì di Repubblica il 30 novembre del 2018: “al netto della nuvola di fake news che lo circonda, dei suoi ambigui rapporti con il mercato e della geniale regia del suo anonimato, è indubbio che Banksy sia un grande artista dei nostri giorni. Probabilmente il più capace di tradurre in immagini il desiderio di rivoluzione: il bisogno di rivoltare dalle fondamenta un mondo mostruosamente ingiusto”. Il clamoroso qui pro quo in cui cadono pressoché tutti coloro che ritengono Banksy uno dei più significativi artisti della contemporaneità sta nello scambiare per grandezza la sua estrema popolarità, sempre ammesso che ritenere Banksy un “grande artista” significhi intendere che abbia prodotto qualcosa di veramente innovativo o rivoluzionario, tale da consegnare il suo nome a quello della storia dell’arte, arrivando sino a includerlo già nei manuali per le scuole (come ha fatto Irene Baldriga nel suo Dentro l’arte). Se le parole di Montanari, dal “probabilmente” in poi, fossero utilizzate per la musica invece che per l’arte, sarebbero perfette per descrivere, per esempio, un cantante come Jovanotti: l’estrema vaghezza dell’affermazione e la mancanza d’un inquadramento, del resto, pertengono più all’ambito dell’ammirazione incondizionata del fan che al distacco del critico.

Il problema però è che, se nessuno si sognerebbe d’includere Jovanotti in un canone musicale che contempli anche Vivaldi, Robert Johnson e i Velvet Underground, per Banksy è perfettamente normale che venga impunemente accostato a Raffaello, a Rembrandt o a Warhol (solo per citare tre artisti a fianco dei quali lo street artist di Bristol è stato realmente esposto). Normale, e totalmente comprensibile: da parte dei musei, perché esporre opere di Banksy garantisce un ritorno di pubblico immediato e che non comporta un impegno gravoso (basta mettere insieme qualche multiplo). Da parte del pubblico e dei fan (inclusi quelli che scrivono sui giornali), perché se non hai mai visto un’opera di John Fekner, di Blek le Rat o di Nick Walker, se non hai mai sfogliato un numero di Frigidaire, se non hai mai messo piede in una fiera d’arte contemporanea, e se ti dimentichi per un attimo che l’Italia è il paese di Pietro Aretino e di Gabriele Galantara (ma va bene anche Daniele Luttazzi), allora anche Banksy ti sembrerà un gigante. Cosa che non succede con Jovanotti, perché se in pochi hanno visto un’opera di Blek le Rat, al contrario in molti avranno sentito parlare, anche solo per sentito dire, degli Area o dei Clash. Occorre però anche sottolineare che non s’accusa Banksy d’essere meno artista di altri solo perché il suo è un lavoro meramente epigonale (nel caso dovremmo cancellare forse la maggior parte della storia dell’arte), e neppure perché è un artista perennemente in ritardo (lo sberleffo alla regina Elisabetta vent’anni dopo i Sex Pistols, i Kissing Cops cinque anni dopo George Michael, le scimmie in Parlamento cent’anni dopo Gabriel von Max), visto che il ritardo nell’arte è del tutto legittimo e non è una colpa (anzi, a volte una rinfrescata è salutare, positiva e necessaria, e anche cent’anni dopo von Max le scimmie possono ancora dir qualcosa). Piuttosto, Banksy è un “buffone noioso e culturalmente irrilevante”, come lo ha definito Jason Farago sul New York Times, non solo perché la sua denuncia sociale è poco credibile (di questo lo accusava Farago, contrapponendo al suo esempio quello di Maurizio Cattelan che con la sua banana ha criticato il sistema dall’interno: si pensi solo alla pagliacciata della tela di Banksy distrutta da Sotheby’s), ma anche perché le sue opere sono estremamente banali. O “del tutto convenzionali”, se si vuol adoperare l’aggettivo che gli è stato affibbiato da Jerry Saltz.

Banksy esposto vicino a Rembrandt alla Staatsgalerie di Stoccarda
Banksy esposto vicino a Rembrandt alla Staatsgalerie di Stoccarda

Sono banali perché sono mediocri, e sono mediocri perché, se vuoi incontrare i gusti d’un pubblico trasversale e globale, devi abbassare il livello al limite della faciloneria. Questo almeno è quello che pensava Tommaso Labranca quando scriveva che “per piacere a milioni di persone diverse tra loro e che vivono nell’America Latina o nelle repubbliche baltiche bisogna agire come nelle statistiche: sommare tutte le caratteristiche e ricavarne una media. È questa ricerca della media che rende mediocre il prodotto. Il pubblico vuole musica che non abbia riferimenti locali, considerati obsoleti e folcloristici, che sia ballabile, che abbia testi ripetitivi e anodini in cui riconoscere le proprie piccole esperienze amorose”. Lo stesso ragionamento s’applica in maniera calzante a Banksy: per arrivare a più persone, il graffitaro britannico non può far altro che inventare in continuazione slogan da assemblea d’istituto che si fermano alla superficie e risultano estremamente noiosi e prevedibili (oltre che innocui). Specialmente adesso che ha cominciato a postare le sue trovate su Instagram per le feste comandate, siano quelle religiose (la slitta di Babbo Natale con il clochard), commerciali (il murale per San Valentino l’altro ieri) o laiche (la sua incursione alla Biennale di Venezia dello scorso anno, di cui tutti già s’erano dimenticati due giorni dopo).

Per render più chiaro il concetto, si prenda la Girl with balloon, forse la sua opera più famosa, e di sicuro l’esempio più evidente del sentimentalismo prêt-à-porter di Banksy: l’effetto di quest’opera, scriveva tre anni fa Jonathan Jones, “è di ridurre brutalmente le emozioni umane alla rozzezza e all’ovvietà. Invece di ritrarre un essere umano ricco di emozioni inafferrabili, Banksy ci dà un’icona unidimensionale il cui pathos è istantaneamente leggibile”. Non ci sono livelli diversi d’interpretazione, non c’è complessità, non ci sono letture profonde: lo slogan populista di Banksy (populista perché antielitista, perché cerca il consenso e perché cerca di legittimarsi sulla base del consenso, perché non ammette sfumature, perché è icastica immagine della depthlessness postmoderna di cui parlava Jameson) arriva sempre diretto e non fraintendibile (tanto che la Girl with balloon è stata dichiarata l’opera più amata dagli abitanti del Regno Unito a seguito d’un sondaggio condotto da YouGov nel 2017). Ed è per questa ragione che fa breccia. È per questo che, ogni volta che pubblica un’immagine sul suo profilo Instagram, scatta il riflesso condizionato dei media (noi compresi: in redazione sull’attenzione da riservare a Banksy abbiamo opinioni opposte) che cominciano a rincorrerlo e a far la gara a chi per primo pubblica la sua ultima uscita. È per questo che quando partono i confronti con Cattelan o con altri, il più delle volte Banksy è il genio e Cattelan l’artista che prende in giro il pubblico. È per questo che le sue immagini più sciatte hanno offuscato i suoi pochi barlumi d’audacia, le rare volte in cui Banksy è stato capace di qualche buona idea e di alcuni spunti interessanti (come quando nel 2013 a New York s’è inventato un camion da trasporto bestiame pieno di peluche per far passare un contenuto animalista: niente di particolarmente originale, ma sicuramente meglio delle sue icone da fast food dell’arte). Senza contare che, come da buona tradizione di tutti i fenomeni catalogabili nell’ambito del populismo estetico, Banksy piace anche a chi in politica è antipopulista.

