Parte il restauro dell'Allegoria dell'Inclinazione di Artemisia. Via i veli solo virtualmente


Al via il restauro dell’Allegoria dell’Inclinazione di Artemisia Gentileschi a Casa Buonarroti. Il progetto restituirà virtualmente l’aspetto originario del dipinto. 

Al via a Casa Buonarroti il restauro dell’Allegoria dell’Inclinazione di Artemisia Gentileschi, il dipinto che l’artista realizzò nel 1615-1616 circa e che è visibile sul soffitto della Galleria in cui si trovano anche alcuni episodi della vita di Michelangelo. L’allegoria fu uno dei primi della sala a essere commissionato da Michelangelo il Giovane e raffigura una giovane donna che tiene in mano una bussola, mentre una stella le fa da guida. La figura femminile era stata dipinta originariamente completamente nuda, ma qualche decennio più tardi, un discendente di Michelangelo il Giovane fece ricoprire dal Volterrano la figura con un moralistico panneggio. L’opera, ora rimossa dal soffitto della Galleria del museo, sarà restaurata in pubblico fino all’aprile 2023, direttamente nel Museo di Casa Buonarroti.

Il progetto di restauro dal titolo Artemisia Unveiled / Artemisia Svelata conta sul sostegno dell’ente no profit inglese Calliope Arts e del collezionista e filantropo Christian Levett. L’utilizzo di tecnologie all’avanguardia di diagnostica e imaging permetterà di restituire virtualmente l’aspetto originario del dipinto creato da Artemisia. Il progetto prevede anche un’esposizione conclusiva a Casa Buonarroti, prevista da settembre 2023 a gennaio 2024, e la ristrutturazione di aree specifiche del museo, oltre alla riprogettazione dell’illuminazione della Galleria. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Fondazione e Calliope Arts, ente no profit con sede a Firenze e a Londra, e i principali sostenitori sono i co-fondatori di Calliope Arts, i filantropi e avvocati Margie MacKinnon e Wayne McArdle, e il collezionista d’arte Christian Levett, fondatore del Museo di Arte Classica Mougins e della casa-galleria Levett Collection di Firenze.

“Vedere l’Inclinazione dipinta da Artemisia che scendeva dal soffitto, e, si può ben immaginare, per la prima volta da che l’aveva dipinta la pittrice nel 1616, è stata una fortissima emozione”, ha commentato la presidente della Fondazione Casa Buonarroti, Cristina Acidini. “Questo è l’inizio di un grande progetto per il quale la Fondazione Casa Buonarroti è specialmente grata ai suoi generosi sostenitori”.

"Grazie alle riprese fotografiche, alla diagnostica per immagini e a un’accurata analisi, saremo in grado di stabilire la tecnica esatta usata da Artemisia, rilevare esattamente la condizione dell’opera e definire il nostro progetto di intervento per il dipinto", racconta la restauratrice Elizabeth Wicks alla guida del team di tecnici esperti e addetti al restauro, sotto la supervisione del Direttore di Casa Buonarroti, Alessandro Cecchi, e di Jennifer Celani, funzionaria della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato. “Se è impensabile una rimozione delle ridipinture, ormai storicizzate, del Volterrano, sarà comunque possibile, grazie alla strumentazione d’avanguardia, creare un’immagine virtuale dell’opera originale nascosta sotto il dipinto che vediamo oggi”, spiega la restauratrice Wicks. “La prossima settimana inizieremo il nostro viaggio virtuale oltre il velo, con l’esame a luce diffusa e radente, seguito da ricerca a raggi UV e infrarossi. L’imaging multispettrale ipercolorimetrico ci aiuterà a comprendere al meglio la tecnica esecutiva originale e le successive aggiunte. Seguiranno la riflettografia ai raggi X e quella ad alta risoluzione”.

“Questo progetto vuole restituire virtualmente la versione originale della prima opera fiorentina di Artemisia e indagare cosa si celi sotto le aggiunte del Volterrano”, ha aggiunto il sostenitore Wayne McArdle. “Quali sono le condizioni del dipinto e della tela originali? Cosa scopriremo di Artemisia una volta svelata? Queste sono le domande alla base del progetto e siamo entusiasti di poter seguire questo percorso di restauro, nella speranza di trovare tutte le risposte”.

Fino all’aprile 2023, durante l’orario di apertura del museo, il pubblico potrà osservare l’andamento dei lavori di restauro dell’Allegoria dell’Inclinazione nello spazio predisposto all’interno della Sala del Modello della facciata di San Lorenzo in Casa Buonarroti. Ogni venerdì la restauratrice risponderà alle domande del pubblico. Oltre al restauro in corso, i visitatori troveranno anche la Stanza dei Marmi, appena riallestita, e la Madonna della scala e la Battaglia dei centauri di Michelangelo, restaurate grazie all’intervento dei Friends of Florence.

“Vorremmo guardare a questo progetto come l’inizio di qualcosa di più grande”, ha affermato Christian Levett. “Oltre al restauro del dipinto, il progetto include una ristrutturazione dell’ingresso del museo, il rinnovo della segnaletica e la riprogettazione dell’illuminazione della Galleria. Il museo ha una storia meravigliosa da raccontare, e noi vogliamo letteralmente metterla sotto i riflettori”.

“Il restauro e il progetto di ricerca sull’opera di Artemisia sono solo l’inizio di un lavoro più ampio che si tradurrà in una mostra presso Casa Buonarroti, prevista tra il settembre del 2023 e il gennaio del 2024”, spiega il direttore del museo Alessandro Cecchi. “La mostra metterà in risalto gli esiti del restauro ed esplorerà il contesto relativo alla creazione del dipinto, compreso il valore del debutto fiorentino di Artemisia e le sue relazioni con il granduca Cosimo II de’ Medici e l’ambiente culturale della città”.

Foto di Olga Makarova

Parte il restauro dell'Allegoria dell'Inclinazione di Artemisia. Via i veli solo virtualmente
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