I Leonardeschi: cinque musei a Milano per conoscere i loro capolavori


Cinque musei da vedere in due giorni a Milano per conoscere i capolavori dei Leonardeschi, gli artisti della cerchia di Leonardo da Vinci.

Nella storia dell’arte vengono definiti “Leonardeschi” i pittori che studiarono assieme a Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 - Amboise, 1519) oppure la cui arte guardò a quella del grande genio toscano. Si tratta di un gruppo di artisti attivi a Milano (dove Leonardo trascorse il periodo più lungo della sua carriera artistica: diciassette anni, dal 1482 al 1499) e, più in generale, in Lombardia, e che diffusero il suo linguaggio nella regione e nell’Italia del nord. Tra i Leonardeschi si annoverano allievi diretti sicuri di Leonardo, come Francesco Melzi, Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì (qui un approfondimento su questo artista), Giovanni Ambrogio de Predis, Marco d’Oggiono e Giovanni Antonio Boltraffio; artisti di cui abbiamo poche notizie in merito alla formazione, ma che possiamo presumere facessero parte della cerchia di Leonardo, come Cesare da Sesto, Giovan Pietro Rizzoli detto il Giampietrino e Francesco Galli detto il Napoletano; artisti che, pur non essendo stati allievi di Leonardo, risentirono in modo profondo del suo stile, come Bernardino Luini, Andrea Solari, Giovanni Agostino da Lodi.

Molti dei più interessanti capolavori dei Leonardeschi si concentrano a Milano e negli immediati dintorni: per questo nuovo articolo del nostro format “Cinque luoghi da visitare in due giorni”, vi suggeriamo cinque musei del capoluogo lombardo dove è possibile ammirare alcune delle principali opere dei Leonardeschi per avere esperienza diretta della loro arte, comprendere com’era formato questo gruppo, quali caratteristiche separano gli allievi dal maestro, e gli artisti della cerchia dai loro colleghi. Da visitare, come sempre, nello spazio di un fine settimana! Naturalmente non si tratta di un itinerario esauriente e completo, perché ci sono anche altri musei (oltre che chiese e palazzi, ovviamente) dove si possono ammirare opere non meno importanti dei Leonardeschi. Ma per questo episodio ci concentriamo sui musei, e avremo comunque modo di vedere altri luoghi che custodiscono i loro capolavori.

1. Il Castello Sforzesco

Il Castello Sforzesco è uno degli unici tre luoghi a Milano dove ancora si conservano dipinti di Leonardo da Vinci: qui si trovano infatti le decorazioni della Sala delle Asse (a questo link un approfondimento, qui invece un articolo sul restauro terminato nel 2019), mentre gli altri due sono il refettorio di Santa Maria delle Grazie dove si ammira l’Ultima cena e la Pinacoteca Ambrosiana che conserva invece il Ritratto di musico. Nella Pinacoteca del Castello Sforzesco si trovano anche alcune delle più interessanti realizzazioni dei Leonardeschi: tra queste, va menzionata sicuramente la Madonna col Bambino, san Giovannino e l’angelo di Marco d’Oggiono, una replica, in toni più dimessi, della Vergine delle rocce di Leonardo. Ancora, una bella Maddalena del Giampietrino, le Nozze di Cana di Marco d’Oggiono, un ritratto muliebre di Andrea Solario e anche alcuni tondi dello sfuggente Maestro della Pala Sforzesca, un leonardesco per il quale ancora non si è riusciti a trovare un nome.

Marco d'Oggiono, Madonna col Bambino, san Giovannino e l'angelo (1510 circa; tempera e olio su tavola, 54 x 48,5 cm; Milano, Castello Sforzesco)
Marco d’Oggiono, Madonna col Bambino, san Giovannino e l’angelo (1510 circa; tempera e olio su tavola, 54 x 48,5 cm; Milano, Castello Sforzesco)


Giovan Pietro Rizzoli detto il Giampietrino, Maddalena (1520-1530 circa; olio su tavola trasportato su tela, 57,5 x 73,5 cm; Milano, Castello Sforzesco)
Giovan Pietro Rizzoli detto il Giampietrino, Maddalena (1520-1530 circa; olio su tavola trasportato su tela, 57,5 x 73,5 cm; Milano, Castello Sforzesco). Ph. Francesco Bini

