Delta del Po, cosa vedere: viaggio in 10 tappe


Cosa vedere sul delta del Po: un viaggio alla scoperta di 10 luoghi da non perdere.

Il delta del Po è una culla di natura e di civiltà al confine tra Veneto ed Emilia-Romagna. Il delta del Po è simbolo come pochi altri di quanto stretto possa essere il rapporto tra l’ambiente e l’uomo e come l’uno possa plasmare l’altro a propria immagine e viceversa. Il delta del Po, che non a caso è inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco fin dal 1999, è un crogiolo di storia e tradizioni millenarie che si estende per quasi 200 chilometri quadrati e che ogni anno richiama tantissimi visitatori. Protetto da due parchi regionali, il delta del Po è una grande oasi verde plasmata dall’acqua e dal lavoro costante dell’uomo. Non a caso, pur essendo una delle aree protette più antropizzate ed economicamente sviluppate d’Italia, l’area del delta del Po conserva al proprio interno la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate, ma anche borghi e paesi ricchi di veri e propri tesori artistici e architettonici. Ecco le 10 tappe imperdibili del vostro viaggio sul delta del Po

1. Il borgo di Comacchio

La piccola Venezia si trova ad appena 50 chilometri da Ferrara e a poco più di tre dal mare. Comacchio è una città lagunare che può essere considerata la capitale del delta del Po. Tutta la storia di Comacchio gira attorno al rapporto tra l’uomo, la terra e l’acqua. Oggi Comacchio è una frequentata meta turistica adatta a tutti i gusti. A Comacchio ci si può rilassare in uno dei suoi tanti lidi oppure andare a scoprire le sue celebri valli a piedi o in bicicletta, ma è poi tutto il borgo che offre angoli suggestivi, tutti da scoprire. L’antico Ospedale degli infermi, il Duomo, Palazzo Bellini, Trepponti, il santuario di Santa Maria, l’antica Manifattura dei Marinati sono solo dei tanti luoghi da non perdere nel vostro tour alla scoperta di Comacchio.

Il borgo di Comacchio. Foto Emilia-Romagna Turismo
Il borgo di Comacchio. Foto Emilia-Romagna Turismo

2. Il Museo del Delta Antico di Comacchio

All’interno del settecentesco Ospedale degli Infermi si trova il Museo del Delta Antico di Comacchio che ospita numerosi reperti raccolti in tutto il territorio e che ne testimoniano le vicende dalla preistoria sino al medioevo. Tutto il museo, d’altronde, è pensato come un grande contenitore di tutte le tracce che raccontano la centralità di questi luoghi come punto di congiunzione tra l’Adriatico, e quindi il Mediterraneo, e l’Europa continentale. Reperto dopo reperto si potrà così compiere un viaggio dalla nascita della Pianura Padana fino al Medioevo passando per la città etrusca di Spina, al mondo romano, con l’incredibile carico di una nave perfettamente conservato, e alla nascita di Comacchio che ha lungo rivaleggiato con Venezia.

Il Museo del Delta Antico di Comacchio
L’Ospedale degli Infermi, sede del Museo del Delta Antico di Comacchio. Foto di Francesco Cavallari

3. La cattedrale di Comacchio

Maestoso e imponente, il Duomo di Comacchio, dedicato a San Cassiano, si erge con il suo profilo unico al centro di piazza XX Settembre. L’attuale edificio risale al XVIII secolo e si distingue per le sue dimensioni che appaiono quasi fuori scala rispetto alle case e ai palazzi che lo circondano. Con la sua facciata di mattoni in cui spiccano capitelli, basamenti e cornicione in pietra d’Istria è impossibile non restare colpiti dal suo inconfondibile profilo. L’interno è formato da un unica navata con una serie di cappelle laterali e a rapire l’occhio è soprattutto lo scenografico altare in marmo. Inconfondibile è poi la grande torre campanaria, uno dei simboli più riconoscibili di tutta Comacchio.

La cattedrale di Comacchio
La cattedrale di Comacchio. Foto di Laura Simonazzi

4. L’Abbazia di Pomposa

Le origini dell’abbazia vanno fatte risalire al VI-VII secolo quando sorse un insediamento benedettino al centro di quella che era l’isola di Pomposa, in mezzo a due rami del delta del Po. L’abbazia di Pomposa si trova ora nel Comune di Codigoro, a 50 chilometri da Ferrara e a 20 da Comacchio. Nel corso dei secoli il monastero di Pomposa ha visto passare numerosi personaggi illustri che qui vi hanno soggiornato a lungo. Oggi il percorso di visita comprende il campanile, il chiostro con tutti gli ambienti annessi, il Palazzo della Ragione e la splendida chiesa di Santa Maria. Al suo interno si trova un magnifico ciclo di affreschi di ispirazione giottesca e uno splendido pavimento a mosaico.

