Firenze, via al restauro della Cappella Brancacci. Si potranno vedere gli affreschi sui ponteggi


A Firenze è cominciato il restauro della Cappella Brancacci, che però non sarà chiusa: sarà possibile vedere i fondamentali affreschi di Masaccio e Masolino per la prima volta da vicino, salendo sui ponteggi. 

A Firenze è partito il restauro della Cappella Brancacci, annunciato un anno fa. La Cappella, dove si trovano i fondamentali affreschi di Masaccio e Masolino da Panicale, tra i punti di partenza del Rinascimento, oltre a quelli di Filippino Lippi che terminò il lavoro lasciato incompiuto dai due predecessori, è situata all’interno della chiesa del Carmine e fa parte dei musei civici fiorentini. Sarà restaurata, ma non chiuderà: da febbraio, infatti, il pubblico, come era stato annunciato nei mesi scorsi, potrà salire sui ponteggi necessari ai lavori per poter ammirare per la prima volta a distanza ravvicinata i capolavori di Masaccio, Masolino da Panicale e Filippino Lippi. Un’occasione unica, dunque, per osservare da vicino i protagonisti degli affreschi, come Adamo ed Eva tentati dal serpente e poi cacciati dal Paradiso.

Il restauro della Cappella durerà un anno e i lavori fanno parte di un articolato programma di ricerca e di valorizzazione messo a punto da Comune, Soprintendenza, Cnr-Ispc di Firenze, Opificio di Pietra Dure e la Fondazione statunitense Friends of Florence, in compartecipazione con Jay Pritzker Foundation. La Cappella è stata chiusa al pubblico a dicembre per consentire l’allestimento del ponteggio e riaprirà a febbraio, il venerdì, il sabato e il lunedì dalle 10 alle 17, e la domenica dalle 13 alle 17, con obbligo di prenotazione on line o tramite call center (secondo le modalità che saranno indicate sul sito cultura.comune.fi.it).

Il restauro

L’ultimo restauro della Cappella Brancacci risale agli anni Ottanta. Nel novembre 2020 la Cappella è stata sottoposta a un primo monitoraggio che aveva messo in luce alcune criticità dal punto di vista della conservazione e la necessità di stabilizzare alcuni potenziali fenomeni di deterioramento presenti sul ciclo pittorico di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi (distacchi dell’intonaco, localizzate perdite di coesione, depositi superficiali incoerenti) oltre che eseguire un generale controllo sulla stabilità dell’intero ciclo pittorico il cui ultimo restauro risale a oltre trenta anni fa.

A gennaio ha avuto inizio il monitoraggio sullo stato di salute della Cappella Brancacci a cura della SABAP Firenze (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato) e del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Grazie all’attuale cantiere è oggi possibile svolgere una nuova campagna diagnostica, più approfondita ed esaustiva della precedente, con le più aggiornate tecniche e le migliori competenze disponibili sul panorama internazionale grazie alla collaborazione tra SABAP, CNR e OPD. Le tecniche utilizzate, completamente non-distruttive, consentiranno di conoscere approfonditamente i materiali utilizzati, le tecniche pittoriche e le fenomenologie di alterazione/degrado, informazioni indispensabili per una corretta pianificazione dell’intervento di restauro.

Allo stato attuale sono in corso indagini di imaging fotografico nelle varie bande dello spettro elettromagnetico, dal visibile all’infrarosso, in alta definizione e a luce radente, finalizzate a identificare le aree con anomalie altrimenti impercettibili ad una ispezione visiva. Le attività immediatamente successive sono mirate ad aumentare il livello di dettaglio conoscitivo sui particolari identificati nella fase diagnostica precedente. Il processo di approfondimento conoscitivo seguirà uno schema iterativo fino a quando tutto sarà chiaramente interpretato. La scheda risultante sullo stato di salute degli affreschi e dell’apparato murario della cappella che li ospita sarà la base per i controlli degli anni successivi.

Le dichiarazioni

“Poter quasi toccare gli affreschi di solito visti solamente dal basso verso l’alto è davvero emozionante”, dichiara il sindaco e assessore alla cultura Dario Nardella, “e nei prossimi mesi visitatori e turisti potranno approfittare di questa opportunità davvero unica. L’alternativa, ovvero chiudere la Cappella Brancacci per tutto il tempo del restauro ci pareva un danno davvero grande, soprattutto dopo il prolungato periodo di lockdown per i nostri musei a causa del Covid. Siamo grati alle Belle arti del Comune, a restauratori e tecnici per aver consentito questa possibilità di accesso e siamo particolarmente felici, inoltre, di avere di nuovo a fianco la Fondazione Friends of Florence che davvero si dimostra ’amica’ della città avendo così a cuore i suoi beni artistici”.

“Friends of Florence”, afferma la presidente Simonetta Brandolini d’Adda, “sostiene l’intervento agli affreschi della Cappella Brancacci, attraverso il dono di alcuni fra i sostenitori più vicini alla nostra Fondazione: Dan Pritzker della Jay Pritzker Foundation, membro del board di Friends of Florence, Janet e Jim Dicke II, anche quest’ultimo membro del consiglio di amministrazione, con sua moglie sostenitore da 23 anni dei progetti della nostra fondazione, Peter Fogliano e Hal Lester Foundation donatori di Friends of Florence da oltre 15 anni. Siamo molto grati a tutti loro per la vicinanza e il sostegno ai nostri progetti e siamo felici di cominciare questo intervento, consapevoli dell’importanza che la Cappella Brancacci ha per la cultura fiorentina, italiana e internazionale. Il nostro grazie va anche al Comune di Firenze, alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato, al CNR e all’Opificio delle Pietre Dure, enti con i quali collaboriamo da anni, la cui sinergia sarà fondamentale per lo sviluppo dell’intero progetto”.

Nell’immagine: la cappella Brancacci. Foto di Miguel Hermoso Cuesta

Firenze, via al restauro della Cappella Brancacci. Si potranno vedere gli affreschi sui ponteggi
Firenze, via al restauro della Cappella Brancacci. Si potranno vedere gli affreschi sui ponteggi


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