Certo: non c’è niente d’illegittimo nell’adorazione delle masse per Banksy, né preoccupa il fatto che Banksy attiri folle ovunque venga esposto: ogni pubblico ha la propria arte ed è giusto che sia così. Preoccupa, semmai, l’atteggiamento di chi dovrebbe fare ordine e finisce per porre Banksy sullo stesso piano di Rembrandt perché incapace d’opporsi al regime del “like”. E dimentica che “non c’è possibilità di voto sul giudizio estetico” (così ci ricorda Emilio Isgrò), e che la storia dell’arte non si scrive coi “mi piace”. Altrimenti, se l’arte di Banksy deve trovare una legittimazione in grado di farlo assurgere a un livello che non gli appartiene, converrà stabilire che, d’ora in avanti, un’opera d’arte deve semplicemente esser carina per potersi fregiare di fissare un canone.


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Federico Giannini

L'autore di questo articolo: Federico Giannini

Giornalista d'arte, nato a Massa nel 1986, laureato a Pisa nel 2010. Ho fondato Finestre sull'Arte con Ilaria Baratta. Oltre che su queste pagine, scrivo su Art e Dossier e su Left. Seguimi su Twitter:

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1. Rik in data 17/02/2020, 08:54:05

dite solo un sacco di cazzate, ma il peggio é che non capite un cazzo di arte!



2. nick in data 17/02/2020, 09:54:59

è invece un grande artista chi attacca una banana al muro con del nastro adesivo?!



3. Carlito in data 17/02/2020, 10:40:58

eh beh, si, Daniele Luttazzi si che è un genio. Come ha copiato lui interi monologhi di comici americani, nessun altro. Banksy "simpatico vignettista". Vabbè. Inutile persino commentare.



4. Lucia in data 17/02/2020, 10:59:29

Sono una settantatreenne, con cultura medio-bassa, (una volta avevo un alto quoziente di intelligenza), ho letto con grande attenzione l'articolo (ero stata intenzionata ad andare a Genova alla mostra di Banksy, poi un impedimento..), l'ho apprezzato, capito (anche se mio figlio dice che "perdo") e vorrei rigirarlo ad amiche, ma appunto io "impedita" non so come procedere. Comunque un grazie all'autore dell'articolo



5. Silvia in data 17/02/2020, 11:06:38

Forse cosa è l'arte non lo decidono i like ma neppure lo decide la critica...vedremo fra qualche anno chi ha avuto ragione nell'analisi di questo che è un fenomeno artistico che lei lo voglia o no.



6. Luca in data 17/02/2020, 12:59:34

Interessanti osservazioni.



7. Gabry in data 17/02/2020, 14:49:03

A me questo articolo è piaciuto molto!



8. Vincenzo in data 17/02/2020, 15:04:03

Finalmente qualcuno che lo dice... ho letto questo articolo e mi trovo molto d'accordo con quanto scritto,mi rammarica il fatto che chi dovrebbe essere competente e indirizzare "lo sguardo" viene influenzato dalle masse. C'è anche da dire che l'arte contemporanea si è nel tempo distaccata dalla gente divenendo sempre più elitaria, perciò quando un'artista rende le proprie opere facilmente interpretabili viene apprezzato, bansky si è abbassato al livello di slogan pubblicitario e forse questo è sintomo di una società che ormai è divenuta molto, troppo superficiale e non ha tempo di soffermarsi.



9. Salvos in data 17/02/2020, 15:04:47

Credo proprio che Lei non conosca appieno l’opera di Banksy . Dismaland , The Wall Of Hotel? ! Sà cosa sono ?
Salvo



10. Leonardo in data 17/02/2020, 15:08:50

Non c è niente di sbagliato nel diffondere valori estetici elementari (globali) a livello di massa. Non è una colpa. La arte contemporanea, cha pur apprezzo e mi sforzo di conoscere sempre di più è spesso repulsiva e si gioca dentro minuscole élite. Che male c è a dare alla gente (Alle genti) bellezza e nello stesso tempo messaggi valoriali positivi? No faceva questo anche Giotto, per esempio. Francamente non capisco questi eccessi di snobismo...



11. Alberto in data 17/02/2020, 15:59:32

È un opinione, lecita.
Non e "LA VERITÀ"



12. Marco in data 17/02/2020, 16:01:15

Non nego che il suo pezzo sia argomentato, tuttavia mi lascia la stessa sensazione dei critici di cinema che stroncano film importanti o perfino dei giornalisti che massacrano i cantanti di Sanremo. Una sorta di mix tra invidia e desiderio di potere, tra chiacchiere da bar e tesina del liceo.
La critica estetica è un terreno impervio in cui sarebbe opportuno sforzarsi di mettere in risalto opere e artisti sconosciuti piuttosto che denigrazione di quelli affermati. Che è pure un diritto, ci mancherebbe. Però un conto è divertirsi a cena coi colleghi e un altro scriverne e diffondere.
Si rischia - ma potrebbe anche essere un piacere - che più di un lettore pensi soltanto: "Ma questo ragazzino chi si crede di essere?"
Appunto.



