Lago di Varese, cosa vedere: 10 luoghi imperdibili


Cosa vedere sul Lago di Varese: un itinerario in dieci tappe tra arte, natura e borghi.

Il Lago di Varese: tra passeggiate nella natura, tesori artistici e tracce di un passato lontanissimo. Il lago di Varese è un luogo perfetto per prendersi una pausa dalla vita frenetica della città e rilassarsi in un ambiente dotato di una fascino unico nel suo genere. Tutto il periplo del lago di Varese è anzitutto un percorso ideale per gli amanti delle escursioni in bicicletta poiché una pista ciclabile lo percorre, grazie a un tracciato quasi completamente pianeggiante. Attorno al lago di Varese si possono poi godere di scorci suggestivi e da qui si possono intraprendere tanti percorsi alla scoperta di una natura variegata e di tradizioni antiche. Boschi di castagni e faggi punteggiano il Parco regionale Campo dei fiori, un paradiso per chi vuole dedicarsi al trekking approfittando di una fitta rete di sentieri che sale fino al meraviglioso Sacro Monte di Varese, patrimonio dell’Unesco. Il lago di Varese è però celebre anche per le sue tante ville in stile liberty, le chiese, i monumenti e, non ultimo, lo straordinario villaggio neolitico che sorgeva sull’isolino Virginia. Ecco 10 tappe imperdibili di un viaggio sul lago di Varese.

1. Il chiostro di Voltorre

Poco fuori da Gavirate, nella piccola frazione di Voltorre, sorge il celebre portico risalente al XII secolo. Considerato uno degli esempi più mirabili di architettura romanica lombarda, il chiostro di Voltorre è oggi una sede espositiva permanente, ma soprattutto è un grande... museo di se stesso. Come museo d’arte moderna, il chiostro ospita soprattutto collezioni del territorio solitamente non aperte al pubblico. È però il chiostro stesso ad essere la grande attrazione di Voltorre la cui storia e la cui importanza è possibile ripercorrere nella mostra storica sempre allestita, nelle formelle e nei capitelli del colonnato.

Il chiostro di Voltorre. Foto Wikimedia/Phyrexian
Il chiostro di Voltorre. Foto Wikimedia/Phyrexian

2. Le ghiacciaie di Cazzago Brabbia

Dei tozzi trulli a poche centinaia di metri dalla acque del lago di Varese. Questa è la prima impressione che lasciano di sé al visitatore le ghiacciaie di Cazzago Brabbia. Le “giazzér”, come sono chiamate nel dialetto locale, non hanno però nulla a che vedere con le costruzioni della valle d’Itria, ma hanno comunque una storia affascinante. Si tratta di edifici circolari interamente di pietra che risalgono al XVIII secolo e coprono dei terrapieni profondi fino a dieci metri. Le ghiacciaie un tempo durante l’inverno venivano riempite con lastre di ghiaccio raccolte dai pescatori di Cazzago direttamente dal lago e queste poi erano in grado di conservarsi fino ad un anno intero.

Le ghiacciaie di Cazzago Brabbia. Foto Wikimedia/Phyrexian
Le ghiacciaie di Cazzago Brabbia. Foto Wikimedia/Phyrexian

3. Il sentiero delle sculture di Caldana

All’interno del Parco Regionale Campo dei fiori, il sentiero delle sculture è uno dei luoghi più apprezzati dagli amanti del trekking e, soprattutto, dalle famiglie. Lungo la prima porzione dello spettacolare sentiero che collega l’abitato di Cerro di Caldana al Forte Orino, un caposaldo risalente alla Prima guerra mondiale, si trova questo tragitto immerso nel verde e costellato dai personaggi scolpiti nel legno. Si tratta di opere realizzate nel 2016 da Sergio Terni che, uno dopo l’altro, ha realizzato nei castagni morti il volto del guardiano del bosco e poi ancora uno scoiattolo, la dea bendata, un gigantesco ragno, una vipera, un gufo e poi ancora una gnomo con tanto di cappello rosso, una strega sdentata e anche un piccolo elfo con la sua lanterna.

Il sentiero delle sculture di Caldana. Foto Camera di Commercio di Varese
Il sentiero delle sculture di Caldana. Foto Camera di Commercio di Varese

4. Capolago

Al di fuori dagli itinerari del turismo di massa, Capolago è una perlache conserva ancora intatta le vestigia del suo passato e le tradizioni dei suoi abitanti. A lungo Comune autonomo, Capoloago si trova a circa quattro chilometri dal centro di Varese di cui oggi è una delle sue frazioni. Ogni anno Capolago ospita la festa del bosco, organizzata dal gruppo Alpini, che richiama tantissime persone, ma a meritare una visita sono anche l’antica chiesa del monastero e il celebre pontile che si può raggiungere con una piccola deviazione rispetto alla ciclabile e che si estende per decine di metri sulle acque del lago regalando panorami mozzafiato.

