City Life, cosa vedere nel cuore moderno di Milano: 10 tappe


Cosa vedere a City Life, il cuore moderno di Milano: un itinerario in 10 tappe tra grattacieli e arte contemporanea.

Il quartiere City Life a Milano è un piccolo centro a misura d’uomo, nel cuore della città più moderna d’Italia. Al tempo stesso nuovo simbolo di Milano e nuovo standard per lo sviluppo sostenibile e architettonicamente innovativo in tutta Italia, City Life è allo stesso tempo molto più di un quartiere del capoluogo lombardo: è l’esempio concreto di come parole come “rigenerazione” e “recupero” possano andare di pari passo con stile e innovazione. Come è proprio di una città sempre all’avanguardia come Milano, City Life nasce all’inizio degli anni Duemila con il trasferimento di gran parte del quartiere fieristico meneghino da Portello a Rho e con la successiva apertura di una gara internazionale per ripensare una superficie di circa 255mila metri quadrati. A spuntarla è stato il consorzio City Life per oltre 500 milioni di euro e poco dopo si è costituita l’omonima società controllata dal gruppo Generali e partecipata da Allianz. Negli anni successivi l’intero quartiere ha cambiato volto seguendo l’avveniristico progetto di tre grandi architetti internazionali come Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid. Sono loro le firme dietro alle tre torri: il Dritto, lo Storto e il Curvo che identificano non solo City Life, ma tutta la Milano del terzo millennio. City Life però è molto di più che un nuovo quartiere degli affari, è un luogo pensato per essere a disposizione della città, con i suoi appartamenti, certo, ma anche con un parco pubblico da 170mila metri quadri e tanto altro ancora. Ecco dieci cose imperdibili a CityLife.

1. Torre Isozaki

Il “Dritto”, costruito tra il 2012 e il 2015, è l’edificio più alto d’Italia per numero di piani, 50, mentre sulla cima dell’antenna raggiunge addirittura i 260 metri e vi si trova, come da tradizione meneghina, anche una copia fedele del simbolo per eccellenza del capoluogo lombardo: la Madonnina. Conosciuto anche come Torre Allianz, questo imponente grattacielo porta la firma dell’architetto giapponese Arata Isozaki assieme ad Andrea Maffei. Isozaki è da decenni una delle firme di riferimento dell’architettura internazionale e vanta nel suo curriculum grandi progetti come il Museo d’arte contemporanea di Los Angeles o il Soho Guggenheim a New York, in Italia ha progettato il Palahockey di Torino per le Olimpiadi invernali del 2006. La Torre Isozaki oggi è dedicata per 47 dei suoi 50 piani a centro direzionale e ospita 2.800 dipendenti italiani del gruppo Allianz, oltre alla sede del comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Tra le tante curiosità riguardo alla Torre Isozaki c’è poi il fatto che al suo interno, lungo le le scale che salgono fino al tetto, conservi il più grande murale del mondo: l’opera di social art Il giro del mondo in 50 piani realizzata dai dipendenti del gruppo Allianz.

Torre Isozaki
Torre Isozaki. Foto Wikimedia/Plflcn

2. Torre Hadid

Lo “Storto” svetta per 177 metri sul cielo di Milano. La Torre Hadid, conosciuta anche come Torre Generali, ha qualche piano in meno della Torre Isozaki, 44 anziché 50, ma uno stile ugualmente inconfondibile. Realizzata tra il 2014 e il 2017 secondo il progetto dello studio Zaha Hadid architets, si contraddistingue per il movimento torsionale dell’edificio che diminuisce più si sale verso l’alto fino a scomparire del tutto negli ultimi piani. A guidare l’intera progettazione e realizzazione di questo grattacielo all’avanguardia è stata la volontà di perseguire un’elevata efficienza energetica e una altrettanto alta attenzione al contenimento dei costi energetici. A pensare e progettare quella che, al pari delle altre due torri, sarebbe dovuta essere fin dall’inizio un nuovo simbolo per l’intera città è stata d’altronde una delle grandi firme dell’architettura contemporanea: Zaha Hadid. Scomparsa nel 2016, quando la costruzione del grattacielo era ancora in corso, Hadid è stata l’unica donna a vincere il prestigioso premio Pritzker nel 2004 e una delle capofila e massime esponenti della corrente decostruttivista. Tanti i progetti che portano la sua firma in ogni angolo del mondo, solo in Italia si ricordano il Maxxi di Roma, la stazione dell’alta velocità Napoli-Afragola e il Museo di arti nuragiche e contemporanee e contemporanee di Cagliari.

