Roma, restaurato e riaperto al pubblico il Ninfeo della Pioggia


A Roma è stato restaurato e riaperto al pubblico il Ninfeo della Pioggia, uno dei luoghi più interessanti della città barocca.

È stato presentato a Roma, dal Parco Archeologico del Colosseo, il restauro del Ninfeo della Pioggia negli Horti Farnesiani sul Palatino, una delle testimonianze più significative della cultura romana di età tardo rinascimentale e barocca. Collocato nel cuore di quelli che furono tra i giardini aristocratici più celebri d’Europa, il Ninfeo, progettato nelle forme attuali da Girolamo Rainaldi (Roma, 1570 – 1655), era uno spazio che, ispirandosi a esempi dell’antica Roma e del primo Rinascimento, veniva utilizzato dai Farnese, soprattutto nella stagione calda, come spazio per la festa e il diletto. Raccolti discretamente in una grande stanza semi sotterranea decorata con affreschi e sculture antiche, gli ospiti del Ninfeo potevano godere della penombra rinfrescante e del melodioso risuonare della fontana della Pioggia, congegnata in modo da riprodurre lo stillare naturale dell’acqua dal cielo.

Chiuso al pubblico da molti decenni per motivi conservativi, il Ninfeo della Pioggia è stato oggetto di un importante progetto di recupero e valorizzazione da parte del Parco archeologico del Colosseo, avviato nel 2020 e conclusosi nel 2023. Il progetto di restauro, ha spiegato Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo, “ha comportato la risoluzione del complicato problema di infiltrazioni di acqua che interessava le murature del Ninfeo, il consolidamento e il restauro di tutta la struttura. Un lavoro lungo e difficile, per il quale sono stati coinvolte diverse professionalità e che solo grazie alla sinergia di tutti è stato possibile portare a termine”.

Nell’ambito del progetto, un particolare impegno è stato dedicato al recupero filologico della Fontana della Pioggia e di tutte le superfici interne decorate ad affresco e stucco, impegno che ha portato a importanti risultati scientifici.

Come racconta Roberta Alteri, responsabile del progetto, “la Fontana della Pioggia è stata restituita al suo aspetto originale, con il suo gioco idraulico di sette vaschette metalliche di diverse misure e le sue decorazioni a finte stalattiti. Il restauro degli affreschi ha consentito il recupero integrale dei testi pittorici ancora conservati, che nuove ricerche di archivio attribuiscono alla mano del Modanino, interessante figura del Barocco ancora poco nota agli studi”.

La rilettura integrale degli affreschi, ha aggiunto la direttrice Russo, “permette oggi di comprendere bene quali fosse la funzione originale del Ninfeo e i suoi usi: uno spazio concepito illusoriamente come una pergola in un giardino, animata da musica e canti, poesia e colte conversazioni all’ombra degli antichi e della natura simulata grazie agli artifici dell’architettura”.

Il progetto di restauro è stato preceduto e accompagnato da studi e ricerche che hanno avuto l’obiettivo di supportare in modo filologico gli interventi conservativi e di ricostruire il più generale contesto storico-culturale del Ninfeo della Pioggia, coi suoi valori culturali materiali e immateriali. I risultati delle ricerche vengono comunicati al pubblico con differenti modalità e tempi.

Adesso il Parco intende far conoscere a tutti i risultati dei restauri e questo monumento “dimenticato” del barocco romano. In concomitanza con la riapertura del Ninfeo della Pioggia ci sarà anche una “Festa Barocca”, un evento (produzione originale del Parco Archeologico del Colosseo che vuole così sperimentare nuove forme di valorizzazione del patrimonio) che intende rievocare l’effimero della vita di corte dell’epoca, attraverso la sinergia delle arti: musica, parole, immagini, suoni.

A dicembre 2023 (13-15 dicembre), infine, a consuntivo di questo progetto il Parco organizza un convegno internazionale dedicato ai Ninfei antichi e moderni a Roma e nel Lazio, che vede coinvolti studiosi italiani e stranieri e molte nuove ricerche, e una mostra (Splendori farnesiani, 12 dicembre - 7 aprile) che racconterà al grande pubblico la storia degli Horti Farnesiani dalla particolare prospettiva della cultura immateriale, ricostruendo con opere d’arte e apparati multimediali le atmosfere della festa, del banchetto e della cultura botanica e zoologica del Seicento.

Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone
Il Ninfeo della pioggia restaurato. Foto: Simona Murrone

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