13. Astex in data 17/02/2020, 17:12:35

Purtoppo essendo fuori dai giri classici del mercato dell’arte Banksy rimane sulle palle... purtoppo per voi cari fenomeni dell’arte lui è il più grande artista degli ultimi anni- punto-



14. abc in data 17/02/2020, 17:16:19

nulla da eccepire (anche se non la condivido) nella critica di Giannini ma sembra che se la prenda con l'autore piuttosto che prendersela con chi lo celebra......ovvero i suoi "colleghi"



15. Gigio in data 17/02/2020, 17:43:19

Caro professore Banski piace, è un problema? Nessuno si sogna di accostare le sue cose a il genio degli artisti che ha citato lei, ma perché la bambina con i palloncini non ha pensato a farla lei? Eppure è così banale... 😉



16. monastra dante in data 17/02/2020, 18:35:23

Mi duole non essere all'altezza di poter discutere di Arte, pur mandola, ma non quella moderna, in ogni sua forma o stile se così si può dire, perché non la "capisco" . Me ne guardo bene da dire "non mi piace" , Ho già ricevuto molti anni addietro , un rimprovero da una amica "intenditrice" d'Arte, ( Si! dopo aver letto le recensioni di autorevoli critici veniva a darmi lezioni (sic)Non ho studiato a sufficienza ne ho una laurea, semplicemente il famoso " pezzo di carta" tanto caro ai genitori almeno quelli nostri del Sud... Sono ospite della Toscana da 55 anni e non mancano certo musei e quant'altro per ricrearsi l'anima, ma non disdico le chiese ma tutte , avrò migliaia di foto, dedico il tempo anche a quegli artisti sconosciuti che hanno riempito altari di tele e pale... e come risposi ad un sacerdote che vedendomi soffermarmi ad una opera disse" Si ma non è un'opera di un artista famoso" ed io di rimando " padre ma il lavoro , il tempo, l'anima questo povero diavolo ce l'ha messa "...Comunque scrivete dei bellissimi articoli /resoconti- Ciao



17. Alex in data 17/02/2020, 20:14:42

Ma come si fa a pretendere che un'espressione artistica definita "street art" abbia o possa avere "livelli diversi d’interpretazione", "complessità", "letture profonde", etc., etc. ... sarebbe come pensare che una suora ti possa insegnare a fare sesso estremo.
Non amo in modo particolare Banksy e men che meno talune sue tematiche, ma non posso fare a meno di considerarlo una figura di primo piano all'interno della "street art"; il tuo ordinario e insignificante articolo mi fa solo pensare che la grande lezione delle avanguardie, ancora oggi, non è stata assimilata.
Che tristezza per chi si definisce "giornalista d'arte"!



18. Andrea Bolognino in data 17/02/2020, 20:53:38

finalmente qualcuno che lo mette in chiaro evidenziando le giuste incongruenze, GRAZIE MILLE FEDERICO GIANNINI. Certo definire il gesto di Cattelan provocatorio mi sembra in qualche modo uno scivolone retorico simile al definire Banksy un grande artista (paragonabile a Rembrandt), forse all'inizio della carriera di Cattelan si potevano constatare gli effetti provocatori dei suoi gesti ma ormai è solo furbizia
in ogni caso BANSKY FAI CACARE



19. Simone in data 17/02/2020, 22:32:07

Più che analisi e significato, mi sembra che il testo cerchi di andare contro corrente per puro snobismo e voglia di protagonismo. Ergersi a giudice di quale sia l'arte buona e quella cattiva non credo sia il modo giusto di porsi in questo ambito, ignorando del tutto quale sia stato l'impatto di una figura che in vent'anni ha reso il suo lavoro significativo per addetti, collezionisti, media e grande pubblico.
Il paragone con l'arte classica è stridente, come è ovvio che sia e come lo è per qualsiasi artista contemporaneo e mi fa solo ripensare allo sgomento che deve aver creato Michelangelo con tutti quei piselli di fuori nei muri della Cappella Sistina.



20. Francesco in data 17/02/2020, 23:54:15

Credo che ci siano diverse discrepanze con la mia opinione e quella di chi ha scritto questo articolo e non ne faccio certo un problema dato che ognuno la pensa a modo proprio, la cosa che purtroppo non mi va giù è la superiorità di chi giudica l'arte, la cataloga e la compara, prova a spiegarla e prova a dare un significato a qualcosa di non proprio, certo studiare l'arte è un'azione onorevole e interessante, ma non credo renda in grado colui che studia di giudicare qualche nuovo artista, perché i fattori cambiano sempre di artista in artista, spesso chi giudica l'arte non la fa, certamente concordo sul fatto che i musei cavalchino l'onda mediatica ma non penso sia l'obbiettivo di Banksy finire nei musei, ha prodotto molte opere a parer mio interessanti e non così scontate come questo articolo fa passare, forse sono ancora bigotto e immerso nella melma della massa? Francamente non lo so, ma il mio pensiero resta che l'uomo è ipocrita e egoista se si permette di giudicare esternamente qualcosa come l'arte



21. Mik in data 17/02/2020, 23:57:26

Banksy, per quanto mi riguarda È uno spettacolo d'artista perché porta messaggi semplici che chiunque comprende, dai bambini ai vecchi, riesce a parlare a tutti toccando qualcosa dentro alle persone...tipo le corde di una chitarra, magari non le suona, ma ti ricorda che ci sono e che ce le hai anche tu...la differenza con altri magari sta nel significato di quello che fa, credo si dica messaggio, e nel suo caso siamo al limite dell'universalità, dote che raramente purtroppo si trova sui muri in giro.
Per il resto se gli comprano i lavori a cifre esorbitanti - e li usa pure per continuare a fare - è la solita questione di mercato che con l'artistico in se ha poco a che fare...
Per chiuderla, penso che la libertà per persone con la sensibilità di una massa d'asfalto caldo di poter scrivere boiate - tipo queste - sia da imputare anche all'esistenza di certi artisti/liberipensatori, per cui se ogni tanto qualcuno smette di grufolare ghiande e alza la testa e vede qualcosa che non gli va...può tranquillamente abbassare la testa e ricominciare, c'è sempre il rischio che gliele freghino.
Non so se sono spiecato o non sono spiegato.
Saluti.



22. G B in data 18/02/2020, 00:39:59

Condivido
La conoscenza necessita di andare in profondità, ma solo pochi lo capiscono e sono in grado di farlo..








23. Enrico in data 18/02/2020, 04:26:26

Leggo una critica dura, per quanto ben argomentata, a tratti verso un autore, a tratti verso il pubblico che lo ritiene tale e a tratti verso il sistema che lo supporta, senza mai trovare un centro della propria argomentazione e con la rilevante contraddizione di attaccare la cultura del "like" mettendo tutto questo sotto un titolo aggressivo da click-bait.
La leggo e resto decisamente perplesso.



24. Simo78 in data 18/02/2020, 07:51:05

Bansky arriva dritto nelle vene come una botta di eroina...la sua forza è quella di non apparire e di prendersi gioco del sistema dell'Arte..se questo non è un genio come lo definireste?!



25. Giuseppe Piva in data 18/02/2020, 08:16:28

Articolo banale e conservatore che pecca di inutile intellettualismo.
Sono tutte affermazioni che si potrebbero fare per altri artisti, da Andy Warhol a Cattelan ma che sono prive di qualsiasi fondamento che non sia il (legittimo) gusto di chi scrive.



26. Stefano Camporesi in data 18/02/2020, 08:39:52

Diceva Dali’ in un intervista che la televisione ,la stampa e quanto altro social in cui si parla di lui non fanno che aumentare il prezzo dei suoi quadri e lui si sarebbe definito un cretino se non avesse approfittato di ciò . E parliamo però di Dali’



27. Mar in data 18/02/2020, 08:42:58

Siamo nel 2020 ...secondo me invece dovrebbe sparire la figura del critico d'arte.