Torre Hadid
Torre Hadid. Foto Wikimedia/Plflcn

3. Torre Libeskind

Il “Curvo”, iniziato nel 2016 e terminato nel 2021, è l’ultimo tassello che completa il progetto del nuovo distretto degli affari di City Life. Alta 175 metri, la Torre PwC o Torre Libeskind, è la sede degli uffici meneghini del network internazionale PricewaterhouseCoopers e nei suoi 30 piani ospita circa 3mila persone. Disegnata dall’architetto americano Daniel Libeskind, questa grande torre è stata concepita per essere parte di una sfera ideale che avvolge tutta piazza delle Tre torri e gli altri due grattacieli. Anche questo imponente edificio cattura l’occhio del visitatore per il suo profilo inconfondibile che, salendo verso l’alto, esce sempre più dalla sagoma di partenza curvandosi verso l’interno. Unico è poi sicuramente lo spettacolo in cui ci si imbatte in cima a questo straordinario edificio. Qui si trova quella che viene chiamata una corona, un blocco in vetro e acciaio di oltre 30 metri che completa il profilo curvo della struttura e che si ispira fortemente alle cupole rinascimentali italiane non solo per stile, ma anche per spettacolarità.

Torre Libeskind
Torre Libeskind

4. Residenze Hadid

Sette grandi palazzi dove lo stile, il verde e la tecnologia sono i grandi protagonisti. Le residenze Hadid conosciute anche come “City Life Milano residential complex” si trovano a poca distanza dalle tre torri e, come lo Storto, portano la firma dell’architetta irachena Zaha Hadid. Questo complesso residenziale è un susseguirsi di linee morbide e grandi spazi dove la natura è lasciata libera di riaffermarsi rigogliosa per andare a incorniciare questi maestosi palazzi. Complessivamente i sette edifici coprono una superficie di oltre 38mila metri quadri al cui centro si trova un grande giardino pubblico su cui si affacciano queste residenze da sogno. I sette palazzi hanno altezze diverse e si passa dai 5 ai 13 piani, ma sono tutti caratterizzati dalle stesse linee morbide e dai grandi balconi ricurvi le cui sagome si vanno a sposare con il profilo dei tetti e delle finestre pensate per favorire l’illuminazione naturale. Le facciate, invece, sono realizzate con pannelli in fibra di cemento ed elementi in legno naturale, mentre per l’impianto energetico si è scelto soluzioni completamente ecosostenibili e non inquinanti.

Residenze Hadid
Residenze Hadid. Foto Consorzio CityLife

5. Residenze Libeskind

Vicini, simili, ma in qualche modo anche completamente diversi. Gli otto palazzi che compongono le residenze Libeskind dialogano a distanza con quelle pensate da Zaha Hadid, ma lo fanno secondo lo stile unico del loro progettista. Daniel Libeskind, dopo aver omaggiato le cupole del Risorgimento italiano con il suo grattacielo Curvo ha pensato per City Life un complesso residenziale in perfetto stile decostruttivista che bene si esprime nelle imponenti facciate dalle geometrie asimmetriche che si snodano tra piazza Giulio Cesare e piazza Amendola. Da un lato gli otto palazzi, la cui altezza varia dai 5 ai 13 piani, guardano al nuovo parco pubblico con, lontano, lo sfondo delle Alpi, dall’altro via Spinola e la città storica. In tutto il complesso occupa più di 150mila metri quadri e ospita 380 appartamenti di varie dimensioni: si va dal bilocale fino ai lussuosissimi attici che occupano due interi piani e hanno anche dei magnifici terrazzi coperti. Anche le residenze Libeskind possono poi contare su grandi aree verdi e numerosi spazi comuni, mentre tutte le unità abitative sono dotate di un sistema integrato che ne controlla, da remoto, ogni aspetto.

Residenze Libeskind. Foto Consorzio CityLife
Residenze Libeskind. Foto Consorzio CityLife

6. Palazzo delle Scintille

Il cuore antico del quartiere più avveniristico di tutta Milano. Il Palazzo delle Scintille con i suoi onnipresenti richiami all’Art Nouveau riesce a sposarsi in maniera armoniosa con i giganti che lo sovrastano a pochi metri di distanza. Dal 1923 il Palazzo delle Scintille è uno degli elementi distintivi di tutta questa zona del capoluogo lombardo. Progettato nel 1923 dall’architetto Paolo Vietti Violi per ospitare un velodromo all’interno della vecchia fiera campionaria, il Palazzo delle Scintille anno dopo anno, decennio dopo decennio ha conosciuto continui cambi di destinazione d’uso e progressivi riammodernamenti. All’interno dei suoi grandi e versatili spazi hanno così trovato posto fiere di automobili, imbarcazioni e persino aerei, ma anche concerti, gare sportive e, addirittura, nel 1946 qui si tenne anche la stagione lirica del Teatro alla Scala. Dopo un lungo periodo di abbandono, durante il quale non è più stato utilizzato, il Palazzo delle Scintille è stato recuperato grazie al rilancio del quartiere. Così, mentre tutta attorno sono il nuovo, il moderno e l’avveniristico a impressionare chi arriva a City Life, per recuperare l’antico padiglione è stata scelta la strada di un restauro conservativo che ne ha esaltato la bellezza e lo ha restituito a tutta la cittadinanza.