2. La Pinacoteca Ambrosiana

Come già ricordato, la Pinacoteca Ambrosiana conserva uno dei rari dipinti di Leonardo da Vinci ancora presenti a Milano (nonché l’unico dipinto mobile), ovvero il Ritratto di musico, ma il museo che si costituì dalla raccolta di Federico Borromeo accoglie numerosi dipinti importanti: è infatti il luogo che conserva l’unica opera attribuibile con un buon margine di sicurezza al Salaì, ovvero il Cristo redentore che è entrato a far parte della collezione del museo in tempi molto recenti, nel 2016, a seguito di una donazione (e sempre al Salaì è tradizionalmente attribuito un San Giovanni Battista per il quale tuttavia gli orientamenti più recenti della critica sono propensi a formulare l’ipotesi di un ignoto leonardesco). La Pinacoteca conserva inoltre diverse opere di Bernardino Luini, compresa la celebre Sacra Famiglia con sant’Anna e san Giovannino appartenuta al cardinale Borromeo e che, come molte opere dell’Ambrosiana, fu requisita dalle truppe napoleoniche e condotta in Francia, per poi tornare nel 1815 (per conoscere l’opera di Luini, una visita all’Ambrosiana è fondamentale). Presente anche un Ritratto di dama di De Predis.

Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì, Testa di Cristo redentore (1511; olio su tavola, 57,5 x 37,5 cm; Milano, Pinacoteca Ambrosiana)
Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì, Testa di Cristo redentore (1511; olio su tavola, 57,5 x 37,5 cm; Milano, Pinacoteca Ambrosiana)


Bernardino Luini, Sacra Famiglia con sant'Anna e san Giovannino (1520-1530 circa; tempera e olio su tavola, 118 x 192 cm; Milano, Pinacoteca Ambrosiana)
Bernardino Luini, Sacra Famiglia con sant’Anna e san Giovannino (1520-1530 circa; tempera e olio su tavola, 118 x 192 cm; Milano, Pinacoteca Ambrosiana)

3. La Pinacoteca di Brera

La Pinacoteca di Brera, oltre a essere uno dei maggiori musei italiani, è anche un vero tempio della pittura leonardesca, perché qui sono rappresentati quasi tutti gli artisti che guardarono a Leonardo, e peraltro tutti con opere di grande rilievo. Uno dei passaggi più spettacolari del museo riguarda proprio un leonardesco: si tratta dell’ambiente in cui sono esposti gli affreschi staccati che Bernardino Luini eseguì per la cappella della Natività della Vergine nella chiesa di Santa Maria della Pace a Milano. La Sala XI della Pinacoteca espone inoltre la Pala Sforzesca dalla quale la critica ha formulato il nome del Maestro della Pala Sforzesca per indicarne il suo ignoto autore. E poi ancora, tra i capolavori dei Leonardeschi conservati a Brera, vanno citati sicuramente la Madonna dei Garofani di Giovanni Andrea Boltraffio, i Tre Arcangeli di Marco d’Oggiono, la Madonna dell’albero di Cesare da Sesto, la Madonna del Roseto di Bernardino Luini, la Madonna col Bambino del Giampietrino, la Madonna col Bambino di Francesco Galli, il Battesimo di Cristo di Marco d’Oggiono e Giovanni Agostino da Lodi. Insomma: ci sono praticamente tutti.