28. luca mozzati in data 18/02/2020, 09:00:16

Caro Federico, diversamente da altri lettori, condivido quanto scrivi e il concetto di fondo sulla mediocrità del piacevolissimo e, banalissimo, Bansky, anche da leggere in controluce dell'intervento su Cattelan e la famigerata banana, che ho apprezzato.
Come ti ho già scritto a suo tempo condivido molti vostri articoli per il mio piccolo sito, in cui pubblico quanto mi piace a beneficio dei miei quattro lettori e di coloro che mi seguono nelle conferenze e viaggi a carattere culturale.
L'arte non può mai essere banale
cordiali saluti
Luca Mozzati



29. Elisabetta in data 18/02/2020, 09:22:01

Non c'è e su questo niente di nuovo nell'arte di Bansky, ma può essere considerata una colpa. Tutti gli anni della pop art hanno vissuto di gesti ripetuti e di artisti più consapevoli del modello pubblicitario che non certo conoscitori dell arte alta, ma dove esiste un alto c'è un basso. Ovviamente con tutto il rispetto che devo alla sua conoscenza più profonda della mia dell'arte, io da ammirata fruitrice di essa non disdegno il mi piace a priori, pur non essendo una donna stupida trovo le irriverenze di Cattelan prive di estro, lo sberleffo che sia il dito o la banana assumono lo stesso significato e le trovo sgradevoli agli occhi.



30. Silvia in data 18/02/2020, 10:43:44

Personalmente ritengo Bansky un grande artista in grado anche di mettere in crisi le coscienze o almeno turbarle, il linguaggio scelto è geniale perché in grado di essere comprensibile a tutti nella sua semplicità pop.



31. Emanuela Rossi in data 18/02/2020, 11:42:32

Banksy ha una sensibilità ed un'empatia agli afti sconosciuta. È riuscito ad attirare l'attenzione su un popolo perseguitato come i palestinesi e continua a farlo. A me piace tantissimo.mi sembra solo invidia da chi poi non è neanche così bravo. Bravissimo Banksy



32. Salvatore Cilio in data 18/02/2020, 12:26:51

Ha ragione Gillo Dorfles quando dice: l’arte non finisce, ma le opere stupide adesso sono troppe. Il compito dell’arte è quello di essere sempre diversa dal passato, di aggiornarsi. Esiste solo l’arte aggiornata. L'arte contemporanea, che con la sua assenza di spettacolarità mass-mediatica e la sua "inattualità" culturale gode di scarsa attenzione. Quando un linguaggio è criptico vuole dire che mancano le idee chiare, manca la chiarezza: non si sa cosa dire e quel che si dice, lo si scrive male. In realtà l'arte deve parlare da sé e se non lo fa, vuol dire che è completamente fallita.
In un momento come l'attuale, dove persino la più severa architettura e il design degli oggetti d'uso hanno riscoperto il decorativismo, mi sembra che sia non solo lecito, ma molto auspicabile che anche la pittura riscopra le valenze ornamentali che appartengono, da sempre, all'attività creativa dell'uomo.



33. Elio in data 18/02/2020, 12:29:03

Non l'ho letto tutto l'articolo, ma non ho capito perché c'è questa forma d'invettiva nei suoi confronti. Io dico questo: intanto é bello che una città come Bristol, piccina, riesca sempre a trovare dei modi per farsi notare. Come una ragazza bassina di statura che tra le tante riesce a farsi bella e a farsi notare. Senza tra l'altro permettere ad alcuna persona di sapere chi essa sia, cosa che la rende piú misteriosa, per me caratteristica interessante. Poi, come dite voi, se fosse di Roma (per traslare rimanendo contestualizzati, '' site specific'' si dice) non sarebbe la stessa cosa. Ma ripeto, é uno dei tanti brand(s) che rende la città più ricca e affascinante, e ricordo, io che a Bristol ci ho vissuto, che é 35 volte più piccola di Roma, per chi conosce Roma, ed ha comunque un bel caratterino. E se sta al centro dell'attenzione spesso, probabilmente lo merita. Buona Giornata!



34. Pedralbes71 in data 18/02/2020, 13:10:43

Chi non sa , insegna .. chi non sa insegnare insegna ginnastica



35. Antonella in data 18/02/2020, 13:11:21

Ogni forma artistica, dovrebbe suscitare emozioni nell'immediatezza per essere considerata. Ma se il pubblico è solo d'élite che magari si preoccupa di convincere uno spettatore, allora è un fallimento. Nelle opere artistiche, in quanto tali, è terribile essere accompagnati per coglierne l'essenza.
Anche quando il rischio è definire banale un'opera, perché facilmente interpretabile. Dante, si è limitato nell'uso del volgare per condividere la sua immensità..



36. Operatore in data 18/02/2020, 13:11:30

Caro dottor Giannini, sono 15 anni che opero nel mondo dell'arte, ormai siamo arrivati al paradosso che chi come lei critica un movimento "artistico" come la street art,viene insultato, deriso e le danno dell'invidioso come se non condividere un movimento populista non sia concepibile. Potere del populismo estetico, come scrive lei, la bambina col palloncino? Bella rappresentazione di una pura e semplice icona contemporanea,nulla di più. Bansky piace perché non va capito, è un artista perfetto per instagram. Basta girare per le periferie di molte metropoli e si vedranno graffiti con ben più di spessore artistico ma non tutti gli artisti sono bravi a crearsi e vendersi il personaggio.
Street art? Se questa è arte allora siamo caduti veramente in basso.



37. Paolo in data 18/02/2020, 14:11:42

Ognuno valuta un ’opera d'arte in base ai propri gusti e ad un eventuale educazione artistica che può aver avuto in merito ( e per altro sempre condizionabile !). Io, peraltro ,lo ritengo comunque un' artista pur nn ritenendomi populista. Non posso ritenere arte alcuni quadri di Picasso e tantomeno molte" opere" esposte al Guggenheim o al Moma,..... tendenzialmente nn condivido l' arte moderna ma.... questo è il mio gusto! Vi ricordate Ligabue, uno dei pittori piu' imitati degli anni 80 .....e che dire del discutibile Modigliani? Certo, nn sono paragonabili a tale arte da biennale( tipo " cacca d'artista", anch'essa famosa negli anni 80' ! Ognuno dice la sua e..... Chissà chi può essere Maestro tra i critici d'arte, sempre che nn vesta i panni del peggior allievo.....!!!?