Palazzo delle Scintille
Palazzo delle Scintille. Foto Milan Ingegneria SpA

7. Parco City Life

Quasi 170mila metri quadri di verde pubblico in uno degli angoli più moderni della città. Il Parco City Life è un ambiente unico dove ricaricare le batterie e rilassarsi in mezzo alla natura. Il parco alterna prati e zone boscate, ha numerose area di sosta, uno spazio dedicato al fitness, il wifi gratuito e presto sarà è collegato al parco Sempione, al parco Portello e al Montestella da una ciclopedonale. Il progetto del parco va di pari passo con quello della costruzione del nuovo quartiere e, come tutti gli altri interventi a City Life, ha richiamato le attenzioni di numerosi architetti che hanno presentato i propri progetti. Alla fine l’ha spuntata Gustafson Porter in gruppo con One Works, con un progetto dal titolo “Un parco fra le montagne e la pianura”. Per volontà del suo ideatore il progetto paesaggistico riflette le caratteristiche di una città che accoglie in sé la varietà del paesaggio lombardo. Il parco ricrea il microcosmo di Milano e del suo territorio con un susseguirsi di ambienti e situazioni e questo anche grazie alla modellazione del terreno che, durante la realizzazione del parco, è stato trattato quasi come fosse un tessuto pregiato da imbastire e poi cucire secondo il proprio gusto.

Il Parco City Life dall'alto. Foto Comune di Milano
Il Parco City Life dall’alto. Foto Comune di Milano

8. Shopping District

Semplicemente il paradiso degli amanti della moda e del design, ma anche il posto perfetto per fare gli acquisti più disparati oppure concedersi qualche ora di svago. Il City Life Shopping District è il più grande distretto urbano dedicato al commercio in Italia, un luogo speciale dove trovare tutte le ultime novità in commercio, ma anche un posto che propone una nuova concezione di spazio per il tempo libero. Nello Shopping district meneghino trovano posto 80 negozi, 1 supermercato, 20 ristoranti e bar e 7 sale cinema per un totale ben 1.200 posti. Lo Shopping District di City life occupa complessivamente una superficie di 32mila metri quadrati ed è composto da 3 aree collegate tra loro, tutte a loro volta progettate da architetti di fama internazionale che hanno partecipato all’ideazione di tutto il quartiere. Ecco allora che il centro commerciale, coperto su 2 livelli, porta la firma Zaha Hadid Architects e ospita negozi, ristoranti e un cinema multiplex. Al centro dello shopping district si trova poi una piazza centrale all’aperto, circondata da negozi e servizi, progettata da One Works e infine si può trovare un’ultima galleria commerciale, sempre open air, su progetto dello studio ’Mauro Galantino”.

Shopping District. Foto Hufton+Crow
Shopping District. Foto Hufton+Crow

9. ArtLine

Arte contemporanea, natura e design. ArtLine Milano è un progetto di arte pubblica promosso dal Comune di Milano che si snoda all’interno del parco pubblico di City Life. Qui si trova un percorso articolato in oltre 20 opere permanenti: 8 selezionate attraverso un concorso per artisti under40 e le altre di artisti internazionali già affermati. Obiettivo di questo ambizioso progetto è quello di diffondere l’arte nella città, facendola vivere a contatto con gli abitanti del quartiere e con chi quotidianamente si trova ad attraversare il parco. ArtLine Milano è aperta 7 giorni su 7 ed è visitabile gratuitamente, mentre le opere presenti sono state pensate per integrarsi alla perfezione con le architetture di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind e con l’evoluzione naturale del parco progettato dallo studio Gustafson Porter. Artline è però anche pensato per ospitare appuntamenti, incontri, conferenze, workshop, visite guidate e lezioni gratuite. Per quanto riguarda gli artisti che hanno partecipato al progetto gli otto selezionati attraverso concorso sono: Riccardo Benassi, Rossella Biscotti, Linda Fregni Nagler, Shilpa Gupta, Adelita Husni-Bey, Wilfredo Prieto, Matteo Rubbi e Serena Vestrucci, mentre tra quelli invitati con chiamata diretta dei curatori ci sono Judith Hopf e Pascale Marthine Tayou.

ArtLine
ArtLine

10. Gli Orti Fioriti

Un pezzo di campagna tra palazzi e grattacieli. Gli Orti Fioriti di City Life sono un progetto che coinvolge l’associazione Orticola lombarda con l’obiettivo di promuovere il sapere e la tradizione italiana di orticoltura e giardinaggio. Come tutto a City Life anche la loro ideazione ha dietro una grande firma: l’architetto paesaggista Filippo Pizzoni prima e, successivamente, Susanna Magistretti di Cascina Bollate che ne ha curato la realizzazione. Nei 3mila metri quadrati in centro città degli Orti fiortiti, gestiti da City Life e curati dalla Cooperativa del Sole, il visitatore può scoprire molte varietà di fiori, piante e ortaggi come si fosse in aperta campagna. Metro dopo metro, mentre sullo sfondo si stagliano i grandi grattacieli di City Life è possibile distrarsi e rilassarsi e allo stesso tempo scoprire i prodotti alla base della nostra alimentazione quotidiana, ma anche tanti fiori che spesso sono utilizzati a scopi ornamentali all’interno delle nostre case e che qui crescono rigogliosi curati da mani esperte.

Gli Orti Fioriti
Gli Orti Fioriti. Foto Orticola di Lombardia

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