Maestro della Pala Sforzesca, Pala Sforzesca (1494-1495; tempera e olio su tavola, 230 x 165 cm; Milano, Pinacoteca di Brera)
Maestro della Pala Sforzesca, Pala Sforzesca (1494-1495; tempera e olio su tavola, 230 x 165 cm; Milano, Pinacoteca di Brera, inv. 451)


Cesare da Sesto, Madonna dell'Albero (1512-1520; olio su tavola, 46 x 36 cm; Milano, Pinacoteca di Brera, inv. 326)
Cesare da Sesto, Madonna dell’Albero (1512-1520; olio su tavola, 46 x 36 cm; Milano, Pinacoteca di Brera, inv. 326)


Marco d'Oggiono, I tre arcangeli (1516; olio su tavola, 255 x 190 cm; Milano, Pinacoteca di Brera, inv. 447)
Marco d’Oggiono, I tre arcangeli (1516; olio su tavola, 255 x 190 cm; Milano, Pinacoteca di Brera, inv. 447)

4. Il Museo Poldi Pezzoli

Anche il Museo Poldi Pezzoli conserva un cospicuo nucleo leonardesco, ma non solo: l’istituto di via Manzoni custodisce infatti anche diversi tessuti rinascimentali con le imprese sforzesche (anche se per ragioni conservative non vengono sempre esposti), oltre a oreficerie dell’epoca. Insomma, la visita al Poldi Pezzoli è importante per conoscere il contesto della corte sforzesca, nel quale si trovarono a operare a lungo tutti gli artisti della cerchia di Leonardo da Vinci. Ancora, il Poldi Pezzoli ha anche quella che è forse una testimonianza molto diretta della bottega di Leonardo, un bronzetto raffigurante un Guerriero con scudo che gli studiosi pensano possa essere un bozzetto per il monumento equestre a Francesco Sforza che fu commissionato a Leonardo da Ludovico il Moro (il genio però abbandonò il progetto). Si trovano infine al museo alcuni dipinti molto significativi: la Madonna col Bambino di Giovanni Antonio Boltraffio, un Icosidodecaedro del Giampietrino e l’Ecce Homo di Andrea Solario.

Andrea Solari, Ecce Homo (1515; tempera e olio su tavola, 43 x 33 cm; Milano, Museo Poldi Pezzoli, inv. 1647)
Andrea Solari, Ecce Homo (1515; tempera e olio su tavola, 43 x 33 cm; Milano, Museo Poldi Pezzoli, inv. 1647)


Bottega di Leonardo da Vinci (?), Guerriero con scudo (1490 circa; bronzo, altezza 13,2 cm; Milano, Museo Poldi Pezzoli, inv. F.C. 77/68)
Bottega di Leonardo da Vinci (?), Guerriero con scudo (1490 circa; bronzo, altezza 13,2 cm; Milano, Museo Poldi Pezzoli, inv. F.C. 77/68)

5. Il Museo Diocesano

Visitare il Museo Diocesano di Milano significa farsi un’idea delle opere dei Leonardeschi che popolavano le chiese della città. In particolare, l’istituto di piazza Sant’Eustorgio conserva due dipinti molto interessanti: il primo è una delle opere del Giampietrino più vicine a Leonardo da Vinci. Si tratta del Cristo portacroce, opera che Giovan Pietro Rizzoli realizzò basandosi su di un modello del maestro, documentato da un disegno del 1490 circa conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia (l’opera del Giampietrino è invece degli anni Venti del Cinquecento, risalente a un periodo in cui il Giampietrino prese a studiare con nuova lena le opere del maestro). Il secondo è invece una pala dell’ultima fase dell’attività di Marco d’Oggiono, la Madonna in trono con il Bambino, san Gerolamo, san Bernardino da Siena e san Giovanni da Capestrano, che l’artista eseguì tenendo presente l’esempio della Vergine delle rocce.

Giovan Pietro Rizzoli detto il Giampietrino, Cristo portacroce (1520 circa; olio su tavola, 74 x 59 cm; Milano, Museo Diocesano)
Giovan Pietro Rizzoli detto il Giampietrino, Cristo portacroce (1520 circa; olio su tavola, 74 x 59 cm; Milano, Museo Diocesano)


Marco d’Oggiono, Madonna in trono con il Bambino, san Gerolamo, san Bernardino da Siena e san Giovanni da Capestrano (1524 circa; olio su tela originariamente su tavola, 177 x150 cm; Milano, Museo Diocesano)
Marco d’Oggiono, Madonna in trono con il Bambino, san Gerolamo, san Bernardino da Siena e san Giovanni da Capestrano (1524 circa; olio su tela originariamente su tavola, 177 x150 cm; Milano, Museo Diocesano)


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