38. ulğoloğoloğlu in data 18/02/2020, 14:58:35

"non perché piace a molti significa che sia un artista" ha senso, ma affermare poi che "perché piace a molti non è un artista" vuol dire scadere nello stesso tipo di giudizio fallace.
denunci il modo in cui viene esposto, definendolo decontestualizzato e pretestuoso, poi rilanci in maniera pretestuosa e decontestualizzata, citando centinaia di esempi a mo di contrasto laddove non c'è questo tipo di relazione o, al contrario,c'è un continuum perlomeno narrativo.
non sono nemmeno d'accordo con il discorso sulla necessità di complessità estetica.

trovo la tua analisi un gatto che si morde la coda: populista e viscerale come chi lo esalta, ma al negativo.



39. Daniele Nicolosi in data 18/02/2020, 15:27:25

Buonasera,

Articolo interessante. Per leggere correttamente il lavoro di Banksy andrebbe contestualizzato sia spazialmente che temporalmente. Sono d'accordo su molte cose che lei ha articolato nel suo scritto, ma l analisi di un'artista di strada non può non considerare il contenuto e la fruizione dell'opera. La street art non può essere analizzata come altre correnti artistiche, se di arte si sta parlando.

Banksy contemporaneo soffre di una certa incoerenza per via delle contestualizzazione errata dei suoi lavori: da un lato l'uso meramente documentaristico del meta-linguaggio dei social network (quali riducono e rendono più patinato l'impatto ambientale delle attività) e in secondo luogo dei luoghi espositivi alternativi all arte di strada.
Che queste scelte facciano molto comodo all autore non ci sono dubbi ( anche quando le contesta con azioni addirittura legali) e che abbiano effetti devastanti sul pubblico in termini di coscienza e conoscenza sull argomento anche; ma se si tratta questo argomento si deve entrare nello specifico di cosa sono le peculiarità di questa forma espressiva.
L attivita storica di Banksy non è certamente da scartare o da denigrare, anzi, è proprio il mix di un messaggio semplice, diretto, dipinto velocemente e ripetuto, insieme al contesto storico ( no global), alla città (Londra) e al pubblico casuale che lo ha fatto salire alle cronache come un grande graffitaro.

Ma si sa che le 'urgenze dell arte' durano pochi anni, poi il resto è noia o ripetizioni di sé stessi per fini commerciali spacciata come ricerca ossessiva.

P.s.purtroppo ho scritto col tel in uno spazio ristretto e mi scuso se qualche punto non sia chiaro.
Spero che il discorso in generale possa essere arricchente per il dibattito.



40. SANDRO NELLI in data 18/02/2020, 18:16:54

Forse l'arte non dovrebbe essere valutata con criteri meramente quantitativi (piccolo, medio, grande), ma sul grado di significatività delle opere. Che ognuno deve sapere interrogare partendo da se stesso.



41. Syd B in data 18/02/2020, 18:24:01

A me pare questa pare invidia... Tu che hai fatto (artisticamente parlando), che ti eleva a dare ste perle di odio?
Genio...boh?
Innovativo... Forse!
Ma certo fa pensare e lasciano un senso di amaro in bocca le due opere... E questo è il compito dell'arte!



42. Irene Di nardo in data 18/02/2020, 18:32:11

Mai sentita così imbarazzata nel leggere un articolo peraltro lungo, ripetitivo, prevedibile e dunque noioso. Emozionarsi davanti ad un Banksy é questione di "rara sensibilità". Quella che si può provare davanti a qualsiasi altra forma d'arte. Banksy é tanto acclamato perché capace di comunicare, di entrare dentro, di "scavare nel profondo" di farci riflettere e lo fa sempre, ovunque, all'improvviso. Senza file, senza pagare il biglietto, senza.... Perdoni la brutalità "leccamenti di culo". Al diavolo i vostri musei "radical chic"... Se tutti gli artisti da Lei citati nel suo lungo articolo potessero parlare, mi darebbero ragione. Saluti, da un'amante dell'arte!!!



43. Alessandro in data 18/02/2020, 19:49:18

Lei è una persona terribile , un essere spregevole , una creatura nichilista , un idealista senza remore , un filosofo che non capisce nulla della realtà ma spaccia i suoi pensieri per più veritieri dei nostri scienziati , lei è il tipico buonista. Lei legge , si , ma non capisce nulla di quello che ha letto , la sua capacità di eliminare il buono del mondo è ammirevole .
Lei accusa Bansky di essere un monotono esaltato dalla stampa , ma allora perché questo noioso essere monotematico va alla biennale di Venezia a dipingere in pubblico? Portando alla luce una pratica morta e sepolta dalla merdosa globalizzazione americanizzata.
A lei fa comodo attaccare Bansky , vedrei volentieri lei , "professorone" (per usare un termine come direbbe lei populista) a fare quel che fa Bansky.
Le appunto un pò di citazioni per farla riflettere sul suo inutile e meschino articolo.
George Orwell:"i migliori libri sono quelli chi ci raccontano quel che già sappiamo"(1984) . Se una cosa NON entra in testa alla società , è bene INSISTERE , al fine di imporre il problema , lo hanno fatto i sindacalisti per le 8 ore di lavoro alla fine del 1800 , ringrazi i socialisti se lei riesce a lavorare 8 ore e non 15 sotto un grasso e maialesco (poveri maiali) capitalista. Con il cilindro.
Michail Bakunin:"il desiderio di distruzione è al contempo stesso un desiderio creativo"(la libertà degli uguali). Se Bansky accusa e distrugge è perché questo mondo è marcio , e va cambiato.




44. Billo in data 18/02/2020, 20:18:09

È proprio vero: Dio ce ne scampi dai critici d'arte. Mi chiedo: vada per le innovazioni tecniche, ma siete così sicuri di avere capito il messaggio dietro un'opera di Caravaggio o Michelangelo? No, ci vedete quello che volete vederci ( o che hanno scritto altri, riguardo a ciò che a loro volta ci vedevano-come la teologia), perché l'autore non potrà mai confermare o smentire la vostra interpretazione. Sulla non originalità del soggetto, poi, siete proprio ridicoli : come dire che le sessanta miliardi di madonne dipinte nella storia, sono noiose ripetizioni.
E dove sta scritto che un'opera d'arte debba avere diversi livelli di lettura e interpretazione? Solo da chi vuole privare tutti della capacità di godere dell'arte, sentendosi l'eletto fine intenditore. La grandezza di Banksy è esattamente nella capacità di tirare un cazzotto nello stomaco a prima vista, o, se vogliamo dirla da pseudointenditori, la capacità di fare comprendere empaticamente un sentimento, senza sovrastrutture cervellotiche. Che è ciò che caratterizza i grandi artisti in ogni forma. Un grande poeta non è quello che usa lingua ricercata appositamente (Dante usava il volgare!), ma uno che sa fare sentire al lettore il sentimento che provava quando l'ha messo in parole. Quello che piace a voi è esercizio di stile, di cui fate una professione, non arte.