L'Abbazia di Pomposa
L’Abbazia di Pomposa

5. Il Giardino botanico di Porto Caleri

A Rosolina Mare, nella parte veneta del delta del Po, si trova il Giardino Botanico di Porto Caleri. Questa area verde si estende per circa 44 ettari e la sua creazione è stata voluta dalla Regione Veneto nel 1990 per conservare e preservare un ambiente naturale unico. Il giardino consente al visitatore di passeggiare e toccare con mano tanti scenari diversi con flora e fauna particolarissime. Si parte della vegetazione delle sabbie, a ridosso del mare, con le sue prime dune, mentre addentrandosi all’interno ci si imbatte nella macchia di arbusti e poi ancora nelle grandi pinete. Di particolare interesse è però anche il grande percorso attrezzato all’interno degli specchi d’acqua salmastra vicini alla laguna di Caleri.

Il Giardino botanico di Porto Caleri. Foto Parco Delta del Po
Il Giardino botanico di Porto Caleri. Foto Parco Delta del Po

6. La Via delle Valli

Per scoprire le tante meraviglie naturalistiche e culturali del delta del Po il miglior modo è sicuramente quello di percorrerlo con il passo lento del viandante o del ciclista. Sono numerosi i sentieri e le strade attrezzate per questo tipo di viaggiatori in tutto il territorio, la più celebre è senza dubbio la Via delle Valli. Questa segue due percorsi, uno a Nord e uno a Sud. Nel primo caso si parte da Rosolina Mare e si cammina, o si pedala, sotto il livello del mare tra boschi, valli e canali tra l’Adige e il Po di Levante, nel secondo il via è fissato invece a nel Comune di Porto Viro per un viaggio alla scoperta del lento processo della bonifica e come questo abbia cambiato il territorio.

La Via delle Valli
Fenicotteri lungo la Via delle Valli. Foto Parco Delta del Po/Daniele Soncin

7. Il Bosco della Mesola

Il bosco delle fiabe in piena pianura Padana. La riserva naturale del Bosco della Mesola si estende per oltre mille ettari ed è oggi uno degli ultimi, e meglio conservati, boschi di pianura d’Italia. I suoi alberi proteggono una fauna ricchissima e rappresentano una delle poche tracce rimaste delle antiche foreste che nei secoli scorsi si trovavano lungo tutta la costa adriatica. Oggi il bosco ospita tantissimi percorsi escursionistici all’interno di paesaggi suggestivi e dove a farla da padrona è la natura in tutto il suo splendore e con incontri ravvicinati con animali selvatici che sono all’ordine del giorno.

Il Bosco della Mesola
Cervo nel Bosco della Mesola. Foto Parco Delta del Po/Daniele Soncin

8. L’isola dell’Amore

Nel cuore del Comune di Goro, l’isola dell’Amore, caratterizzata dalla presenza del famoso faro di Goro, è formata da una lingua di sabbiale le cui dune cambiano continuamente forma a causa del vento e delle maree. L’isola è raggiungibile esclusivamente in barca e la sua spiaggia è considerata una delle più belle e incontaminate d’Italia. Dotata di un fascino selvaggio, l’isola dell’Amore è un luogo unico dove godersi una giornata di relax immersi in uno scenario davvero suggestivo tra la vegetazione rigogliosa, le colonie di uccelli acquatici che qui hanno la loro casa e, persino, i delfini che non è raro nuotare a poca distanza dalla riva.

Po di Goro e faro sull'Isola dell'Amore. Foto di Carlo Pelagalli
Po di Goro e faro sull’Isola dell’Amore. Foto di Carlo Pelagalli

9. La Sacca degli Scardovari

Si tratta di uno degli scenari più conosciuti e caratteristici dell’intero delta del Po. La sacca degli Scardovari si trova a Porto Tolle ed è composta da un grande specchio d’acqua che si estende tra le foci del Po di Gnocca e del Po delle Tolle. Questo bacino si inoltra per diversi chilometri nell’entroterra ed è un luogo ideale per la coltivazione di vongole, cosse e ostriche. Proprio questo rapporto stretto tra acqua e uomo ha contribuito in maniera decisiva a plasmare il paesaggio dove si possono ammirare le caratteristiche cavàne dei pescatori, delle case costruite sospese sull’acqua su delle palafitte, che sono uno dei simboli più riconosciuti di queste terre.

La Sacca degli Scardovari
La Sacca degli Scardovari. Foto di Luigi Prearo

10. La Pieve di Argenta

Sulla riva destra del fiume Reno e nell’alveo del Po di Primaro si trova la bella pieve di San Giorgio, ad Argenta. Circondata dagli alberi e da una natura lussureggiante, la pieve risale al 569 quando fu fatta costruire dall’allora arcivescovo di Ravenna. Oggi si presenta in una navata unica con un imponente portale in marmo in stile romanico. All’interno spiccano un altare in marmo in stile bizantino e quello che resta di affreschi del XII secolo. I resti archeologici della pieve sono oggi conservati e riprodotti tra il Museo delle Valli, il Museo civico di Argenta e il museo arcivescovile di Ravenna

La Pieve di Argenta
La Pieve di Argenta. Foto di Nicola Quirico

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