Nel complesso templare di Karnak, a Luxor (Egitto), una missione archeologica congiunta tra Cina ed Egitto ha portato alla luce una serie di nuove evidenze che contribuiscono a ridefinire la conoscenza dell’area del tempio di Montu. Tra i risultati più rilevanti, come riporta l’articolo del quotidiano cinese Global Times, figura la scoperta di un lago sacro finora ignoto, individuato all’interno del recinto del tempio, a ovest del tempio di Maat. La struttura, estesa per oltre cinquanta metri quadrati, si presenta come un bacino artificiale antico ben conservato e caratterizzato da una costruzione articolata.
Il lago sacro è stato interpretato come uno spazio rituale dedicato alla dea Maat, divinità associata ai principi di verità, giustizia ed equilibrio cosmico. La collocazione all’interno del recinto del tempio di Montu e la prossimità con il tempio di Maat suggeriscono un rapporto funzionale e simbolico tra le strutture, inserite in un vasto sistema cerimoniale. Dal punto di vista architettonico, il bacino presenta un ingresso realizzato in mattoni crudi, blocchi di arenaria riutilizzati e una scalinata in arenaria lungo il lato orientale.
Le parti superiori delle pareti, in particolare quella meridionale, risultano rinforzate con una combinazione di mattoni rossi, mattoni crudi e blocchi in arenaria, indice di interventi di consolidamento o di fasi costruttive successive. Di particolare interesse è la presenza, integrata nella scalinata, di un blocco in arenaria che sembra provenire dall’antico portale del tempio di Maat, databile alla XXV dinastia. Tale portale sarebbe stato successivamente sostituito da una nuova struttura in arenaria nel corso della XXX dinastia, a testimonianza di un riuso sistematico dei materiali all’interno del complesso. La scoperta assume un rilievo ulteriore considerando l’assetto complessivo dell’area: il nuovo bacino è stato identificato come il lago sacro meridionale, in quanto affiancato da un secondo lago sacro situato più a nord, entrambi collocati all’interno delle mura del recinto di Karnak. La presenza di due laghi sacri disposti uno accanto all’altro rappresenta una configurazione inusuale, che apre nuove prospettive interpretative sulle pratiche rituali e sull’organizzazione spaziale del complesso.
Nel corso degli scavi, il team ha inoltre rinvenuto decine di mandibole di bovino, oltre a blocchi architettonici riutilizzati recanti riferimenti a sovrani e alla Divina Adoratrice di Amon, figura sacerdotale di grande rilievo nel periodo tardo, compreso tra il 747 e il 332 a.C. I materiali forniscono elementi utili per la ricostruzione del contesto cultuale e saranno fondamentali per stabilire con maggiore precisione la fase iniziale di costruzione del lago sacro.
Le indagini non si sono limitate all’area del lago. Come riporta l’articolo, in un altro settore del sito, noto come area della cappella osiriaca, gli archeologi hanno individuato tre cappelle dedicate a Osiride, una delle principali divinità del pantheon egizio, legata ai cicli agricoli, alla fertilità e all’aldilà. Le cappelle, destinate a funzioni rituali, erano accompagnate da numerose statuette raffiguranti il dio, di dimensioni e materiali differenti, oltre a frammenti associabili nuovamente alla Divina Adoratrice di Amon.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.