45. Christian in data 18/02/2020, 20:29:56

Il solito incompetente giornalista italiano che vuole distinguersi pensando di essere lui il genio. W Banksy e tutta la street art internazionale. In realtà, questa stonata voce fuori dal coro testimonia il perché l’arte italiana (sottolineo tutt’ora la migliore per concettualita’ed estetica contemporanea), non ottenga riscontri degni a livello globale. Siamo guidati da gente di poca sostanza e questo articolo lo testimonia.



46. Ester in data 18/02/2020, 20:33:32

Propongo una serie di riflessioni, o meglio di domande. Forse dovremmo infatti chiederci quale sia la funzione di una mostra e di un museo e chi ci guadagna da questo genere di esposizioni. Penso che il pubblico ne tragga poco arricchimento (come ben espresso nell'articolo) mentre i privati che posseggono le opere e i gestori- anch'essi privati- degli spazi espositivi ci guadagnano molto.
Infine, indipendentemente che si apprezzi o meno Banksy e la street art tutta, non pensate che rinchiuderla in ambienti il cui accesso avviene a pagamento sia un controsenso assolutamente ridicolo?



47. Osvaldo Ponzetta in data 18/02/2020, 22:14:21

Trovo il tono dell'articolo eccessivamente polemico e alcune motivazioni davvero curiose. Criticabile perché riceve consensi e qualche istituzione approfitta di questo per aumentare i suoi guadagni? Con questa argomentazione allora dovremmo sminuire anche il valore artistico degli impressionisti! Non credo il valore artistico si possa determinare in base al tanto o al poco consenso di pubblico, un giudizio basato su questo rischia di essere semplice snobismo."Buffone noioso ..." poi, anche se solo riportato, mi sembra un insulto gratuito e poco appropriato ad una critica che non si abbassi al, troppo spesso, becero linguaggio dell'odierna comunicazione. Il confronto con Rembrandt o con chiunque altro artista del passato non ha alcun senso come non ne avrebbe confrontare Warhol con Leonardo! Qualcuno più di un secolo fa aveva già affermato : " A ogni epoca la sua arte, all'arte la sua libertà". Potrei continuare le mie osservazioni sull'articolo, ma preferisco concludere con le parole di Rilke: "Niente può toccare così poco un’opera d’arte, come una critica: non ne vengono fuori altro che più o meno fortunati fraintendimenti."



48. Rachele in data 19/02/2020, 02:55:48

Affondato!Banksy non l'articolo.
C'ero cascata anche io, ho riveduto il mio pensiero su di lui: è solo un fenomeno popolare, ma da qui a parlare di arte... È di sinistra? La questione sociale nell'arte ha prodotto il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, che non è stato creato con lo stencil.





49. Massimo in data 19/02/2020, 03:16:08

Sono stato a Dismaland, una delle mostre/installazioni più brlle degli ultimi xx anni, ma vorrei porre una domanda, fosse possibile tu lo compreresti un banksy?



50. Daria in data 19/02/2020, 07:41:04

Condivido alcune cose dell'articolo, altre no. Ne capisco il senso della critica e quindi credo che il suo scopo sia stato raggiunto. Era mia intenzione andare a vedere la mostra ora se lo farò sarà comunque con un altro occhio. Grazie.



51. PAOLA in data 19/02/2020, 09:43:22

In sintesi l'articolo non fa critica all'artista ma si pone nel discorso fan/nonfan...nessuna ombra di una seria critica all'opera, continue allusioni alle regole della "buona" critica d'arte:operatela allora (alludere per alludere avreste potuto spendervi un passaggio su Dismaland o The walled off hotel). Un paio di giustapposizioni di nomi (simile al bambino "io ne so più di te, io conosco più opere di voialtri bifolchi nanana") senza spessore e argomentazioni. Neanche la critica alle scelte museali è sostanziale o articolata. Una vacuità prolissa che sembra cercare visibilità nella scia del carrozzone. Da una rivista d'arte mi aspetto argomentazione serie non allusioni



52. jay in data 19/02/2020, 10:14:41

Sono venuto qui solo per leggere i commenti dei fan di banksy incazzati che puntualmente non capiscono un cazzo di arte e ovviamente incarnano l'esatto cliché del populista coglione...... girate, studiate, guardate le mostre, la street art VERA non quella del vostro idolo del marketing che vi prende tutti per il culo, poi ne riparliamo.



53. Elisabetta gaiba in data 19/02/2020, 11:46:07

Avevo già espresso un commento sull'articolo letto, ma la discussione che ne è nata mi porta a gettarmi di nuovo nell'agone Bansky artista Bansky creazione per i miseri di spirito, poiché mi sembra che l'esimio Dr. Giannini in poche parole a questo voglia arrivare. E qui toppa. Può valutare tutti i limiti dell'artista ma dargli del buffone è diffamazione, buffone perché colpisce la fantasia e il cuore di chi guarda acquistando popolarità. Allora mi chiedo questo "finestre sull'arte" ha scopo senza fini di lucro, lei non scrive per ricevere il plauso e la monetizzazione del suo lavoro di esperto di arte? Perché se così stanno le cose le faccio i miei complimenti e mi taccio, uno studioso al servizio di chi non conosce l'arte, i suoi retroscena, le sue regole, ma diversamente che cosa pone il suo cercare fans con le parole ad una distanza più alta di Bansky. L'arte anche nel passato veniva commissionata e pagata e si piegava alla volontà del committente, tutto ciò rende meno di valore la cappella Sistina, tutti gli affreschi del Mantegna, no l'artista ha fatto un capolavoro seguendo linee guida. Perciò tanta spocchia è forse esagerata ogni tempo ha la sua espressione, gli anni e le epoche consentiranno giudizi più sereni.



54. Elisabetta gaiba in data 19/02/2020, 11:46:18

Avevo già espresso un commento sull'articolo letto, ma la discussione che ne è nata mi porta a gettarmi di nuovo nell'agone Bansky artista Bansky creazione per i miseri di spirito, poiché mi sembra che l'esimio Dr. Giannini in poche parole a questo voglia arrivare. E qui toppa. Può valutare tutti i limiti dell'artista ma dargli del buffone è diffamazione, buffone perché colpisce la fantasia e il cuore di chi guarda acquistando popolarità. Allora mi chiedo questo "finestre sull'arte" ha scopo senza fini di lucro, lei non scrive per ricevere il plauso e la monetizzazione del suo lavoro di esperto di arte? Perché se così stanno le cose le faccio i miei complimenti e mi taccio, uno studioso al servizio di chi non conosce l'arte, i suoi retroscena, le sue regole, ma diversamente che cosa pone il suo cercare fans con le parole ad una distanza più alta di Bansky. L'arte anche nel passato veniva commissionata e pagata e si piegava alla volontà del committente, tutto ciò rende meno di valore la cappella Sistina, tutti gli affreschi del Mantegna, no l'artista ha fatto un capolavoro seguendo linee guida. Perciò tanta spocchia è forse esagerata ogni tempo ha la sua espressione, gli anni e le epoche consentiranno giudizi più sereni.



