In Spagna è stato scoperto un enorme fallo di pietra: è uno dei più grandi del mondo romano


In Spagna, nel sito archeologico di El Higuerón (Nueva Carteya, Andalusia), è stato scoperto un grande rilievo scolpito con la figura di un fallo: è lungo quasi mezzo metro e secondo gli studiosi spagnoli è uno dei più grandi del mondo romano.

Un rilievo con una grande scultura fallica, di quasi mezzo metro, è stato scoperto in Andalusia (Spagna), nella cittadina di Nueva Carteya: a darne l’annuncio è stato, lo scorso 19 agosto con un post sulla propria pagina Facebook, il Museo Histórico Local de Nueva Carteya, che ha raccontato di come l’enorme fallo sia stato rinvenuto sopra uno dei conci che formano la base nord-orientale della torre di epoca romana di una fortezza nel sito archeologico di El Higuerón.

La scoperta è avvenuta durante uno scavo nel sito archeologico cominciato ai primi di agosto, e ha riguardato una parte della torre che prima era coperta. Il sito risale all’epoca iberica ma vi si trovano anche resti di epoca romana. Si tratta di un rappresentazione che nell’antica Roma era piuttosto diffusa, dal momento che all’organo sessuale maschile veniva attribuita una importante funzione apotropaica (era ritenuto simbolo di fertilità, virilità e protezione contro il malocchio, tanto che venivano prodotti anche amuleti a forma di fallo oggi conservati nei musei di tutto il mondo).

Date le sue dimensioni, potrebbe essere uno dei falli più grandi del mondo romano, secondo l’archeologo Andrés Roldán, ricercatore dell’Università dell’Estremadura e direttore del Museo Histórico Local de Nueva Carteya. “Stiamo consultando la bibliografia e, per il momento, non siamo riusciti a trovarne un’altra delle stesse dimensioni”, ha dichiarato Roldán al quotidiano spagnolo NIUS. Inoltre, dato il valore del ritrovamento, è stato chiesto alla Guardia Civil di intensificare la sorveglianza attorno allo scavo per evitare possibili saccheggi, almeno fino a quando l’area non verrà messa in sicurezza.

Il sito di El Higuerón è noto da tempo e fu scavato per la prima volta negli anni Sessanta. Eppure, “nonostante l’importanza che ha avuto per la ricerca archeologica”, sostiene Roldán, “il suo valore non è mai stato considerato, dal momento che sono state effettuate solo poche indagini stratigrafiche per scoprirne la cronologia”. Adesso, data anche la rilevanza della nuova scoperta, il Comune di Nueva Carteya, che ha acquisito il terreno su cui sorge la struttura ibero-romana, sta valutando la possibilità di avviare un progetto di musealizzazione del sito.

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