Dieci borghi da visitare nel Piemonte


Il Piemonte è la nuova tappa del viaggio alla scoperta dei borghi d'Italia: eccone dieci da visitare in regione.

1. Barolo

Barolo è uno dei centri principali delle Langhe ed è universalmente noto per il vino che si produce in questa terra e che porta lo stesso nome del borgo. Ma non solo: è anche un importante centro internazionale per la musica e le lettere, dal momento che qui, dal 2009, si tiene il festival “Collisioni”, che ogni anno porta a Barolo le grandi star della musica italiana e internazionale, oltre ai più grandi scrittori del mondo, per una formula che non ha eguali. Borgo idilliaco tra le colline, trae origini da un insediamento barbarico altomedievale e si sviluppo nel Duecento: da vedere il Castello (che ospita il Museo delle Contadinerie e la Biblioteca Storica organizzata da Silvio Pellico), l’Enoteca, il WiMu - Wine Museum, museo etnografico ed enologico del Barolo.

Veduta di Barolo
Veduta di Barolo

2. Volpedo

Il nome di Volpedo è legato a quello del suo cittadino storico più illustre: il grande pittore Giuseppe Pellizza, autore del Quarto stato, che qui nacque e morì. La presenza dell’artista è qui ancora viva: nella chiesa ottocentesca di San Pietro apostolo si trova un suo San Luigino dipinto nel 1894, e per conoscere da vicino la sua storia la sua arte è possibile recarsi ai Musei di Pellizza da Volpedo: lo Studio del pittore, il Museo didattico e la pieve romanica di San Pietro, dove sono stati allestiti percorsi dedicati per approfondirne la conoscenza. La pieve romanica è inoltre il principale monumento del borgo: costruita nel X secolo e rimaneggiata nel Quattrocento, ospita affreschi rinascimentali.

La pieve romanica di Volpedo
La pieve romanica di Volpedo

3. Mondovì

Oggi moderno centro di oltre ventimila abitanti in provincia di Cuneo, in passato fu terra di confine tra i possedimenti dei marchesi del Monferrato, i duchi di Milano e i Savoia e quindi molto contesa (ci fu peraltro un periodo in cui Mondovì fu la città più popolosa del Piemonte, nel Cinquecento). La lunga storia del borgo si riverbera nei suoi monumenti: la chiesa di San Francesco Saverio ospita le opere di Andrea Pozzo, uno dei più grandi artisti italiani del tardo Seicento, le mura e le torri medievali dimostrano lo sviluppo che il borgo raggiunse in quel periodo (la piazza Maggiore conserva edifici di epoca gotica), il Museo Civico della Stampa indica che Mondovì fu uno dei centri tipografici più attivi dell’Italia antica.

Mondovì, piazza Maggiore
Mondovì, piazza Maggiore

4. Orta San Giulio

Situato su un promontorio che si affaccia sul lago d’Orta, il borgo ha origini medievali e si trova proprio di fronte all’Isola di San Giulio, su cui si trova un altro piccolo centro abitato. A Orta è da vedere la chiesa di Santa Maria Assunta, rinascimentale ma ricostruita nel Seicento, e poco lontano dal borgo il Sacro Monte di Orta, uno dei Sacri Monti alpini che fanno parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco: tra gli illustri visitatori che vi si recarono in passato figura anche Friedrich Nietzsche. Il Sacro Monte di Orta è, dei Sacri Monti alpini, l’unico dedicato a un solo santo, ovvero san Francesco d’Assisi. Nell’Isola di San Giulio, da vedere la Basilica di San Giulio e l’abbazia Mater Ecclesiae.

Veduta di Orta San Giulio. Ph. Credit Carlo Colombo
Veduta di Orta San Giulio. Ph. Credit Carlo Colombo

5. Garessio

La storia di Garessio si perde nella preistoria, dal momento che insediamenti di tale epoca sono attestati nelle vicinanze: l’odierno borgo si trova sulle montagne che furono un tempo abitate dai liguri che combatterono contro i romani, e nel Medioevo furono possedimento del marchesato di Ceva, al quale Garessio era assoggettata. Il borgo medievale, noto anche come “Borgo Maggiore”, conserva tracce delle antiche mura: vi si possono vedere il seicentesco Palazzo Comunale, la chiesa di San Giovanni che accoglie opere del XVII secolo (da vedere il sagrato disegnato da Giorgetto Giugiaro, nato a Garessio), la chiesa medievale di Santa Maria Extra Moenia, la più antica del borgo.

Veduta di Garessio
Veduta di Garessio

6. Usseaux

Piccolo comune di 185 abitanti, situato a più di mille e quattrocento metri d’altitudine, è un centro di alta montagna della val Chisone e corrisponde forse al villaggio che Giulio Cesare chiama Occellum nel De Bello Gallico: si trova a pochi chilometri dal confine con la Francia, e ancora oggi vi si parla una variante della lingua occitana. Borgo a vocazione contadina, è composto da un piccolo nucleo di case in pietra che ha conservato il suo aspetto antico: una delle caratteristiche di Usseaux sono i dipinti murali che si trovano lungo i vicoli del villaggio. Tra i monumenti spicca la parrocchiale di San Pietro, di origine settecentesca.