55. Turi D'Anca in data 19/02/2020, 13:22:51

... Un perfetto cr####o...

(Don't criticize what you can't understand.)

- Compagnia Teatro Di Fuori -



56. Edizioni Gorèe in data 19/02/2020, 23:20:29

Banksy è come dio. Chi ha fede in dio ritiene sia grande, chi ha fede in banksy ( e non bansky) crede che sia grande. A banksy preferisco cattelan almeno la banana si mangia!!!



57. Sticker in data 20/02/2020, 13:43:04

Trovo Bansky piuttosto sdolcinato e mi pare che al confronto di un disegnatore come il compianto Hugo Pratt scompaia



58. Osvaldo Ponzetta in data 20/02/2020, 15:07:53

Consiglio a Federico Giannini la visione di questo brevissimo video realizzato da Tommaso Montanari, in realtà per gli studenti, ma, non me ne voglia, ritengo utile anche a proposito delle questioni sollevate nell’articolo.
https://youtu.be/FKygXWVE4A4



59. patrizia in data 20/02/2020, 18:10:17

Banksy è un street artist e utilizza le tecniche ed il linguaggio legati alle necessità di velocità di esecuzione di un'arte che nasce clandestina con il fine di denunciare aspetti e contraddizioni sociali e politici della contemporaneità. Il fine della street non è nel valore estetico, ma nel messaggio che deve arrivare a tutti..Il messaggio di Banksy non è sempre così scontato come lei dice, la sua posizione sulla situazione in Palestina, per esempio..Del resto non sono forse banali e scontati i molti, troppi artisti che da anni fanno il verso alle avanguardie, proponendo provocazioni trite ritrite? Il punto è che Banksy (suo malgrado) testimonia come esista ormai un sistema arte, (critici, gallerie, esposizioni..) che riesce a nutrirsi anche del dissenso, a mercificare e fare soldi su tutto, contro la volontà dello stesso artista (come nel caso di Banksy), o tra gli sberleffi di chi da anni proprio attraverso la critica "interna" di quelle dinamiche si è arricchito (come Cattelan). Il sistema Mercato- Arte mercifica qualunque cosa ed è inattaccabile, da dentro e da fuori. ( Volendo essere allora critici e cinici fino in fondo, potremmo anche dire che il Sistema potrebbe creare l'eroe a tavolino e lucrarci sopra). In ogni caso, l'arte quando è vera lascia un segno, cambia i punti di vista, suggerisce altre letture del mondo, e pone domande. Giudicherà la storia chi ha assolto al compito.



60. Foyo in data 21/02/2020, 11:27:20

I veri populisti siete voi



61. lauragronchi in data 21/02/2020, 12:16:07

Sono pienamente d'accordo con le osservazioni proposte nell'articolo
Ma per quanti "artisti" contemporanei si potrebbe dire lo stesso? Penso per la maggior parte di quelli che ci vengono proposti dai media e dalle mostre,pubblicizzate anche sui giornaletti più impensabili tanto per attirare visitatori di ogni genere e perché il nome corra sulla bocca di tutti...così le quotazioni salgono.
Anche chi ha avuto a suo tempo una preparazione specifica in materia di storia dell'arte si trova disorientato di fronte all'arte contemporanea.
Guai a opporre qualche riserva nei confronti di "artisti" tanto pubblicizzati!!



62. Cicciomonaco in data 22/02/2020, 15:03:12

L'articolista più che chiamarle riflessioni, dovrebbe chiamarle ... lezioni. Commette lo stesso errore di tutto ciò che è il "vulgata" mainstream, scambia popolarità, coinvolgimento, con "populismo" questo termine molto simile al "nazionalpopolare" degli anni 70/80. Se infatti da quel che afferma: "sempre ammesso che ritenere Banksy un “grande artista” significhi intendere che abbia prodotto qualcosa di veramente innovativo o rivoluzionario" si deduce che solo ciò che è innovativo e rivoluzionario può intendersi come "artistico". Ecco che le tante "scuole" succedutesi nei secoli, sono solo manierismo o... per usare un termine odierno... populismo! Tutto ciò è ovviamente la mia opinione tra l'altro sicuramente "populista" al massimo da "amatore" e non da intenditore. Se poi vogliamo cogliere del rivoluzionario nell'opera di Banksy lo è sicuramente il fatto di rivolgersi non già a dei committenti in questa società basata tutta sul "valore economico" bensì alla gente in genere. Citando la sputtanatissima Wikipedia: «L'arte che guardiamo è fatta da solo pochi eletti. Un piccolo gruppo crea, promuove, acquista, mostra e decide il successo dell'Arte. Solo poche centinaia di persone nel mondo hanno realmente voce in capitolo. Quando vai in una galleria d'arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari»(Banksy).Ribadisco, ovviamente, solo la mia scadentissima opinione da "illetterato".







63. Paolo da Parma in data 23/02/2020, 16:50:45

Brava Patrizia (commento n.59)! Dopo tante scemenze e volgarità ho apprezzato il contenuto e lo stile del suo intervento sul “caso Banksy”.



64. a.g.sel in data 23/02/2020, 21:49:26

il re é nudo ???




65. a.g.sel in data 23/02/2020, 21:51:29

il re é nudo ?



66. Angelo C. in data 24/02/2020, 08:11:34

L'articolo è ben scritto, e non poteva essere altrimenti, con l'ottima penna di Federico Giannini.
La posizione, rispettabilissima soprattutto perché ben argomentata, non è da me condivisa, soprattutto laddove si pone il contrasto tra Bansky e Cattelan. Cattelan genio e Bansky populista? Ho forti dubbi.
Cattelan è un simpatico inventore di sciocchezze mascherate da poemi... o meglio che i critici vogliono vedere tali.
Al contrario Bansky è dirompente, pur nella banalità quotidiana e dei messaggi che propone.
D'altra parte, la banana va bene e il quadro che si autodistrugge no? C'è qualcosa che non mi torna.
Ad ogni modo, è sempre un piacere leggervi.



