Perché la visita guidata gratis non ripaga (quasi) mai


Chi lo ha detto che le visite guidate nei musei devono essere gratuite? Quali sono i confini del volontariato in questo ambito? Come competere con chi offre gratis il servizio? Alcune riflessioni di Marco Turini su questo argomento.

Si parla tanto in questi giorni di volontariato nei beni culturali, spesso in tono polemico. Personalmente non sono contrario al volontariato culturale se si tratta di un percorso di formazione all’interno una struttura che offre ai suoi partecipanti un percorso di crescita e allo stesso tempo un servizio per i visitatori. Le visite guidate gratuite sono alcuni dei servizi che vengono svolti dai volontari della cultura oggi. Ragazzi usciti dal liceo, universitari della prima ora, pensionati, perfino guide turistiche con regolare patentino ormai affollano i nostri musei con servizi di visita guidata gratuita. I volontari operano spesso all’interno di associazioni le quali ricevono tuttavia alcuni benefici di natura economica. Questo avviene con contributi concordati all’associazione che offre il servizio oppure con donazioni individuali che vengono poi convogliate verso l’associazione dagli stessi volontari con inviti più o meno espliciti. Insomma, alla fine della visita “gratuita” il denaro spunta lo stesso e non beneficia certo i volontari. In generale, per le donazioni brevi manu ci sono piccole od opache forme di tracciamento fiscale. In Italia siamo ormai “cintura nera di associazionismo”, ma quando questo si trasforma in lavoro non retribuito e quando può essere ritenuto invece un servizio completamente disinteressato per la comunità? Inoltre c’è un altro elemento da considerare. Chi lo ha detto che la visita guidata deve essere gratuita? Non è forse questa una forma di prestazione professionale? La nostra risorsa più preziosa, il tempo, se viene regalato ai visitatori in forma continuata e ripetuta, può essere ancora chiamato volontariato? Questo naturalmente cambia se chi svolge il servizio di visita gratuita è già un dipendente del museo o del sito in cui opera. In questi casi si potrebbero offrire delle visite tematiche per differenziare l’offerta da chi svolge questo servizio di mestiere.

Una visita guidata durante le Giornate FAI di Primavera 2017 presso la Villa Saraceno a Finale di Agugliaro (Vicenza)
Una visita guidata durante le Giornate FAI di Primavera 2017 presso la Villa Saraceno a Finale di Agugliaro (Vicenza). Ph. Credit

Come può infatti una guida turistica competere con un servizio che viene offerto gratuitamente? Non può, semplicemente. E questo lo hanno capito bene alcuni tour operator che hanno cominciato proprio in questi ultimi anni ad offrire sulla piazza i cosiddetti “free tour”. Le visite vengono pubblicizzate in spagnolo ed inglese nei maggiori centri cittadini dando anche più appuntamenti al giorno. Sono servizi svolti regolarmente da guide con patentino (altrimenti sarebbe illegale) che però ufficialmente non percepiscono niente. Ufficiosamente viene richiesta una mancia che finisce in un buco nero fiscale a cui fanno fede solo le dichiarazioni della guida ed il soggetto promotore del tour. Un vero “fuoco amico” sta colpendo la categoria delle guide turistiche già messa a rischio da tante altre insidie, non ultime quelle di natura burocratica. Insomma chi beneficia veramente del servizio di visita guidata gratuita oltre all’ignaro visitatore? Quasi mai il volontario se escludiamo la “riconoscenza”, il “senso di appartenenza”, i “crediti formativi”, il “servizio per la comunità” che gli vengono talvolta attribuiti.

Se vogliamo invece uscire dal binomio cultura = gratis e soprattutto provare a creare delle professioni (e della professionalità) attorno al nostro patrimonio, forse dovremmo cominciare ad aprire gli occhi su certe realtà gratuite e riconoscere il valore di chi sta provando a lavorare onestamente in questo campo.


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Marco Turini

L'autore di questo articolo: Marco Turini

Archeologo e consulente si occupa di musei, formazione e comunicazione dei beni culturali (ideamuseo.it)



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1. Giuliana in data 13/03/2020, 13:36:16

Sono una docente di Storia dell'Arte in un liceo,ma ho avuto in passato anche il patentino di guida turistica per la mia città e provincia, quando svolgevo questo incarico ero regolarmente pagata e sono totalmente in disaccordo con chi utilizza persone (studenti, pensionati, amatori...) per accompagnare e descrivere gratuitamente opere e luoghi.Ad ognuno il proprio mestiere e le proprie capacità. Per questo, fuori dal coro e criticata,mi rifiuto di collaborare e preparare i miei studenti perché facciano da accompagnatori gratuiti durante le giornate dedicate all'apertura dei beni culturali, essendo anche obbligati ad acquistare la tessera del Fai. Ritengo che la cultura e la sua trasmissione, sia ancora una cosa seria e lavorare nella cultura in Italia sia quasi impossibile, per cui non si dovrebbe farlo gratuitamente.Ma è un parere mio.
Giuliana Macrì



2. Caterina Barcucci in data 16/03/2020, 22:46:02

Grazie dott. Turini, per le sue parole. Sono una guida turistica, aggiungo senza modestia altamente qualificata, il suo articolo dunque mi coinvolge direttamente
Raccontare per avvicinare all’arte, alla storia alla cultura richiede professionalità. La ringrazio per averlo sottolineato.
Tante visite gratuite, fornite senza costrutto, con lo scopo di portare soldi alle associazioni o fondi che li organizzano sono un abuso. Non si permette di fare l’insegnante in forma gratuita a chiunque desideri farlo, non si permette neanche di somministrare cibo senza avere le autorizzazioni.... e qui mi fermo. Le visite guidate gratuite, se non motivate da una ragione specifica, come una tantum, aprono le porte a degli abusi veri e propri. Il problema dei cosiddetti free tours poi è ancora più ampio: sono un vero buco nero di illegalità. Anche senza prendere in considerazione lo svilimento di chi lavora nella speranza dell’obolo della mancia, andrebbe scoperchiato il sommerso e l'evasione fiscale che stanno dietro alle piattaforme che mettono in piazza i cosiddetti free tours.
Caterina Barcucci



3. Giuseppe in data 30/03/2020, 18:44:47

Proporre una pubblicazione settimanale sull'arte GRATUITA e essere contrari a "guide" gratuite, secondo me, non è coerente.
A parte ciò io accompagno (corona-virus permettendo) "gratuitamente", visitatori in alcuni siti religiosi Genovesi, non mi sento in competizione con le "guide di mestiere" Premesso che se non ci fossimo noi chiese ed oratori resterebbero chiusi, se una Guida accompagna "suoi" turisti ci mettiamo a loro disposizione apriamo porte, accendiamo luci ed a volte ci permettiamo anche di cooperare con qualche piccola informazione, certo, a fine visita la domanda c'è "se ritenete di lasciare un'offerta (alla Chiesa o all'Oratorio, NON a noi) vi ringrazio, comunque non è obbligatorio, siete sempre i benvenuti". Facciamo male ?








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