Uno dei murali di Usseaux
Uno dei murali di Usseaux

7. Arona

Ameno borgo della riva piemontese del lago Maggiore, Arona si origina in epoca romana ma si sviluppa soprattutto durante il Rinascimento, quando diventa un feudo dei Borromeo, sottoposto al ducato di Milano: è su un’altura a poca distanza dal centro storico che si eleva il Colosso di san Carlo Borromeo (il santo nacque nella rocca di Arona, smantellata in epoca napoleonica: oggi rimangono alcune rovine), l’enorme statua in bronzo (di 35 metri d’altezza), realizzata nel 1698 su disegno di uno dei più grandi artisti del Seicento, Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, che la progettò nel 1614. Fino alla realizzazione della Statua della Libertà di New York, il “san Carlone” è rimasto la statua più alta del mondo. Da vedere, nel grazioso centro storico, il lungolago, la collegiata della Natività di Maria ricca di opere d’arte di importanti artisti (da non perdere lo splendido Polittico della Natività di Gaudenzio Ferrari, del 1510), la chiesa dei Santi Graziano, Felino, Fedele e Carpoforo (dove si trova una pala del Bergognone), la piazza del Popolo su cui sorgono il trecentesco Broletto e la chiesa neoclassica di Santa Maria di Loreto.

Panorama di Arona. Ph. Credit Alessandro Vecchi
Panorama di Arona. Ph. Credit Alessandro Vecchi

8. Sestrière

Rinomato centro sciistico di fama internazionale (ha ospitato gare della Coppa del Mondo e dei Campionati Mondiali di sci alpino, oltre che delle Olimpiadi invernali di Torino 2006), Sestrière, situato a 2.035 metri sul livello del mare, è il comune più alto d’Italia. Si tratta di un insediamento di origini recenti, dal momento che fu fondato nel 1934 per decreto regio, in un territorio che apparteneva al comune di Cesana, e lega il suo nome a quello degli Agnelli: qui, Giovanni Agnelli fece costruire hotel e funivie. Proprio i due hotel, progettati da Vittorio Bonadè Bottino, sono due capolavori del razionalismo italiano. Da vedere anche la chiesa di Sant’Edoardo, novecentesca, ma costruita in forme che richiamano quelle delle chiese romaniche: anche questa è un’opera di Vittorio Bonadè-Bottino e gli fu commissionata da Giovanni Agnelli, che intendeva commemorare il figlio Edoardo scomparso per un incidente nel 1935. I portali sono opera di Arturo Dazzi, uno dei maggiori scultori dell’epoca.

Veduta di Sestrière
Veduta di Sestrière. Ph. Credit

9. Cavour

Si trova all’imbocco della Valle Po, vicina alle sorgenti del fiume più lungo d’Italia, al confine tra le province di Torino e Cuneo. Il territorio era abitato dai liguri e fu poi colonizzato dai romani all’epoca di Cesare: qui fondarono il municipio di Forum Vibii-Caburrum, da cui deriva il nome attuale. Cavour è stata a lungo feudo dei conti Benso, famiglia a cui appartenne, com’è noto, il primo presidente del consiglio d’Italia, Camillo Benso di Cavour. Da vedere la singolare Rocca, un “monandnock”, ovvero una montagna alpina che sorge nel mezzo della pianura (sulla quale si eleva per oltre quattrocento metri), e sulla quale sorgono resti di un castello, e poi ancora, vicino all’abitato, l’abbazia di Santa Maria dell’XI secolo, che ospita il più antico altare della regione.

Veduta di Cavour
Veduta di Cavour

10. Racconigi

Borgo di pianura ai piedi delle alpi Cozie e non lontana dal territorio del Roero, Racconigi ha origini medievali, epoca in cui il borgo conobbe il primo sviluppo, ma il vero impulso arrivò solo nel Seicento quando i Savoia rafforzarono la principale attività della città, ovvero la coltivazione del baco da seta. Non solo: i Savoia infatti decisero di stabilire a Racconigi una delle loro residenze di piacere, ampliando l’antico castello. Oggi, la reggia è il Castello Reale di Racconigi, uno dei beni Unesco compresi nel sito delle Residenze Sabaude del Piemonte. Nel borgo da vedere anche la chiesa barocca di San Giovanni Battista con la caratteristica facciata di mattoni, la chiesa settecentesca di Santa Maria Maggiore progettata da Filippo Juvarra (l’architetto dei Savoia) che ricostruì il precedente edificio medievale, e il santuario della Madonna delle Grazie, costruito per volere di re Carlo Alberto di Savoia. Il viale monumentale che collega il Castello reale con la monumentale piazza Carlo Alberto è un lungo viale ottocentesco di particolare pregio urbanistico.

Il Castello Reale di Racconigi
Il Castello Reale di Racconigi


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