67. Angelo C. in data 24/02/2020, 08:13:24

L'articolo è ben scritto, e non poteva essere altrimenti, con l'ottima penna di Federico Giannini.
La posizione, rispettabilissima soprattutto perché ben argomentata, non è da me condivisa, soprattutto laddove si pone il contrasto tra Bansky e Cattelan. Cattelan genio e Bansky populista? Ho forti dubbi.
Cattelan è un simpatico inventore di sciocchezze mascherate da poemi... o meglio che i critici vogliono vedere tali.
Al contrario Bansky è dirompente, pur nella banalità quotidiana e dei messaggi che propone.
D'altra parte, la banana va bene e il quadro che si autodistrugge no? C'è qualcosa che non mi torna.
Ad ogni modo, è sempre un piacere leggervi.



68. MARISA DE CARLI in data 25/02/2020, 11:07:34

Certamente no grande artista Banksy: piacevole, capace di portare un sorriso con qualche immagine accattivante, lieta sorpresa nel degrado di muri scarabocchiati inutilmente e pesantemente da una massa di persone che hanno solo tanto tempo libero, e tante inquinanti bombolette spray...
Ma... direi tutto qui: non profondità né complessità, e probabilmente l'autore non le cerca neppure



69. Francesco in data 26/02/2020, 00:43:30

Da abbonato alla rivista mi sento mortificato da questo articolo livido, snob e dal tono predicatorio.
E aggiungere qualche riferimento dotto ha lo stesso effetto di mettere i pavimenti dorati nei bagni: non li trasformi in opere d'arte, tutt'altro.



70. renza in data 09/03/2020, 11:05:12

a me piace molto banksy e spesso le sue opere trovano spazio nella mia pagina FB e sono anche d'accordo con lei quando asserisce che ''la storia dell'arte non si scrive coi - mi piace -, ma sostengo pure che la storia dell'arte non si scrive neanche coi 91,1 milioni di dollari del celeberrimo coniglio di acciaio di jeff koons......su quello che poi sentenziano i critici d'arte è sempre bene prendere le distanze da tutto il loro sapere.......si ricorda quello che successe a livorno nell'estate del 1984..........elargiscano tutto il sapere sul passato, ma sul presente consiglierei loro di essere più cauti!!



71. Fabrizio in data 18/03/2020, 00:15:39

Concordo con lei, Giannini, su Banksy e visto che ci siamo mettiamo tra i non artisti anche gli impressionisti dal primo all’ultimo giustamente criticati e ridicolizzati; Vincent van Gogh e Vermeer giustamente criticati in vita e giusto per bontà d’animo ripescati dal mercato populista e rivalutati dai peggiori critici; e l’imbarazzante orinatoio di Duchamp; i tagli ridicoli di Fontana e i crepti da piastrellista di Burri o dei futuristi... vogliamo parlare dell’indecenza di Balla and company bella?! E mi fermo qui perché l’arte vera dopo Raffaello e Michelangelo non ha più senso di esistere. Sono con lei signor Giannini



72. Stefi tea in data 09/05/2020, 17:56:30

Incappo per vie traverse in questo articolo e le chiedo perché scrive di Banksy se non ha gli strumenti o l'intuizione per farlo, continui pure ad occuparsi di Cattelan che è alla sua portata.



73. Giovanni in data 10/05/2020, 22:29:15

scrivere un articolo con una domanda "ma X è un grande artista o no?" è una singolare stupidaggine!
chi decide se X è grande o no? chi scrive l'articolo? in base a cosa? lo scrittore dell'articolo potrebbe non capirci niente di quella determinata arte ...
ma davvero dobbiamo scrivere articoli sul gusto personale????
cioè: un autore decide se X è grande????
siamo caduti estremamente in basso, Finestre sull'Arte!!!
un'articolo deve riportare quanto meno possibile il gusto soggettivo di chi lo scrive, ma essere o cercare di essere obiettivo; ma una domandina da elementare del "chi ce l'ha più lungo fra tutti questi?" mi sembra l'apice della stupidità raggiunta da una rivista solitamente piuttosto valida e impegnata!
riflettete ... non penso sia il pensiero di un unico lettore questo ...



74. marco mattei in data 10/05/2020, 23:10:28

Il suo articolo trova conferma nella superficialità dei commenti degli ammiratori di Banksy pubblicati qua sotto, talmente frettolosi da non avere nemmeno imparato a scriverne correttamente il nome...



75. lucab in data 11/05/2020, 00:04:18

Federico Giannini, argute osservazioni le sue che però non riescono a modificare nemmeno un po' la sensazione involontaria che lei sia un rosicone.



76. luino in data 11/05/2020, 17:58:16

D'accordo con voi (formazione: liceo artistico e Accademia BBAA)
Lasciate che i salumai dicano quello che credono



77. Mauro in data 14/05/2020, 22:04:53

Sono tutt'altro che un esperto e faccio invece parte di quella parte di "pubblico trasversale e globale" a cui piacciono le opere d'arte per le quali "devi abbassare il livello al limite della faciloneria" (il che, detto per inciso, significa spesso potersi permettersi un giudizio, inteso come mi piace o non mi piace, scevro da condizionamenti e sovrastrutture). Come tale,ovviamente, mi piace Banksy.
Ora io non voglio entrare nel merito di quanto sostenuto nell'articolo, non penso di avere la competenza per farlo, ma mi limito a evidenziare un aspetto, direi oggettivamente tipico, della critica d'arte, di qualsiasi forma d'arte. Quando un artista ottiene un notevole successo di pubblico, la critica, quella con la k, a lui contemporanea esprime per lo più giudizi sfavorevoli se non distruttivi, tacciandolo di essere dozzinale, di realizzare opere che "si fermano alla superficie e risultano estremamente noiose e prevedibili." Successivamente però, quelle stesse opere, appena sono dimenticate dal grande pubblico e diventano appannaggio esclusivo di una ristretta elite di "specialisti" sono, come per magia, rivalutate e spesso osannate. Succederà anche con Banksy?



78. DDJ in data 15/07/2020, 19:18:53

Un qualunquissimo imbrattatore di muri.
Non spreco altro tempo per descriverlo.
Non è che Bansky è pessimo, è solo che l'arte è fatta in modo diverso.



79. martina in data 12/08/2020, 18:27:07

Banksy è un grande artista, molto bravo a comunicare ed a creare aspettativa!
Ma, è lui stesso ad ammettere che molte delle idee che crede essere originali, le aveva già messe in atto Blek le Rat parecchi anni prima.
Inoltre, essendo in Italia, apprezzo di più l'artista, anch'egli anonimo, BLU.



80. Meryangel74 in data 02/09/2020, 12:44:33

Paragonare artisti appartenenti a epoche diverse, e giudicare "non artistico" qualcosa che non risponde a canoni classici (tra l'altro con sllusioni politiche), mi sembra un segno d'ignoranza culturale artistica che non mi aspetto sicuramente da chi, come questa pagina, dovrebbe curarsi con professionalità di questa materia.



81. Livio in data 23/10/2020, 22:13:56

Bansky è un furbastro che ha capito la stupidità occidentale odierna.







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