Capolago. Foto Wikimedia/Phyrexian
Capolago. Foto Wikimedia/Phyrexian

5. Azzate

Incastonato tra le placide acque del lago di Varese e le montagne che ne fanno da onnipresente sfondo, Azzate è un luogo che infonde tranquillità e rilassatezza. Tra paesaggi da cartolina e locali dove staccare la spina, Azzate conserva tanti monumenti e luoghi d’interesse a cominciare, sicuramente, dal santuario della Madonna del lago al cui interno si trova un affresco della Natività oggetto di profonda devozione da parte degli abitanti del luogo che ogni anno, ad ottobre, lo celebrano con la Festa della Madonnina del lago. Spostandosi di poco dalle sponde del lago ci si può imbattere poi in paesaggi bucolici testimoni delle tradizioni di questa terra tra cascine, campi e mulini. Menzione speciale la merita infine la chiesa di San Giorgio che si trova nella frazione di Vegonno.

Azzate, belvedere sul Lago di Varese. Foto Wikimedia/Phyrexian
Azzate, belvedere sul Lago di Varese. Foto Wikimedia/Phyrexian

6. Museo Salvini di Cocquio Trevisago

Un mulino del Seicento che ha dato i natali al pittore Innocente Salvini (Cocquio Trevisago, 1889 - 1979) e ora trasformato in un museo davvero particolare. Tutto questo si trovo a Cocquio Trevisago, dove l’artista lombardo abitò e lavorò per una vita intera. Ai suoi lavori dalla forte impronta espressionista è dedicata una bella gipsoteca che è resa ancora più interessante dalla particolare sede che la ospita. Il Museo Salvini si trova all’interno di un antico mulino che rappresenta di per sé una splendida testimonianza di archeologia industriale caratterizzata da due ruote e una serie di ingranaggi perfettamente funzionati. A tutto questo si aggiungono poi i resti di una torre medievale.

Museo Salvini di Cocquio Trevisago
Museo Salvini di Cocquio Trevisago. Foto InLombardia

7. Villa Della Porta Bozzolo

A pochi chilometri da Varese, nel paese di Valcuvia si trova villa Della Porta Bozzolo, una dimora di campagna del XVI secolo divenuta poi elegante residenza estiva nel corso del Settecento. Questo gioiello architettonico racconta bene le atmosfere del suo tempo e lo sfarzo in cui vivevano i suoi ricchi proprietari. Immersa in uno scenografico giardino all’italiana, villa Della Porta Bozzolo conserva un’anima rustica, propria di quando venne costruita, ma è celebre soprattutto per quanto le hanno lasciato i restauri successivi quando si è trasformata in un luogo di feste e di villeggiatura. Oggi si possono visitare i tanti salotti, salottini e saloni affrescati in stile roccocò con illusionistiche architetture dipinte.

Villa Della Porta Bozzolo. Foto FAI - Fondo Ambiente Italiano
Villa Della Porta Bozzolo. Foto FAI - Fondo Ambiente Italiano

8. Riserva naturale della Palude Brabbia

La Palude Brabbia è un magnifico esempio di torbiera bassa pedemontana di origine post-glaciale. Tra grandi aree a canneto e numerosi specchi d’acqua la palude Brabbia è oggi un importantissima oasi naturalistica che ospita numerose specie di animali e di piante. Qui si passa dall’ambiente acquatico a quello boschivo e così ci si può imbattere in una grandissima biodiversità che può essere osservata da vicino grazie ai numerosi percorsi attrezzati che attraversano la palude e alla possibilità di seguire anche delle visite guidate per andare a scoprire anche gli angoli più remoti di questo luogo unico nel suo genere.

Riserva naturale della Palude Brabbia
Riserva naturale della Palude Brabbia

9. L’isolino Virginia

A pochi metri dalla riva occidentale del lago di Varese, nel territorio di Biandronno, si trova l’isolino Virginia, un triangolo di terra dalla storia antichissima. Qui fin dal XIX secolo sono stati trovati importanti resti di un insediamento preistorico e, in particolare, le tracce di siti palafitticoli del Neolitico, risalenti ad almeno il 3.500 avanti Cristo. Questo è il più antico abitato preistorico palafitticolo dell’arco alpino iscritto dal 2011 nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco e oggi si può visitare un piccolo museo che ripercorre la storia e l’evoluzione di questo sito che è stato abitato dall’uomo per oltre 4mila anni.

L'isolino Virginia
L’isolino Virginia. Foto di Andrea Ganugi

10. Museo Civico Bodini di Gemonio

Una cascina rurale settecentesca ospita le opere di Floriano Bodini e di altri artisti a lui affini. La collezione consiste in numerosi libri e poi sculture, dipinti e opere grafiche di artisti apprezzati e collezionati dallo stesso Bodini oltre che numerosi suoi lavori che coprono l’intero arco della sua attività artistica tra gessi, bronzi, terrecotte, marmi e molteplico pezzi della produzione medaglistica e grafica. Il Museo vanta inoltre un’ampia collezione permanente di sculture di artisti che vanno da Leonardo Bistolfi a Medardo Rosso, da Arturo Martini a Giacomo Manzù, da Giuseppe Grandi a Lucio Fontana e da Francesco Messina ad Augusto Perez. Tra i dipinti, sono presenti opere di Alberto Sughi, Franco Francese, Giuliano Vangi, Giuseppe Zigaina, Piero Leddi e molti altri.

Museo Civico Bodini di Gemonio
Museo Civico Bodini di Gemonio

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